Romance & Cigarettes

Delizioso pamphlet sul matrimonio in musical. Con Gandolfini, Sarandon e la regia di Turturro

5 Maggio 2006
Romance & Cigarettes
Romance & Cigarettes

Manuale di sopravvivenza per donne di mezza età. Regola n. 1: se sospettate che vostro marito vi tradisca con una squinzia che non vale un’unghia del vostro alluce ma ha la metà dei vostri anni, non rimuovete la verità. Un indizio non vale nulla ma due sono una prova. Regola n. 2:  vi dirà che non è vero, non credetegli. Regola n. 3: fate di tutto per scoprire dove si nasconde la rivale e poi correte a gonfiarla di botte. Regola n. 4: quando il fedifrago torna, perché tanto la maggior parte dei mariti ci ripensa, accoglietelo pure, badate però di non rivolgergli mai più la parola. Regola n. 5: se dovesse ammalarsi, e soltanto allora, rompete il muro del silenzio e accuditelo: sarà la più atroce delle vendette. E se pensate che sia difficile, correte a vedere Romance and Cigarettes di John Turturro, dove una moglie tradita, la sempre brava e affascinante Susan Sarandon, tra sofferenze ben amministrate e dosata pazienza si prende una bella rivincita sul consorte fedifrago, un trascinante James Gandolfini. Facile a dirsi e meno a farsi, si potrà obbiettare, ma la lezione è di quelle magistrali e valida anche se estrapolata dal contesto italoamericano in cui Turturro ambienta la divertente vicenda. Perché Romance and Cigarettes non è un dramma familiare, ma un delizioso, ironico pamphlet intorno al matrimonio elaborato in forma di musical. La famiglia è uno spazio chiuso dove esplodono le sane follie singoli, come dimostrano le sciroccattissime figlie della coppia, tuttavia anche all’esterno c’è chi insegue sogni destinati a non avverarsi e ad affogare quindi nelle frustrazioni. L’importante è non prendersi troppo sul serio, la vita è già dura di per sé. Come se non bastasse c’è poi questo maledetto amore che irrompe  e fa star male. Non a caso, infatti, il motivo conduttore del film è Quando mi innamoro di Anna Identici, declinato nelle versioni italiana e inglese e accompagnato da balletti improvvisati cui gli attori si prestano con sorprendente bravura. Turturro, insomma, ancora una volta ci racconta l’ambiente che conosce meglio, ma a differenza dei precedenti Mac e Illuminata qui si prende una vacanza e ci regala due ore di grande divertimento. Si ride spesso fino alle lacrime per il fuoco di fila di battute, si balla sulla sedia sull’onda delle  coreografie, si canticchia sulle note delle canzoni, ci si delizia le orecchie e gli occhi nell’ammirare la perfetta recitazione offerta da tutti, star e comprimari. Ma se Sarandon e Gandolfini confermano il loro stato di grazia, da applausi sono Kate Winselt e Cristopher Walken in parti per loro davvero inconsuete.

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