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1949 di Pawel Pawlikowski
Un cinema d’autore sempre più transnazionale, con l’Europa baricentro produttivo (e la Francia uno snodo ricorrente nel 38,7% dei casi, coproduzioni incluse); ma con segnali forti anche da Asia orientale e sud-est asiatico e significativi ritorni dal Nord Africa e dall’America Latina. Rilevante anche la quota USA “festival-oriented”. È la fotografia del cinema arthouse e indipendente di tutto il mondo scattata dalla rete di corrispondenti internazionali di Screen, 75 film d’autore che nel 2026 potremmo molto verosimilmente vedere nei grandi festival internazionali, a partire da Cannes e Venezia.
Un cinema in cui dominano storie di lutti, memoria e trauma (guerre, eredità familiari, corpi feriti, attivismo), e un rinnovato interesse per la politica e la Storia (Guerra fredda, Prima guerra mondiale, Ucraina, crisi libanese, campi profughi, desaparecidos). A cui non manca una robusta vena meta-cinematografica (registi dentro la storia, film su film, lettere/diari/archivi), e una più ibrida, tra fiction e non-fiction (doc ibridi, auto-fiction, “true story” rielaborate). È evidente un uso sempre più marcato del genere come cavallo di Troia (thriller, horror, sci-fi). La presenza delle piattaforme è ormai un dato strutturale anche in questo segmento produttivo, seppure minoritario (17,3%, conNetflix e Mubi con 4 titoli ciascuno).
Sul versante anagrafico, la selezione mette insieme “big” già canonizzati (Almodóvar, Östlund, Iñárritu, Farhadi, Hamaguchi, Kore-eda, Herzog, McDonagh, Eggers, Gray) e una generazione di autori pronti ad affermarsi (i festival nel 2026 potranno puntare sia su “nomi-garanzia” che su un necessario ricambio). La presenza femminile è più visibile che in passato (Heder, Alberdi, Quirós, Kernell, Godrèche, Kreutzer, Cobham-Hervey, Birch, el-Toukhy, Ben Hania, El Moudir), ma nel complesso il peso dei registi uomini resta maggioritario (78%).
Un cinema dove- a parte tre partecipazioni minoritarie - manca del tutto l’Italia. Eppure si sa che arriveranno i nuovi film di Nanni Moretti, Succederà questa notte; di Mario Martone, Scherzetto; di Marco Bellocchio, che racconterà Sergio Marchionne in Falcon; e di Gianni Amelio, Nessun dolore. Una svista madornale da parte dei corrispondenti di Screen o un deficit di appeal internazionale da parte del nostro cinema?
1949 (It-Pol-Ger-Fr)
Regia: Pawel Pawlikowski
Ambientato al culmine della Guerra fredda, 1949 ruota attorno al rapporto tra lo scrittore Thomas Mann, interpretato da Hanns Zischler, e la figlia Erika – attrice, giornalista e pilota di rally – interpretata da Sandra Hüller, mentre intraprendono un viaggio in auto attraverso una Germania in rovina. 1949 prosegue l’esplorazione di quell’epoca da parte del premio Oscar Pawlikowski, dopo l’acclamato Cold War. Producono l’italiana Our Films, la polacca Extreme Emotions, la tedesca Nine Hours, la francese Chapter 2 e l’italiana Circle One, insieme a Mubi.
Contatto: Mubi
9 Temples To Heaven (Thailandia)
Regia: Sompot Chidgasornpongse
Il vincitore della Palma d’Oro Apichatpong Weerasethakul produce l’esordio nel lungometraggio di finzione di Sompot, suo aiuto regista di Memoria e Cemetery Of Splendor. La storia segue una famiglia di nove persone che intraprende un pellegrinaggio di tempio in tempio per la nonna malata. Sostengono il progetto la thailandese Kick the Machine Films, la singaporiana E&W Films e la francese petit chaos.
Contatto: Kick the Machine Films


Brad Pitt sul set di The Adventures Of Cliff Booth
The Adventures Of Cliff Booth (USA)
Regia: David Fincher
Quando David Fincher ha accettato di dirigere un sequel del cult tarantiniano del 2019, C’era una volta a Hollywood, incentrato sulle ulteriori avventure di Cliff Booth (lo stuntman interpretato da Brad Pitt), l’entusiasmo è stato inevitabile. Pitt torna a incarnare il fascino e la spavalderia di Booth: otto anni dopo, ritroviamo l’ex stuntman di Rick Dalton (Leonardo DiCaprio nel primo film) impegnato come “fixer”. Ambientato nel 1977, il film è sceneggiato da Tarantino e vede nel cast anche Elizabeth Debicki, Scott Caan e Carlo Gugino.
Contatto: Netflix
The Age Of Goodbyes (Taiwan)
Regia: Edmund Yeo
Trasposizione dell’omonimo romanzo malese-cinese di Li Zishu, il dramma di Yeo intreccia passato e presente: un ragazzo solitario negli anni ’90 scopre un libro su una tragica storia d’amore di una donna negli anni ’70. Producono la taiwanese Renaissance Films e la malese Happy Together Pictures. Il regista malese Yeo vinse il premio per la miglior regia al Tokyo Film Festival 2017 per We, The Dead (anche noto come Aqerat) e ha diretto anche il dramma giapponese del 2021 Moonlight Shadow.
