Marise Ferro, scrittrice e giornalista ligure nata nel 1905 e morta nel 1991, è stata soprattutto una traduttrice, la voce italiana di autori come Simenon e Proust. Ha sposato Guido Piovene e, in seconde nozze, Carlo Bo; è stata censurata dal fascismo per un romanzo ritenuto scandaloso perché trattava la relazione fra due donne; ha anticipato, insieme ad altre autrici come Alba de Céspedes e Fausta Cialente, uno sguardo poco convenzionale sulla femminilità, sulle vite quotidiane di donne non eroiche. Quello che sappiamo di lei è stato messo insieme dalla studiosa Francesca Sensini, che sta curando per Elliot la ripubblicazione di tutti i suoi libri.

Con il romanzo La sconosciuta, Marise Ferro vinse nel 1978 il premio Stresa per la narrativa: in questo libro Sensini, nella sua generosa introduzione, ripercorre la vita e la poetica dell’autrice con un approccio che contribuisce alla sua fuoriuscita dall’oblio. Di certo, La sconosciuta è un romanzo dalla forza contemporanea, il primo libro al quale mi viene in mente di paragonarlo è Una donna dell’autrice premio Nobel Annie Ernaux: anche qui ci sono la morte della madre, il decorso di una malattia, la consapevolezza che in un certo tipo di relazioni la scrittura può arrivare come la civetta della sera, quando i giochi sono fatti.

La madre della protagonista della Sconosciuta muore a settant’anni, e il romanzo torna indietro agli anni del matrimonio. La madre, si rivela a poco a poco, come accade a noi quando guardiamo i nostri genitori, a quel mistero che era la loro vita prima di noi, e che sempre restano le loro giornate, i loro sentimenti senza di noi.

Chi era davvero questa donna? Che sentimenti ha provato per l’uomo che ha sposato, dal quale ha avuto una figlia, dal quale si è poi separata? Nutriva per lui un odio feroce, venuto dall’aver amato un uomo durante la sua assenza, oltre che dal fastidio smisurato per la sua adesione al fascismo. C’era una intolleranza estetica, prima ancora che etica, per le sue camicie nere, per il suo conformismo verso la divisa; una intolleranza condivisa con la figlia, che da questo padre si è sempre sentita distante, diversa.

E, almeno così sembra nel libro, anche dalla madre – che però nelle ultime pagine, e quindi negli ultimi anni, cambia voce, facendoci cambiare prospettiva. E prima di morire ci consegna una verità diversa, spiazzante. Perché tutti, anche le persone che amiamo, hanno più di un volto e non è detto che uno sia una maschera.

Marise Ferro, La sconosciuta, Elliot, 18,50 €