Com’è andato il mercato theatrical in Italia nel 2025? Se non fosse stato per il recupero straordinario di dicembre - leggi Buen camino (oltre 36 milioni di euro al 31/12) - sarebbe andato molto peggio (all’1 dicembre il ritardo rispetto al botteghino dell’anno precedente era di circa il 5%). Invece il 2025 finisce in sostanziale pareggio sul 2024: Cinetel riporta 496.488.777 euro di box office totale e 68.352.231 di presenze. Significa +0,5% sul 2024 in termini di valore (493.980.000 euro) e -2,5% di spettatori (erano 69.710.000 l’anno precedente).
Una difformità spiegata dal prezzo medio del biglietto che passa da circa 7,09 euro (2024) a 7,26 euro (2025), quindi +2,5%: inflazione a parte, è l’indice di un consumo più selettivo e più concentrato sui titoli percepiti come “evento”.
Dicembre è stato da record: 94.856.482 euro di incassi, +37% sul dicembre 2024 e +69% sul dicembre 2023; presenze a 11.923.131, +26% sul 2024 e +52% sul 2023.

Buen Camino
Buen Camino

Buen Camino

La quota del cinema nazionale (coproduzioni incluse) risale fino a circa 32% contro 24% nel 2024; Hollywood ha ancora un buon 40,6%.
La top ten dell’anno conferma sette film sopra i 10 milioni di euro (come nel 2024; nel 2023 erano otto) e due film oltre i 20 (Buen camino e Lilo & Stitch; nel 2024 ce n’era solo uno; nel 2023 quattro).Quattro titoli della top ten sono italiani.

“Il 2025 descrive un mercato che tiene, pur in un contesto internazionale complesso – commenta il Sottosegretario Lucia Borgonzoni – La produzione italiana ha raggiunto livelli tra i più alti degli ultimi anni, superando la media pre-pandemica. Già prima di Buen Camino il cinema italiano aveva toccato il 29% di quota di mercato. Le sale restano presidi culturali fondamentali, e il confronto internazionale mostra che l’Italia regge meglio di altri Paesi di riferimento.”

Il film di Zalone e Nunziante diventa il manifesto del ritorno della commedia a genere-locomotiva: Follemente di Paolo Genovese incassa 17,9 milioni di euro (è il terzo incasso 2025); Io sono la fine del mondo di Angelo Duro 9,7 milioni di euro; Oi vita mia di Pio e Amedeo 8,5 milioni di euro; La vita va così di Riccardo Milani 7 milioni di euro.
E dal perimetro medio-autoriale sono emersi Diamanti di Ferzan Özpetek (10 millioni solo nel 2025, oltre 16 in totale); L’abbaglio di Roberto Andò (3,4 milioni di euro); Le assaggiatrici di Silvio Soldini (3,3 milioni di euro); Cinque secondi di Paolo Virzì (2,7 milioni di euro); Fuori di Mario Martone (2 milioni di euro).
Il family recita ancora la parte del leone: Lilo & Stitch si porta a casa 22,3 milioni di euro (secondo incasso annuo); seguito da Zootropolis 2 (16,6 milioni di euro), Un film Minecraft (11,9 milioni di euro), Jurassic World - La rinascita (10,9 milioni di euro), Dragon Trainer e Sonic 3 (entrambi a 8,9 milioni di euro).
Tra i blockbuster “adulti”, oltre ad Avatar 3 (17,3 milioni di euro), ci sono I Fantastici 4: gli inizi (sopra gli 8 milioni) e Captain America: Brave New World (sopra i 6).

L’horror tiene botta: The Conjuring - Il rito finale è il campione d’incxassi del genere con 9,5 milioni di euro; ma non sono andati male di certo Nosferatu e Dracula - L’amore perduto (oltre 5 milioni di euro); Weapons e Five Nights at Freddy’s 2 (quasi 3 milioni di euro). Era horror anche l’anime rivelazione Demon Slayer - Kimetsu no Yaiba: Il castello dell’infinito, che totalizza 4,4 milioni di euro.
Non mancano titoli da festival con un discreto ritorno commerciale. Come nel caso di Emilia Pérez di Jacques Audiard (3,3 milioni di euro); Mickey 17 (2,6 milioni di euro); The Brutalist (2,2 milioni di euro).
E tra blockbuster e cinema d’autore troviamo il favoritissimo ai prossimi Oscar, Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson, con 5 milioni di euro, seguito da Norimberga (4,2 milioni di euro al 31 dicembre 2025, ma ormai oltre i 6).
Nel segmento più d’essai spicca il risultato di Le città di pianura di Francesco Sossai: 1,7 milioni di euro. Bene anche The Voice of Hind Rajab di Kaouther Ben Hania con circa 1,5 milioni di euro, e Un semplice incidente di Jafar Panahi (1,2 milioni di euro).