Contatto: Renaissance Films
All Of A Sudden (Giappone-Francia)
Regia: Ryusuke Hamaguchi
Il nuovo film del regista premio Oscar di Drive My Car è stato girato in Francia ed è basato su una raccolta di lettere di due donne che si sono scritte su temi come malattia e morte. Protagoniste Virginie Efira (Benedetta) e Tao Okamoto (The Wolverine). Hamaguchi ha vinto il Gran Premio della Giuria a Venezia nel 2023 con Evil Does Not Exist e l’Orso d’Argento Gran Premio della Giuria alla Berlinale 2021 con Wheel Of Fortune And Fantasy.
Contatto: Cinefrance International (internazionale); Bitters End (Asia)
Arrested Memory (Taiwan)
Regia: Sabu
Il regista giapponese, già in concorso alla Berlinale con Chasuke’s Journey e Mr. Long, torna con questo action thriller in lingua cinese ambientato a Taiwan. Ethan Juan interpreta un detective che corre contro il tempo per salvare un bambino rapito prima di perdere la propria memoria. Nel cast anche Shinichi Tsutsumi. Producono Shozo Ichiyama, Roger Huang e Justine O.
Contatto: LHB x An Attitude
Awaiting Birds (Madre Pájaro) (Costa Rica-Argentina)
Regia: Sofia Quirós
Quirós, il cui esordio Land Of Ashes è stato il primo film di un regista costaricano a competere alla Semaine de la Critique di Cannes nel 2019, è in post-produzione con questo coming-of-age. Ritrova i produttori Murillo Cine, Cecilia Salim e Mariana Murillo di Sputnik Films. La storia è ambientata in una comunità di allevatori, dove il figlio di una donna malata stringe un legame con la giovane zia, mentre lei comincia a sviluppare sentimenti materni.
Contatto: Sputnik Films
Being Heumann (USA)
Regia: Sian Heder
CODA di Heder ha vinto l’Oscar per il miglior film nel 2022 e ha reso Apple il primo streamer a conquistare il premio più ambito della stagione. La reunione tra il regista e la company era scontata. Si ritrovano per raccontare Judy Heumann, attivista per i diritti delle persone con disabilità che guidò un sit-in di 28 giorni al Federal Building di San Francisco. Protagonista l’attrice britannica Ruth Madeley, in un cast che include Mark Ruffalo e Dylan O’Brien. Heder produce attraverso Permut Presentations, The Walsh Company e Gravity Squared Entertainment.
Contatto: Apple TV


The Beloved di Rodrigo Sorogoyen
The Beloved (El Ser Querido) (Spagna-Francia)
Regia: Rodrigo Sorogoyen
Javier Bardem è protagonista di The Beloved, nei panni di un celebrato regista che sta girando un dramma ambientato negli anni ’30 nel deserto del Sahara e si ritrova a fare i conti con la figlia da cui si è allontanato, un’attrice in difficoltà interpretata da Vicky Luengo. Sorogoyen ha co-scritto la sceneggiatura con la collaboratrice abituale Isabel Peña. Il film è di Movistar Plus+, co-prodotto da Caballo Films e dalla francese Le Pacte. Tra i titoli precedenti di Sorogoyen c’è The Beasts, presentato a Cannes Première e poi vincitore di nove Goya nel 2023.
Contatto: Goodfellas


Amarga Navidad di Pedro Almodovar
Amarga Navidad (Spagna)
Regia: Pedro Almodóvar
Almodóvar torna a un film in lingua spagnola con Amarga Navudad (titolo internazionale Bitter Christmas), dopo la vittoria del Leone d’Oro 2024 con La stanza accanto. Prodotto da Pedro e dal fratello Agustín tramite la madrilena El Deseo, in collaborazione con Movistar Plus+, il film vede Bárbara Lennie nel ruolo di una dirigente pubblicitaria che reprime il dolore per la morte della madre, finché un crollo la porta a Lanzarote. La sua storia si intreccia con quella di un regista, interpretato da Leonardo Sbaraglia. Riprese effettuate la scorsa estate tra Madrid e le Canarie.
Contatto: Film Factory Entertainment
The Black Ball (Spagna-Francia)
Regia: Javier Ambrossi, Javier Calvo
Secondo lungometraggio del duo spagnolo Los Javis dopo Holy Camp! (2017), ispirato a un testo incompiuto di Federico García Lorca e all’allestimento teatrale La Piedra Oscura di Alberto Conejero. Il film esplora cosa significhi essere gay in Spagna, attraversando tre anni della storia del Paese: 1932, 1937 e 2017. Cast corale con Penélope Cruz, Glenn Close, Lola Dueñas, Miguel Bernardeau, Carlos González e il cantautore Guitarricadelafuente al debutto sullo schermo. Originale Movistar Plus+, prodotto con Suma Content Films in Spagna e la francese Le Pacte.
Contatto: Goodfellas
Blood On Snow (USA)
Regia: Cary Fukunaga
Fukunaga dirige Aaron Taylor-Johnson, Tom Hardy e Benedict Cumberbatch in un nuovo adattamento del maestro del “Nordic Noir” Jo Nesbø, ambientato a Oslo negli anni ’70. Un sicario rifiuta l’ordine di uccidere la moglie del suo capo ed è costretto a una scomoda alleanza criminale con un clan rivale. Nesbø ha co-scritto la sceneggiatura con Ben Power. Hardy Son & Baker produce con Department M, che finanzia interamente. Progetto in post-produzione.
Contatto: WME Independent
Brace Your Heart (Swe-Ice-Bul-Nor)
Regia: Amanda Kernell
Attingendo alle superstizioni del popolo sami, Kernell (Sami Blood) firma una storia originale su una giovane allevatrice di renne, in lutto per il padre, che sospetta che un uomo più anziano – invaghito di lei – le abbia lanciato una maledizione. Produzione Nordisk.
