Il filo nascosto

Paul Thomas Anderson, dell’eleganza e del controllo. Daniel Day-Lewis sontuoso, per un’anomala love-story dal retrogusto velenoso

20 Febbraio 2018
4,5/5
Il filo nascosto

“Dentro l’imbottitura di un abito ci puoi nascondere qualsiasi cosa: segreti, monete, ricordi…”.

Paul Thomas Anderson si lascia alle spalle i neon lisergici della Los Angeles anni ‘70 di Vizio di forma e ritrova l’ago con cui tornare a imbastire le trame di un tessuto che, grazie ad un Filo nascosto, unisce Il petroliere e The Master a questa sua nuova opera.

Tornano in maniera preponderante, in questa Londra anni ’50 dove a muoversi è il rinomato stilista Reynolds Woodcock, i topoi più riconoscibili di PTA, su tutti la mania del controllo e l’assenza della figura materna. Due caratteristiche che muovevano il monumentale The Master e che, stavolta, segnano in maniera determinante l’esistenza del protagonista, interpretato da un Daniel Day-Lewis sontuoso, riemerso dai pozzi neri del Petroliere, ripulito e quasi “imbalsamato” in questa figura sempre alla ricerca della perfezione impossibile che, a quanto pare, segna anche il suo definitivo addio alle scene.

Paul Thomas Anderson

È al tempo stesso respingente e affabulatorio, Il filo nascosto, e – mai come in questa occasione – PTA guarda al cinema di Kubrick per risucchiarne tanto in termini di geometrie e atmosfere quanto in termini di ambiguità e sfumature.

Quasi interamente ambientato nella villa-atelier di Woodcock (personaggio vagamente ispirato al celebre couturier Charles James, egomaniaco risaputo), il film – che per la prima volta vede il regista californiano anche direttore della fotografia – è un’anomala love story incentrata sull’incontro del protagonista con la cameriera Alma (Vicky Krieps).

“Scapolo impenitente”, come si definisce da subito Woodcock, abituato ad una routine maniacale fatta di momenti – come la colazione – in cui ogni rumore fuori luogo potrebbe rovinargli il resto della giornata, figura centrale della moda britannica e abituato a “vestire” famiglie reali, star del cinema, ereditiere e debuttanti, condivide le giornate (e il lavoro) con sua sorella Cyril (l’austera, meravigliosa Lesley Manville), che gestisce il marchio di famiglia.

Lesley Manville

L’arrivo di questa nuova donna – musa e amante – vorrebbe/dovrebbe essere gestito come in tutte le altre, precedenti situazioni. Ma ben presto, la vita di Woodcock fino a quel momento “cucita su misura”, controllata e pianificata, sarà stravolta.

Ed è qui che entra in gioco l’aspetto più intrigante e ambiguo del film: sì, perché ad Anderson interessa esplorare non tanto la trasformazione conseguente quel rapporto, ma piuttosto la determinazione della figura femminile nel non desistere mai, neanche di fronte alla più ovvia evidenza, nei confronti dell’oggetto del suo amore. Che riesce a fare completamente suo solamente in quei rari momenti in cui Reynolds perde il controllo di se stesso, quasi regredendo, per ritrovarsi inerme e indifeso.

Qual è l’ingrediente segreto capace di tenere insieme due persone? Quale quel filo nascosto capace di legare in modo così imprevedibile ciò che invece sembra destinato a non durare per sempre?

Vicky Krieps e Daniel Day-Lewis

Il film di Paul Thomas Anderson rimane sospeso, sempre in bilico su questo crinale dove ci sembra di osservare i due personaggi principali in costante duello, e costruisce – anche grazie al meraviglioso lavoro di Jonny Greenwood (alla quinta colonna sonora per il regista), che si mescola e si sovrappone ai vari Fauré, Debussy, Brahms, Berlioz, oltre al Piano Trio No. 2 di Schubert (il primo movimento, quello che anticipa il ben più celebre “Andante con moto” di Barry Lyndon) – un altro indimenticabile film-modello.

Dove la creazione, la confezione, l’eleganza e il controllo si amalgamano con il retrogusto velenoso di un amore che, per alimentarsi e vivere, deve necessariamente scendere a patti con l’aberrazione e il dolore più profondi. Anche a costo della vita.

Candidato a 6 premi Oscar: miglior film, regia, attore protagonista (Day-Lewis), attrice non protagonista (Lesley Manville), colonna sonora e costumi.

