Quando inizia Un bel giorno pensi subito che sia l’ennesimo giorno, o meglio l’ennesimo family. Di nuovo De Luigi nei panni del solito papà con tanti figli (in questo caso ben quattro figlie femmine) all’orizzonte. Con una differenza non più Valentina Lodovini al suo fianco, ma Virginia Raffaele. Insomma sembra il quarto capitolo della minisaga dedicata alla Famiglia Rovelli (10 giorni con i suoi, 10 giorni senza mamma e 10 giorni con Babbo Natale) diretta da Alessandro Genovesi e il fatto che ricorra persino la parola “giorno” nel titolo non depone a suo favore per originalità.

L’operazione dunque non cambia, qualche novità però c’è: De Luigi che ne firma la regia e la sceneggiatura insieme a Furio Andreotti e Giulia Calenda, e una nuova coprotagonista femminile. In verità non è nuova neanche la squadra perché la coppia De Luigi-Raffaele l’avevamo già vista in Tre di troppo (2023), terzo lungometraggio di De Luigi. Nessuna novità dunque? Perlopiù sì, ma questa commedia, a metà strada tra ironia e sentimento, un po’ all’Appuntamento sotto il letto, film americano del 1968, riesce nella sua semplicità, anche se con qualche passaggio poco riuscito, a regalarci un po’ di leggerezza.

Merito in primis della già rodata coppia De Luigi-Raffaele e della loro alchimia, ma anche delle nuove e dei nuovi interpreti (Maria Gifuni, Alma Teresa Giardina, Anita Marzi, Arianna Gregori, Andrea Silvestrini e Nicola Mayer) e del giusto equilibrio tra commedia family e rom-com. La trama è semplice e se in Tre di troppo De Luigi e Raffaele vestivano i panni di una coppia felice e senza figli che improvvisamente si ritrova con tre bambini ostinati a chiamarli mamma e papà; qua di ragazzini ce ne sono tanti fin dall’inizio. Tommaso infatti è un vedovo e ha quattro figlie, conduce una vita solitaria, si occupa di infissi e ha deciso di chiudere il mondo fuori diventando una sorta di “monoblocco noioso”, se non che Un bel giorno incontra Lara e tutto cambierà.

Tra alcune gag divertenti, su tutti il personaggio di Italo, unico dipendente di Tommaso, interpretato da Antonio Gerardi, e alcune tematiche delicate come la disabilità e il bullismo (nota di merito va al giovane interprete Leon Castagno nel ruolo di un ragazzo con una sensibilità particolare) affrontate con delicatezza alla fine questa commedia funziona. Non rivoluzionerà il family movie, ma quantomeno allargherà la visione della famiglia e del mondo, non solo quella dei due protagonisti, ma anche del pubblico. E non è poco.