Contatto: TrustNordisk
Bucking Fastard (USA)
Regia: Werner Herzog
Sorelle nella vita, Rooney e Kate Mara esordiscono insieme sullo schermo impersonando due gemelle inseparabili ossessionate dal vicino di casa. Nel cast anche Orlando Bloom e Domhnall Gleeson. Il film, produzione USA, è stato girato tra Irlanda e Slovenia, con produttori tra cui Ariel Leon Isacovitch, collaboratore abituale di Herzog. Veterano a Cannes e Venezia, Herzog ha ricevuto il Leone d’Oro alla carriera all’ultima edizione della Mostra.
Contatto: HanWay Films
Butterfly Jam (Francia-USA)
Regia: Kantemir Balagov
Il regista russo Balagov ha vinto il premio per la miglior regia di Un Certain Regard nel 2019 con Beanpole, un dramma sui traumi della guerra. Ora torna con un film in inglese, ambientato negli Stati Uniti, con Riley Keough e Barry Keoghan: al centro una comunità americana molto unita di immigrati circassi e il rapporto complesso tra padre e figlio. Produce Alexander Rodnyansky con AR Content, insieme a Pascal Caucheteux per Why Not Productions e Vincent Maraval per Goodfellas.
Contatto: Goodfellas
A Child Of My Own (Un Hijo Propio) (USA-Messico)
Regia: Maite Alberdi
La documentarista cilena due volte candidata all’Oscar (The Mole Agent, The Eternal Memory) si era presa una pausa dal cinema non-fiction con il period drama In Her Place. Ora torna al documentario con una produzione messicana su una donna che desidera diventare madre e finge una gravidanza, innescando una serie di eventi che portano a uno scandalo nazionale.
Contatto: Netflix
Chork (Regno Unito)
Regia: Shane Meadows
Il ritorno del regista di This Is England e Once Upon A Time In The Midlands con il primo film in 12 anni, co-sceneggiato con Jack Thorne (Adolescence). Due giovani ragazze lasciano la casa famiglia e attraversano la costa inglese sperando in un futuro migliore. Producono 42 e Unified Productions, con BFI, BBC Film e Screen Yorkshire tra i finanziatori.
Contatto: Altitude
Circles (Messico)
Regia: Michel Franco
Il prolifico regista messicano dovrebbe finire il nuovo film entro la tarda primavera. I dettagli sono ancora riservati, ma quasi tutti i nove film precedenti di Franco (tranne uno) hanno avuto un battesimo nei grandi festival (lo scorso anno Dreams era in concorso a Berlino). Il regista torna sul tema del circolo vizioso della violenza che ha segnato l’umanità lungo tutta la storia. Produce Alexander Rodnyansky (AR Content) e il distributore francese è Metropolitan.
Contatto: AR Content
Coward (Belgio-Francia-Paesi Bassi)
Regia: Lukas Dhont
Il film più ambizioso di Dhont: un dramma sulla Prima guerra mondiale che esplora che cosa significhino eroismo e codardia dal punto di vista di giovani soldati. Girato in parte sui veri campi di battaglia vicino a Ypres, è prodotto da The Reunion, la società che Lukas gestisce col fratello Michiel. I due film precedenti di Dhont hanno debuttato a Cannes: Girl (2018) in Un Certain Regard e Close (2022) in concorso, poi candidato all’Oscar.
Contatto: The Match Factory
The Death Of Robin Hood (USA)
Regia: Michael Sarnoski
Hugh Jackman interpreta il celebre fuorilegge medievale del mito inglese: ormai anziano, ripensa a una vita di crimini e omicidi, finché finisce nelle mani di una donna misteriosa (Jodie Comer) e intravede una possibilità di salvezza. Sarnoski firma il film dopo A Quiet Place: Day One e Pig. Lyrical Media finanzia interamente e produce con Ryder Picture Company. A24 detiene i diritti USA.
Contatto: WME Independent


Digger di Alejandro G Iñárritu
Digger (USA)
Regia: Alejandro G Iñárritu
L’autore messicano, due volte Oscar come miglior regista, dirige Tom Cruise per un dramedy su “l’uomo più potente del mondo”, che deve fare di tutto per scongiurare un potenziale disastro da lui stesso causato. Nel cast Jesse Plemons, Sandra Hüller, Riz Ahmed e Sophie Wilde. Uscita prevista con Warner Bros il 2 ottobre 2026. Questo fa pensare a un passaggio nei festival autunnali. L’ultimo film di Tom Cruise è stato Mission: Impossible – The Final Reckoning.
Contatto: Warner Bros
Don’t Let The Sun Come Up On Me (Marocco-Francia-Cile-Danimarca)
Regia: Asmae El Moudir
Dopo The Mother Of All Lies (Un Certain Regard Cannes 2023), El Moudir torna con un altro doc ibrido: al centro una comunità di giovani adulti chiamata Children of the Moon, costretti a vivere di notte per via di una malattia genetica. Il film è prodotto dalla società della regista Insight Films, con coproduttori francesi, cileni e danesi.
