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Ditonellapiaga, Alice Lupparelli, Tommaso Cassissa, Alice Maselli, Bea Barret in Notte prima degli esami 3.0
La forza di Notte prima degli esami, successo a sorpresa che giusto vent’anni fa rinfrescò il modello della commedia corale piccoloborghese, stava nel riflesso nostalgico, nel creare un ponte tra chi era stato adolescente negli anni Ottanta e i millennial che andavano alle scuole superiori, tutto all’interno di una dimensione “fuori dal tempo” che raffigurava quel decennio su un piano puramente esteriore (le canzoni, i vestiti, gli accessori, i feticci culturali). Perciò il secondo volume, Notte prima degli esami – Oggi, meno genuino e troppo alla rincorsa della cronaca (i Mondiali del 2006), confermò il riscontro commerciale ma non riuscì a imporsi nell’immaginario come il prototipo: parlava a un target effimero.
Alle prese con questo terzo film – che arriva proprio a vent’anni dal primo – l’esordiente Tommaso Renzoni ci ricorda di aver contribuito alla scrittura di Margini, un racconto generazionale che parlava di passato senza cadere nel cliché della nostalgia. D’altronde, come ammonisce la nonna di Cesare che rivisita piatti tradizionali per stare al passo coi tempi senza tradire le radici, “la nostalgia è pericolosissima”. Notte prima degli esami 3.0, che è un po’ revival e un po’ remix (che era anche il titolo di lavorazione), sembra avere proprio questo mantra: è qualcosa di inaudito in un cinema italiano che ama crogiolarsi nella nostalgia, quasi non avesse altri programmi di governo. A maggior ragione considerando che a scrivere con Renzoni c’è proprio Fausto Brizzi, l’autore dell’originale, la cui opera è completamente imbevuta di souvenir del passato (e in quel brodo si è un po’ perso).


Adriano Moretti e Teresa Piergentili per Notte prima degli esami 3.0
(Chiara Calabrò / 2025 Sky Italia S.r.l.)In questo Notte prima degli esami 3.0 (il titolo, diciamolo, non è bellissimo e ha un che di boomer), la nostalgia è subito messa in discussione: per accedere alla festa clandestina organizzata a scuola per “la notte dei quadri” (che oggi sono visibili grazie al registro elettronico), la frase per accedere è “le bombe delle sei / non fanno male”. La citazione è metatestuale – per i distratti: arriva proprio dalla leggendaria title track di Antonello Venditti e allude al clima degli anni di piombo – ma anche indicativa: a differenza del Brizzi che parlava di un 1989 come epitome di un decennio, quello di Renzoni è un mondo già vendittizzato in cui il citazionismo non è più posa intellettuale ma lessico comune emancipato dal suo senso originale.
Non a caso il vero ponte che qui si costruisce tra adolescenti e adulti non ha a che fare con l’enciclopedia delle cose perdute (i vinili e le audiocassette di Gian Marco Tognazzi, vedovo ambulanziere con passione musicale) ma con le emozioni. Come se il riconoscimento reciproco tra le generazioni possa avvenire solo condividendo fragilità, insicurezze, desideri sopiti, dolori mai risolti. Ma, anche qui, l’intelligenza di Renzoni e Brizzi sta nel non sottolineare troppo questi elementi: il protagonista Giulio (Tommaso Cassissa) abita con la madre e non si sa se esista un padre, il migliore amico Cesare (Adriano Moretti) vive con la nonna (Teresa Piergentili) perché “mi sei rimasta solo tu”, Allegra (Alice Lupparelli) non ha più la madre, la professoressa Castelli (Sabrina Ferilli, di ammirevole sottrazione) è sola in una grande casa e pensa ancora al primo amore mai consumato.


Tommaso Cassissa per Notte prima degli esami 3.0
(Chiara Calabrò)Sono tracce che definiscono bene la malinconia di Notte prima degli esami 3.0, una commedia gentile che si sintonizza sull’ansia di una generazione angosciata dal senso di una catastrofe imminente, che sia legata al pianeta da salvare o a un futuro che fa più paura della morte. Comunque, lo schema di questo 3.0 è lo stesso del prototipo: un gruppo di liceali romani si prepara all’esame di maturità tra amori segreti, tradimenti e amicizie messe alla prova, mentre Giulio deve conquistare la fiducia della prof più temuta, detta la Belva, con cui ha ben pensato di discutere proprio l’ultimo giorno di scuola.
Il rapporto tra Cassissa e Ferilli ricalca quello tra Nicolas Vaporidis e Giorgio Faletti: la relazione è dispari, giacché l’insegnante ha in mano il destino scolastico dello studente, ma la consistenza è quella tra genitore e figlio, poiché il ragazzo deve solo capire che la posta in gioco non è il voto ma la vita. “L’importante non è quello che trovi alla fine di una corsa, l’importante è quello che provi mentre corri” diceva il prof Faletti nella scena più importante e celebre del film, che qui si prova a ricreare con la complicità della cosiddetta Quercia del Tasso al Gianicolo, ciò che rimane di un imponente albero monumentale sotto la cui ombra si sono riparati in tanti da Leopardi a Marconi (una scelta che incrocia l’ecoansia e la cultura).


Sabrina Ferilli in Notte prima degli esami 3.0
(2025 Sky Italia S.r.l.)Fresco e con qualche ingenuità (la regia azzarda inquadrature storte), Notte prima degli esami 3.0 aggiorna la stagione dei film scolastici alla Chewingum (indicativa la presenza di Pascale Reynaud, l’Alina di Sapore di mare 2 - Un anno dopo) inquadrando lo stato dei rapporti (la troppia assessuale), inserisce inside joke verdoniani (il cognome Barbagallo e la battuta sui vecchi compagni di scuola che “c’hanno avuto ‘n crollo”), intercetta un piccolo canzoniere contemporaneo (l’elettropop Le brave ragazze di Ditonellapiaga, anche al debutto d’attrice in un ruolo “formativo”, alla ballatina Questa domenica di Olly e Juli fino a Italo Disco dei The Kolors, una scelta quasi ideologica nel riverniciare il passato) senza la pretesa di sostituire l’inno vendittiano (che riappare con una nuova versione del brano a rivendicare l’autorità in materia). Chi c’era nel 2006 ritroverà riferimenti e richiami, ma il film di Renzoni non si guarda indietro.