© 2025 Disney Enterprises, Inc. All Rights Reserved.
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(L-R) Maia Kealoha as Lilo and Stitch in Disney’s live-action LILO & STITCH. Photo courtesy of Disney. © 2025 Disney Enterprises Inc. All Rights Reserved. (DISNEY)

Tra i distributori svetta Disney con 21,7% (trainata da Lilo & Stitch, Avatar - Fuoco e cenere, Zootropolis 2); Eagle sale al 12,5%;  Warner, Universal e Medusa stazionano intorno al 10,5% ciascuna; 01 Distribution è sopra il 9%; Vision è al 6,3%; Lucky Red 4,8%; Piper 3,3%; Nexo 1,6%. 

Il pubblico e la tenuta delle sale

Il profilo del pubblico mostra un mercato polarizzato. I più giovani (3-14 anni) rappresentano il 47% degli spettatori del 2025, ma la frequenza regolare resta bassa. Gli adulti (25-54 anni) costituiscono il 39% dei frequentatori abituali, mentre cresce l’età media generale (+ 26% di over 60 rispetto al 2024).
I “Regular” (5–10 ingressi/anno) sono la maggioranza con il 52% (e in crescita sul 2024: +17%). I “Frequent” (>10) valgono il 17% (+3%). Poi “Mid Casual” (3–4) al 20% e “Super Casual” (1–2) all’11%.

Sulle sale, il quadro è stabile ma sempre più sbilanciato per peso industriale. Nel 2025 i cinema attivi monitorati sono 1.366, con 3.579 schermi: +59 complessi e +44 schermi sul 2024. Le monosale restano metà delle strutture (683, 50,0%), ma valgono il 9,6% degli incassi e l’11,5% delle presenze. Le arene estive sono 152 (11,1%), e pesano per l’1,0% del box office e l’1,2% dei biglietti. I complessi 2–4 schermi (290, 21,2%) fanno il 15,9% degli incassi e il 17,1% delle presenze. Il cuore del mercato è nei multiprogramma: 5–7 schermi (121, 8,9%) arrivano al 21,8% degli incassi e 21,1% delle presenze; oltre 7 schermi (120, 8,8%) fanno da soli il 51,7% del box office e il 49,2% dei biglietti. Nel confronto 2025/2024 crescono monosale (+5,6% incassi; +4,6% presenze), arene (+6,7%; +5,3%) e 5–7 schermi (+4,7%; +2,6%). Calano i 2–4 schermi (-3,2%; -4,9%) e i >7 schermi (-1,0%; -4,3%).

I numeri confermano una dinamica di assestamento dopo gli squilibri provocati al settore dalla pandemia. Le presenze in sala difficilmente torneranno a quelle del 2019. Il gap al momento si dovrebbe essere assestato intorno a -30% rispetto al 2019 (97.586.858 presenze), con un mercato post-Covid che appare “inchiodato” tra 68 e 70 milioni di biglietti. Tuttavia quest dati lasciano aperta la porta per un ulteriore recupero. 

Il resto del mondo

Ma come si sono comportati gli altri mercati? Iniziamo da quelli europei più affini al contesto italiano. Il 2025 spagnolo chiude intorno a 453 milioni di euro e 65 milioni di spettatori, con un calo marcato delle presenze e una quota nazionale al 19%.
La Germania segna un dato in controtendenza: incassi +7,3% sul 2024, presenze stabili. Cresce la quota del prodotto tedesco, spinta dal successo di Die Schneekönigin e Der Junge aus der U-Bahn.
La Francia chiude a 156,79 milioni di biglietti (-13,6% sul 2024: 181,52 milioni): peggior risultato dal 1999 (Covid escluso), ma su un ordine di grandezza europeo non paragonabile al resto del continente; la quota dei film francesi (coproduzioni incluse) scende dal 44,7% (2024) al 37,7% (2025), vicinissima alla quota dei film statunitensi stimata dal CNC al 35,8% (con particolarità di classificazione su alcuni titoli).

Un film Minecraft
Un film Minecraft

Un film Minecraft

(Courtesy Warner Bros. Pictures)

Il Nord America chiude a 8,87 miliardi di dollari: lieve crescita sul 2024, ma ancora lontano dai livelli pre-pandemia; l’estate è stata debole anche per effetto rinvii (tra i casi più citati, Mortal Kombat 2 ). Gli ingressi sono stimati a 780 milioni (-4,9% sul 2024) e la tenuta degli incassi passa anche da prezzi e premium: biglietto medio 13,29 dollari (+5,7%); nelle sale premium (PLF, Premium Large Format) sale a 17,69 dollari (+4,9%); per alcuni titoli IMAX e PLF valgono il 50-60% degli incassi secondo Deadline.
Il 2025 americano è dominato da family e franchise: il segmento family pesa per oltre il 34% delle presenze e vale 2,93 miliardi di dollari; la top tre americana vede sul podio Un film Minecraft (423,9 milioni di dollari), Lilo & Stitch (423,8 milioni di dollari), Superman (354,2 milioni di dollari).
Anche negli Stati Uniti è Disney a vincere tra i distributori (1.961.729.452 dollari, quattordici film) con 22,68% di quota; seguono Warner (1.860.362.910 dollari e tredici film) con 21,51% e Universal (1.564.721.982 dollari, quaranta film) con 18,09%; poi Sony, Paramount, 20th, Lionsgate, A24 (231 milioni di dollari, venti film), Focus, Angel Studios.