Contatto: Autlook Filmsales
The Entertainment System is Down (Svezia-Germania-Francia-Norvegia-Danimarca-Regno Unito)
Regia: Ruben Östlund
Il nuovo film del due volte Palma d’Oro è ambientato su un volo a lungo raggio tra Regno Unito e Australia: il sistema di intrattenimento va in tilt e i passeggeri sono costretti ad affrontare l’orrore della noia. Nel cast Kirsten Dunst, Daniel Brühl e Keanu Reeves. Producono Plattform Produktion (Svezia), Essential Films (Germania) e Parisienne de Production (Francia), con la britannica Good Chaos tra i coproduttori e il supporto di BBC Film.
Contatto: Coproduction Office
Everest North (USA)
Regia: Chai Vasarhelyi, Jimmy Chin
Vasarhelyi e Chin hanno vinto l’Oscar per il documentario Free Solo (2019) e il film precedente, Love+ War (sulla fotoreporter Lynsey Addario), è passato dal TIFF. Ora tornano all’alpinismo con Everest North, che segue Jim Morrison mentre tenta di diventare il primo a sciare giù dall’Hornbein Couloir sulla parete nord dell’Everest.
Contatto: National Geographic Documentary Films
Fief (Francia)
Regia: Thomas Vernay
Coming-of-age tratto dall’omonimo romanzo francese: un giovane pugile promettente deve iniziare ad assumersi responsabilità nella vita. In odor di Cannes, con un cast di giovani talenti francesi guidato da Sayyid El Alami, Panayotis Pascot, Sami Outalbali e Birane Ba. Producono Middlemen e Iconoclast Films.
Contatto: Middlemen
The First Taste Of Loneliness lang (Cina)
Regia: Gu Xiaodong
Zhou Xun interpreta una donna che piange la morte del padre. Il film racconta i cicli della vita attraverso tre generazioni e chiude la “Landscape trilogy” di Gu, iniziata con Dwelling In The Fuchun Mountains (Semaine de la Critique Cannes 2019). Produce Shan Zuolong (anche produttore di Resurrection di Bi Gan, in concorso a Cannes 2025). Sostegno di Hangzhou Enlightenment Films, con coproduzione della francese Tandem Films.
Contatto: Losange Film
Flies (Moscas) (Messico)
Regia: Fernando Eimbcke
Dopo Olmo (Berlinale 2025), Eimbcke torna con Flies, vincitore del WIP Latam Industry Award a San Sebastián. Prodotto da Kinotitlán e da Michel Franco per Teorema, racconta di una donna reclusa alle prese con un trauma, che intraprende un percorso di guarigione incontrando un ragazzino.
Contatto: Teorema
Full Phil (Francia)
Regia: Quentin Dupieux
Dupieux, habitué di Cannes, punta a un’altra presenza sulla Croisette con questo film dal cast internazionale : Kristen Stewart, Woody Harrelson, Emma Mackey e Charlotte Le Bon. Ambientato negli anni ’50, segue un ricco industriale americano in viaggio a Parigi per riallacciare il rapporto con la figlia, ma i piani vengono sconvolti da un “set horror” e da un impiegato d’albergo invadente. Dupieux ha aperto Cannes 2024 con The Second Act. Produce Chi-Fou-Mi (Mediawan).
Contatto: Studiocanal
Fuxi: Joy In Four Chapters (Hong Kong)
Regia: Qiu Jiongjiong
Dopo A New Old Play (premio della giuria a Locarno 2021), Qiu firma un’epopea ambiziosa raccontata attraverso banchetti surreali lungo quattro millenni, girata interamente in uno studio dipinto a mano. Nel cast Lee Kang-Sheng, Lee Hong-Chi, Annie Chen Ting-ni e Fan Guang-Yao. Producono Uluka Studio (Hong Kong) e Rise Pictures (Taiwan).
Contatto: Uluka Studio
Gentle Monster (Francia)
Regia: Marie Kreutzer
Dopo Corsage, Kreutzer riunisce Lea Seydoux e Catherine Deneuve in un dramma su una pianista celebre che trasferisce la famiglia in campagna e scopre una verità devastante. Produce Film AG Produktion (Austria) con Komplizen Film (Germania) e Kazak Productions (Francia). È il primo progetto del fondo mk2 IPR.VC e ha vinto l’ArteKino International prize al Cannes Investors Circle 2025.
Contatto: mk2 Films
A Girl’s Story (Francia)
Regia: Judith Godrèche
Esordio alla regia di un lungometraggio per Godrèche, tratto dal romanzo autobiografico di Annie Ernaux Mémoire De Fille: una scrittrice torna a un’estate del 1958 in un campo estivo, dove visse una drammatica esperienza di violenza sessuale. Nel cast Tess Barthelemy, Valérie Dréville e Maiwene Barthelemy. Producono Carole Lambert (Windy Production) e Marc Missonnier (Moana Films). Godrèche è diventata una figura chiave del MeToo francese e nel 2024 ha presentato il corto Moi Aussi (Me Too) per aprire Un Certain Regard.
Contatto: Paradise City Sales
Here Comes The Flood (USA)
Regia: Fernando Meirelles
Heist movie del regista brasiliano, da una sceneggiatura di Simon Kinberg: Denzel Washington, Robert Pattinson e Daisy Edgar-Jones sono protagonisti di una storia in cui una guardia giurata, una cassiera e un ladro maestro finiscono risucchiati in un gioco di inganni. Meirelles ha lavorato molto in TV (tra cui The Sympathizer e Sugar) e l’ultimo film era il dramma 2019 The Two Popes (anch’esso per Netflix).
Contatto: Netflix
Hope (Corea del Sud)
Regia: Na Hong-jin
Molto atteso, dopo The Wailing e i titoli passati per Cannes The Chaser e The Yellow Sea. Thriller sci-fi ambientato in una remota città portuale dove una scoperta misteriosa minaccia gli abitanti. Nel cast Alicia Vikander, Michael Fassbender e Hwang Jung-min.
Contatto: Plus M Entertainment
Hot Spot lang (Polonia)
Regia: Agnieszka Smoczyńska
Distopia futura: un sistema globale di AI tiene tutti sotto controllo. Un detective chiamato a indagare su un omicidio rituale in un campo profughi incontra una donna capace di “bucare” il sistema di potere. Protagonista Noomi Rapace. Produzione Madants.
Contatto: New Europe Film Sales


Ink di Danny Boyle
Ink (Regno Unito)
Regia: Danny Boyle
Guy Pearce interpreta Rupert Murdoch in questo adattamento dell’opera teatrale di James Graham sul magnate dei media, che sembra puntare a un’uscita in autunno. Nel cast anche Jack O’Connell e Claire Foy. Boyle produce insieme a Tessa Ross (House Productions), Michael Ellenberg (Media Res) e Tracey Seaward. Studiocanal finanzia integralmente.
Contatto: Studiocanal
I See Buildings Fall Like Lightning (Regno Unito)
Regia: Clio Barnard
Dopo Ali & Ava (Quinzaine Cannes 2021), Barnard dirige Anthony Boyle, Joe Cole, Jay Lycurgo, Daryl McCormack e Lola Petticrew: cinque amici d’infanzia affrontano la realtà mentre compiono 30 anni. Produce Tracy O’Riordan (Moonspun Films) con il sostegno di BBC Film e BFI. Sceneggiatura dell’irlandese Enda Walsh, co-autore anche di Die My Love di Lynne Ramsay.
Contatto: Charades
It’s All Going Very Well No Problems At All (Australia)
Regia: Tilda Cobham-Hervey
Cobham-Hervey scrive, dirige, interpreta e produce il proprio esordio nel lungometraggio: una giovane artista in crisi personale trova conforto nell’amicizia profonda con Harold, anziano residente della casa di riposo dove lavora (Jonathan Pryce).
Contatto: Mad Ones Films
Karma (Francia)
Regia: Guillaume Canet
Canet torna dietro la macchina da presa per dirigere Marion Cotillard (sua ex compagna) in un thriller psicologico dalla trama ancora segreta. Nel cast Denis Ménochet e Leonardo Sbaraglia. Producono Iconoclast e l’etichetta di Canet Caneo. Indizi verso Cannes, anche se l’uscita francese di fine ottobre potrebbe collocarlo altrove...
Contatto: Pathé
La Mas Dulce (Francia)
Regia: Laïla Marrakchi
Terzo film della regista di Marock e Rock The Casbah, che torna al cinema dopo anni in TV. Una donna lascia il Marocco per la promessa di una vita migliore tra i braccianti stagionali della frutta in Spagna. Produce Juliette Schrameck (Lumen), coproducono Fasten Seat Belt (Spagna), Mont Fleuri Production (Marocco) e Mirage Films (Belgio).
Contatto: Lumen
Leila Et La Nuit (Fr-Brasile-Marocco)
Regia: Fellipe Barbosa
Coproduzione in lingua francese del regista brasiliano, con Marina Foïs, Roschdy Zem e Françoise Lebrun, affiancati da giovani talenti come Sayyid El Alami e Oulaya Amamra. Una famiglia si prepara a una vacanza nella casa in Marocco, ma scopre che la figlia si è gravemente ferita durante un incarico e fa di tutto per riportarla a casa. Barbosa ha presentato Gabriel And The Mountain alla Semaine de la Critique 2017 e Domingo alle Giornate degli Autori di Venezia 2018.
Contatto: Damned Films
Let Love In (Belgio-Italia-USA)
Regia: Felix van Groeningen
Film sostenuto da Mubi: una coppia tenta di salvare la relazione dopo un tradimento. Il regista lo definisce “auto-fiction” e sembra attingere alla sua relazione reale con Charlotte Vandermeersch, co-sceneggiatrice e co-protagonista accanto a Luca Marinelli. La precedente collaborazione tra van Groeningen e Vandermeersch, Le otto montagne, ha vinto il Premio della Giuria a Cannes 2022.
Contatto: The Match Factory
A Long Winter (Regno Unito-Canada)
Regia: Andrew Haigh
Le riprese finite a ottobre suggeriscono che il nuovo film del regista di Weekend ed Estranei possa essere pronto già in primavera. Il plot: una famiglia si prepara al lungo inverno in un contesto montano. Nel cast Ebon Moss-Bachrach, Caitriona Balfe, Kit Connor e Fred Hechinger. Producono The Bureau, EMU Films e Nomadic Pictures (Canada). Mubi e Film4 co-finanziano.
Contatto: Mubi


Look Back di Hirokazu Kore-eda
Look Back (Giappone)
Regia: Hirokazu Kore-eda
Il maestro giapponese ha ben due film nel 2026. Questo è l’adattamento live-action del manga di Tatsuki Fujimoto (Chainsaw Man) su due aspiranti mangaka (la figura giapponese del nostro fumettista), già film d’animazione del 2024. Autore “di casa” a Cannes (Monster, Broker, Palma d’Oro Shoplifters), prevede l’uscita entro l’anno, come secondo dei due film del 2026 (l’altro è Sheep In The Box, vedi più sotto).