Il consumo accelerato o front-loaded è un problema: 35,6% degli spettatori nei primi tre giorni, 73,2% entro due settimane, 90,7% entro trenta giorni; nello stesso 2025 cresce però dell’8% il numero di “habitual moviegoers”, quelli che vanno in sala almeno sei volte l’anno.

Ne Zha – L’ascesa del guerriero di fuoco
Ne Zha – L’ascesa del guerriero di fuoco

Ne Zha – L’ascesa del guerriero di fuoco

Infine, la Cina. Il 2025 cinese dice due cose: un volume enorme e una crescente autonomia. Box office annuo di 51,83 miliardi di yuan (circa 6,34 miliardi di euro, ovvero circa 7,42 miliardi di dollari) e quota monstre di film domestici: 79,67%. Il caso emblematico è Ne Zha 2: per Gower Street Analytics è il film numero uno al mondo per incassi nel 2025 (circa 2,1 miliardi di dollari) e da solo rappresenta circa 29% del box office annuale cinese.

Conclusioni e scenari futuri
 

In definitiva, il box office globale 2025, stimato da Gower Street, è di 33,55 miliardi di dollari, -16% sotto la media 2017-2019. Con questa composizione: internazionale 17,3 miliardi di dollari; Nord America 8,87 miliardi di dollari; Cina 7,4 miliardi di dollari. Siamo in un regime di “transizione persistente” scrive la società di analisi. Significa che anche dopo la fine degli shock eccezionali (pandemia e sciopero a Hollywood), il vecchio theatrical non è più tornato; contano variabili strutturali - abitudini cambiate, concorrenza degli streamers, volatilità delle uscite, consolidamenti e pressioni macroeconomiche.

Per il secondo anno di fila, i film capaci di mobilitare le famiglie occupano quasi tutto il vertice della classifica globale (quattro dei primi cinque): se si vuole ricostruire un pubblico più ampio, bisogna lavorare sulle fasce più giovani. E il box office mondiale è sempre meno monoliticamente trainato da Hollywood e sempre più un arcipelago di mercati forti con campioni domestici: non solo Cina, anche Giappone, con successi locali (come alcuni anime) che, esportati, fanno numeri incoraggianti.

Il tema delle windows sembra spegnersi in Italia proprio mentre negli Stati Uniti infiamma il dibattito: Michael O’Leary, presidente e amministratore delegato di Cinema United, insiste su un intervallo minimo di quarantacinque giorni, perché senza una finestra “chiara e consistente” non si può misurare davvero la domanda né valutare il successo di un film.

Emilia Pérez. Karla Sofía Gascón as Emilia Pérez in Emilia Pérez. Cr. PAGE 114 - WHY NOT PRODUCTIONS - PATHÉ FILMS - FRANCE 2 CINÉMA.
Emilia Pérez. Karla Sofía Gascón as Emilia Pérez in Emilia Pérez. Cr. PAGE 114 - WHY NOT PRODUCTIONS - PATHÉ FILMS - FRANCE 2 CINÉMA.
Emilia Pérez. Karla Sofía Gascón as Emilia Pérez in Emilia Pérez. Cr. PAGE 114 - WHY NOT PRODUCTIONS - PATHÉ FILMS - FRANCE 2 CINÉMA. (PAGE 114 - WHY NOT PRODUCTIONS -)

Quanto all’arthouse, di fronte a un mercato sempre più accelerato l’effetto è chiaro: perde settimane di passaparola e si sposta verso un’offerta più “curata”, più verticale, da micro-evento; il modello francese resta un riferimento, con una costellazione di titoli d’autore tra 750.000 e 900.000 spettatori anche in un anno in calo.

Il 2026, secondo Gower Street, dovrebbe essere in scia con l’anno appena passato: 35 miliardi di dollari globali (+5%) e 9,9 miliardi di dollari per il Nord America (+11%), spinti soprattutto dal ritorno di un calendario più ricco di titoli hollywoodiani (da Toy Story 5 a The Odyssey a Spider-Man: Brand New Day ). Ma la variabile decisiva resta la stessa: se il mercato continua “a picchi” (Natale, franchise, IMAX), può crescere in euro e dollari senza per questo far tornare il pubblico.
Ed è esattamente la lezione che il 2025 ci ha appena impartito.