Contatto: Goodfellas (internazionale); K2 Pictures (Asia)
The Lost Children Of Tuam (Irlanda-USA)
Regia: Frank Berry
Element Pictures (l’etichetta dietro a premières cannensi come Pillion, My Father’s Shadow, Kinds Of Kindness, On Becoming A Guinea Fowl e September Says) mira a un nuovo lancio festivaliero con questo dramma basato su una storia vera: un appassionato di storia scopre verità devastanti su una “casa per madri e bambini” a Galway. Protagonista Monica Dolan; tra i produttori anche El Paso Films di Liam Neeson, con finanziamenti BBC Film e Screen Ireland.
Contatto: mk2 Films
Mariage Au Gout d’Orange (Francia)
Regia: Christophe Honoré
Diciassettesimo film di Honoré, di nuovo con Les Films Pelléas (noti per Anatomia di una caduta e Un semplice incidente): dramma familiare ambientato negli anni ’70 e incentrato sul matrimonio del figlio minore. Cast corale con Vincent Lacoste, Paul Kircher, Adèle Exarchopoulos e Nadia Tereszkiewicz. Honoré ha una lunga storia con Cannes (sei film in selezione ufficiale finora).
Contatto: Pyramide International
Milo (titolo provvisorio) (Francia)
Regia: Nicole Garcia
Marion Cotillard e Théodore Pellerin (Nino) in un film su una donna dal passato misterioso che trova lavoro come cameriera in una cittadina del sud della Francia per avvicinarsi a Milo, un giovane meccanico che sembra ignaro della sua esistenza. Nel cast anche Artus e Laure Calamy. Produce Alain Attal (Trésor Films) con Studiocanal.
Contatto: Studiocanal
Mimesis (Tunisia-Francia)
Regia: Kaouther Ben Hania
Settimo film della regista di The Voice of Hind Rajab, ambientato nella Tunisia anni ’90: inizia con la lotta di una donna per impedire che il mausoleo di famiglia venga trasformato in moschea. Riprese avviate a settembre 2025 mentre Ben Hania promuoveva The Voice Of Hind Rajab. Produce Nadim Cheikhrouha (Tanit Films).
Contatto: The Party Film Sales
Minotaur (Fr-Regno Unito-Lettonia)
Regia: Andrey Zvyagintsev
Il regista russo in esilio sembra un candidato forte per Cannes con questo dramma, che è anche il suo ritorno al lungometraggio dal 2017. Al centro un uomo d’affari russo in crisi personale e professionale. Girato in Lettonia, prodotto da CG Cinéma e mk2; coproducono Razor Film (Germania) e Forma Pro Films (Lettonia), con Arte France Cinéma tra i sostenitori.
Contatto: mk2 Films
Orient Adagio (Palestina-Francia)
Regia: Maha Haj
Terzo film di finzione per l’autrice di Personal Affairs e Mediterranean Fever: un regista palestinese dal cuore spezzato sogna di fare il suo primo film a Parigi. Haj lo definisce “una parodia del fare cinema ma anche una lettera d’amore all’arte”. Producono Fresco Films (Palestina) e Blue Train Films (Francia).
Contatto: Fresco Films
Out Of This World (Sp-Fr-Ger-Lettonia-Portogallo)
Regia: Albert Serra
Dopo il documentario sulla tauromachia Pomeriggi di solitudine (Concha d’Oro a San Sebastián 2024 e film più bello dell’anno passato per i Cahiers du Cinema), Serra ha già concluso il primo progetto in inglese, girato in Lettonia l’estate scorsa. Riley Keough, F. Murray Abraham e Liza Yankovskaia sono nel cast. Sullo sfondo della guerra in Ucraina, una delegazione USA viaggia in Russia per risolvere una disputa economica legata alle sanzioni. Coproduzione tra Andergraun Films, Les Films du Losange e Ideale Audience (Francia), Pandora Film Produktion (Germania), Forma Pro Films (Lettonia) e Rosa Filmes (Portogallo).
Contatto: Losange Films
Paper Tiger (USA)
Regia: James Gray
Gray è in post-produzione su un crime con Adam Driver, Scarlett Johansson e Miles Teller: due fratelli rimangono invischiati in un complotto della mafia russa che terrorizza la famiglia e mette alla prova la loro lealtà. Un teaser è stato mostrato a novembr all’American Film Market di Santa Monica. Il produttore Rodrigo Teixeira (RT Features) mira a un grande festival.
Contatto: The Veterans
Paradise Lost (Corea del Sud)
Regia: Yeon Sang-ho
Mystery thriller del regista di Un treno per Busan (presentato a Cannes 2016): una madre (Kim Hyun-joo, Hellbound) ritrova il figlio, nove anni dopo la sua scomparsa. E riaffiorano segreti oscuri. Yeon ha firmato anche Peninsula (Cannes label 2020) e The Ugly (Toronto 2025).
Contatto: CJ ENM


Asghar Farhadi sul set di Parallel Tales
Parallel Tales (Fr-USA-Belgio-Italia)
Regia: Asghar Farhadi
Il due volte premio Oscar regista iraniano mette insieme un cast francese All Star: Isabelle Huppert, Virginie Efira, Vincent Cassel, Pierre Niney, Adam Bessa e Catherine Deneuve, per una coproduzione in lingua francese. Riprese a Parigi; trama top secret. Quasi scontato il debutto a Cannes.
Contatto: Charades (internazionale), UTA (USA)
Place To Be (USA)
Regia: Kornél Mundruczó
Due film pronti nel 2026 per il regista ungherese. Il primo, At The Sea, con Amy Adams, è atteso a Berlino. Il secondo, Place To Be, punta a Cannes: cast guidato da Ellen Burstyn, Taika Waititi, Pamela Anderson, Murray Bartlett e Maika Monroe. Storia di una donna anziana e un uomo di mezz’età in viaggio da Chicago a New York con un piccione da corsa smarrito. Producono Alexander Rodnyansky, Megan Wynn e Jomon Thomas.
Contatto: WME Independent/CAA Media Finance
Possible Love (Corea del Sud)
Regia: Lee Chang-dong
Lee mancava all’appello dal 2018 (Burning, entrato nella shortlist Oscar). Al centro due coppie sposate che s’incrociano, collidano e vanno incontro a profonde fratture. Nel cast Jeon Do-yeon, già miglior attrice a Cannes 2007 per Secret Sunshine.
Contatto: Netflix
Rosebush Pruning (Regno Unito-Germania-Italia)
Regia: Karim Aïnouz
Elle Fanning, Callum Turner, Riley Keough, Jamie Bell e Pamela Anderson in questo adattamento de I pugni in tasca (1965) di Marco Bellocchio, satira nera su famiglia e valori sociali. Aïnouz è di casa a Cannes (in concorso con Firebrand nel 2023 e Motel Destino nel 2024). Girato nel 2024, ha affrontato una post-produzione lunga.
Contatto: The Match Factory
Safe Exit (Egitto-Tunisia)
Regia: Mohammed Hammad
Secondo film di finzione dopo Withered Green (Locarno 2016): parla dei residui del trauma e di come una semplice amicizia tra un uomo cristiano e una donna musulmana possa abbattere muri. Produce Dora Bouchoucha (Nomadis Image) insieme a Hammad e Kholoud Saad (Pareidolia Productions).
Contatto: Mad Solutions
The Sea Speaks His Name (Indonesia)
Regia: Yosep Anggi Noen
Reza Rahadian e Dian Sastrowardoyo in un dramma politico su un attivista scomparso negli anni ’90 durante uno dei capitoli più oscuri della storia indonesiana. Produce Gita Fera per Pal8 Pictures (Tempo Media group). Yosep ha firmato The Science Of Fictions (Locarno 2019, premio) e 24 Hours With Gaspar (Busan 2023).
Contatto: Pal8 Pictures
Sheep In The Box (Giappone)
Regia: Hirokazu Kore-eda
Un ritorno al futuro per il maestro giapponese: una coppia accoglie in casa un robot umanoide come figlio. Nel cast Haruka Ayase (già in Our Little Sister) e il comico Daigo al primo ruolo da protagonista. Kore-eda è un nome contendibile sia da Cannes che da Venezia.
Contatto: Goodfellas (internazionale), Gaga (Asia, Nord America)
Sweet Milk Lake (Australia)
Regia: Harvey Zielinski
Debutto “spiazzante” dell’attore di teatro e TV Zielinski (proveniente dalla Heath Ledger Scholarship), che interpreta due fratelli gemelli: uno viene scambiato per l’altro dal padre morente e decide di stare al gioco. Il fatto che Zielinski sia trans non è un dettaglio. Girato tra gli altipiani del Victoria, con Hunter Page-Lochard e Kieran Darcy-Smith nel cast.
Contatto: North South East West
Sweetsick (UK-USA)
Regia: Alice Birch
Esordio alla regia per la sceneggiatrice di Lady Macbeth, Succession e Normal People. Cate Blanchett e Spike Fearn protagonisti: Blanchett interpreta una donna capace di vedere ciò di cui gli altri hanno più disperatamente bisogno, pagando però un costo personale molto elevato. Producono Searchlight Pictures, House Productions e il produttore Lee Groombridge; Film4 co-finanzia.
Contatto: Searchlight Pictures
Teenage Sex And Death At Camp Miasma (USA)
Regia: Jane Schoenbrun
Dopo We’re All Going To The World’s Fair (Sundance 2021) e I Saw The TV Glow (Sundance e Berlino 2024), Schoenbrun si è imposto come uno dei nomi più originali dell’area indie USA. Il plot del nuovo film: una regista di un reboot slasher si ossessiona per l’attrice reclusa che interpretava la “final girl” nell’originale, mentre dal fondo di un lago emerge un nuovo tipo di slasher... Gillian Anderson e Hannah Einbinder nel cast. Plan B produce; Mubi finanzia e distribuisce direttamente in alcuni territori.
Contatto: The Match Factory
Trinity (Singapore)
Regia: Boo Junfeng
Dramma in mandarino ambientato a Taiwan: un pastore carismatico si infatua del suo discepolo. Nel cast Leon Dai, Yeo Yann Yann, Tseng Jing-Hua e Will Or. Collaborazione tra 10 Paesi, guidata da Peanut Pictures (Singapore), Filmagic Pictures (Taiwan) e Gaïjn (Francia).
Contatto: Peanut Pictures
The Unknown (Francia)
Regia: Arthur Harari
Il co-sceneggiatore premio Oscar di Anatomia di una caduta torna alla regia (terzo film dopo Onoda – apertura di Un Certain Regard di Cannes nel 2021 – e l’esordio 2017 Dark Inclusion). Lea Seydoux e Niels Schneider sono protagonisti di una storia su un uomo che si risveglia nel corpo di una donna sconosciuta. Harari ha lavorato alla sceneggiatura con Justine Triet, Vincent Poymiro e il fratello Lucas Harari.
Contatto: Pathé
Untitled Musical Comedy From Jesse Eisenberg (USA)
Regia: Jesse Eisenberg
Attese alte per il film successivo ad A Real Pain (2024), che ha portato a Eisenberg un nomination agli Oscar e ha valso a Kieran Culkin quello per l’attore non protagonista. In questo nuovo lavoro una donna timida si perde nel mondo ad alta pressione del teatro sociale. Nel cast Cara Buono, Julianne Moore e Paul Giamatti. A24 ha i diritti USA.
Contatto: WME Independent/CAA Media Finance
Vagabonds (Ghana-Francia)
Regia: Amartei Armar
Esordio nel lungometraggio per il filmmaker ghanese-americano Armar, che aveva attirato attenzione all’Atlas Workshops di Marrakech. Basato sul suo corto 2019, segue una coppia improbabile in un viaggio attraverso il Ghana, avventuroso e a tratti pericoloso. Produce A.K.A Entertainment e coproduce La Luna Production (Francia).
Contatto: A.K.A. Entertainment
Violette (Francia)
Regia: Jean-Pierre Jeunet
Il regista di Amélie adatta il bestseller di Valérie Perrin Fresh Water For Flowers: una custode di cimitero in una piccola città vede la routine sconvolta dall’arrivo di un capo della polizia locale, e riemergono segreti del suo passato. Nel cast Leïla Bekhti, Matthias Schoenaerts, Melvil Poupaud, Anouk Grinberg, Sergio Castellitto e Alban Lenoir. Producono Palomar e 24 25 Films (Mediawan) con Studiocanal.
Contatto: Studiocanal
We Are All Strangers (Singapore)
Regia: Anthony Chen
Dopo Ilo Ilo (Camera d’Or Cannes) e Wet Season, Chen chiude la trilogia “Growing Up”. Protagonista l’attrice vincitrice del Golden Horse Yeo Yann Yann con Koh Jia Ler. Un gruppo di estranei è costretto a diventare una famiglia, in un ritratto commovente della Singapore contemporanea.
Contatto: Giraffe Pictures
Weird Elliot (Svezia-Paesi Bassi)
Regia: Johannes Nyholm
Il regista inventivo di The Giant (Toronto) e Koko-di Koko-da (Sundance) racconta di un vlogger autistico che trova tracce di un cadavere registrate in un vecchio videotape e prova a risolvere il mistero, affrontando al contempo i propri traumi. Producono Hobab (Svezia) e Baldr Film (Paesi Bassi). Progetto presentato a Les Arcs Works in Progress a dicembre.
Contatto: Hobab
Werwulf (USA)
Regia: Robert Eggers
Dopo il maggiore successo commerciale della sua carriera con Nosferatu (181 milioni di dollari worldwide), Eggers torna al gothic horror: una creatura terrorizza una campagna nebbiosa nell’Inghilterra del XIII secolo. Nel cast Lily-Rose Depp, Aaron Taylor-Johnson e Willem Dafoe. Produzione nel Regno Unito a settembre 2025; Focus Features ha fissato l’uscita a dicembre 2026. Dopo aver saltato i grandi festival con Nosferatu, Focus potrebbe replicare. Universal Pictures International distribuirà fuori dal Nord America. Working Title Films è executive producer.
Contatto: Focus Features
Wild Horse Nine (UK-USA)
Regia: Martin McDonagh
Dark comedy girata la scorsa primavera sull’Isola di Pasqua (Cile), con Sam Rockwell, John Malkovich, Parker Posey, Steve Buscemi e Tom Waits. Trama avvolta nel mistero. Producono Searchlight Pictures e Blueprint Pictures, con supporto Film4. L’ultimo film di McDonagh, The Banshees Of Inisherin, ha debuttato a Venezia 2022 e ha vinto quattro Bafta; Three Billboards Outside Ebbing, Missouri (2017) è approdato per primo sempre a Venezia.
Contatto: Searchlight Pictures
The Wolf Will Tear Your Immaculate Hands (Svezia-UK-Belgio-Islanda)
Regia: Nathalie Alvarez Mesen
La filmmaker svedese-costaricana (esordio Clara Sola, Quinzaine Cannes 2021) gira il primo film in inglese, co-scritto con il poeta islandese Sjón (già impiegato in Lamb e The Northman). Alexander Skarsgård, reduce dal successo di Pillion, è protagonista accanto a Darla Contois e Pernilla August. Girato soprattutto a Belfast (per ricreare il Pacific Northwest USA anni 1880): un vedovo britannico assume una governante nativa americana per educare le figlie; la tensione cresce quando una delle due rischia un matrimonio forzato.
Contatto: Hobab
Wolves (Libano-Brasile)
Regia: Rami Kodeih
Esordio nel lungometraggio: due donne tentano una rapina notturna per recuperare i risparmi di una vita durante la crisi bancaria legata alla corruzione in Libano. Co-scritto con Nora Mariana e prodotto da Rodrigo Teixeira (RT Features), produttore brasiliano dietro film come Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino e il vincitore dell’Oscar I’m Still Here di Walter Salles.
Contatto: CAA Media Finance
Woman, Unknown (Danimarca)
Regia: May el-Toukhy
La regista danese torna con un film che segue tre giorni nella vita di Marie, una giovane domestica nella Danimarca del dopoguerra, che tenta di fuggire dalla vergogna del proprio passato. El-Toukhy co-scrive con Maren Louise Käehne, dopo la collaborazione su Queen Of Hearts (2019). Produce Mikael Christian Rieks (già su Land Of Mine) per Nordisk.
Contatto: TrustNordisk