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56 Commenti on "Il filo nascosto"

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Anna Carosi
Ospite

Bravissimi gli interpreti. L’esasperazione di un amore che trova pace solo nella sottomissione forzata del protagonista

edoardo tirati
Ospite

un film lentissimo, con accompagnamento sonoro insistente invece di una colonna sonora coerente, omogenea al racconto, con passaggi nevrotici e maniacali, tipo il rifiuto della cena-sorpresa allestita con grande cura dalla donna ‘amata’(?) per degli asparagi cotti al burro invece che all’oilio ed altri particolari del genere. Decisamente sgradevole.
Interpretazioni eccellenti al servizio di una trama arzigogolata con finale quasi incomprensibile

Emiliana
Ospite

condivido appieno !!

sauro simi
Ospite

concordo pienamente. Finito il film mi sono alzata ….. e la platea era attonita.
SMISURATAMENTE LENTO . Se fossi stata a casa avrei cambiato canale dopo solo 30 minuti.
Troppo. Non mi piace l’attore protagonista. Non mi piace la voce del doppiatore ….

Uliana
Ospite

Sono assolutamente d’accordo! Mi dispiace che la figura di un grandissimo attore come Daniel Day Lewis risulti sminuita da un film con una trama forzata che non gli rende merito e non trasmette nessun tipo di sensazione

Ludovica Muntoni
Ospite

La lentezza del film è funzionale al progetto di conquista della ragazza e all’assoggettamento dell’uomo che accetta di farsi rendere debole perché è l’unico momento in cui riesce ad amare. La colonna sonora classica è un ottimo accompagnamento. Condivido con Simi la valutazione sulla poco gradevole voce del doppiatore. Ma chi è?

Marrone
Ospite

Francamente, il film è risultato inutilmente lungo, piuttosto lento nei ritmi. Otrtimi sono l’ambientazione, le musiche, soprattutto nella parte iniziale, e l’interpretazioni dei tre personaggi principali: Woodcook, Alba e la sorella del couturier.

carla casoni
Ospite

una boiata pazzesca.Lei sembra la servotta della Val Camonica.La sorella imbalsamata.Day-Lewis che recita(?) solo in funzione della paga stratosferica.La musica fracassona.Neanche un accenno alla Londra impoverita e affamata del dopoguerra .L’unico Grande sarto inglese è stato Worth.

Maria
Ospite

Un film orribile

Lina
Ospite

Un film perfetto in tutti i suoi elementi. La storia non poteva essere rappresentata e interpretata meglio. La recitazione a volte affettata è adrente a quell’ambiente a volte falso che è il sacro mondo della moda.

Roberta Zonno
Ospite

Film incantevole, stilisticamente perfetto, bellissimo. Daniel Day Lewis irresistibile, che forza la protagonista a cercare senza tregua il filo nascosto, la chiave giusta per poterlo conquistare. Una storia d’amore per niente banale e scontata, che ritrova alla fine la complicità dei tre personaggi principali. Per amanti del bel cinema.

alessandro de luca
Ospite
Scrivere una recensione su questo film sarà un’impresa ardua d’altronde per girare questo film non sono servite le parole. Le parole ingannano, e come un vestito è in grado di celare le imperfezioni di un corpo cosi’ le parole nascondono la verità. ”Da bambino ho cominciato a nascondere cose nelle fodere dei vestiti. Solo io ne conoscevo l’esistenza.” Il regista cattura sguardi, parole non dette, gesti nascosti. Il filo entra ed esce tessendo la trama di un testo musicale, una melodia fatta di parole non dette e suoni familiari che si ripetono quotidianamente. Le parole non entrano mai nel focus… Leggi il resto »
Andreina
Ospite

Appena visto ed è stato meraviglioso..profondo e riesce esattamente a dimostrare gli atteggiamenti di una coppia…di un narcisista e la sua remissiva compagna..merita tutti gli oscar

Luca
Ospite

Come direbbe Fantozzi “una cagata pazzesca“. Film lento, trama quasi inconsistente, personaggi surreali con risvolti maniacali. Bella la scenografia e i costumi.

Nicola Lopez
Ospite

Esatto , un film del tutto inutile.

Tiziana
Ospite

Una storia d’amore dove i personaggi si cuciono addosso pregi ma soprattutto i difetti dell’altro. Perchė l’amore non ė dato dall’assenza di conflitto, ma dalla costanza e determinazione che si ha nello stare insieme.

marisa
Ospite
Ho visto il film il 1 marzo e sono andata a vederlo da sola.Emozionante, elegante splendidamente interpretato da tutti gli attori, in primis da D.D.Lewis seguito a ruota dalla giovane stupenda Viky Krieps e dalla ermetica Leslie Manville. Musiche perfette, ambientazione elegante, Una meraviglia. Tornerò a vederlo questa volta con mio marito. Grazie a tutti per le emozioni che mi ha suscitato. Il rapporto tra uomo donna la determinazione di quest’ultima a realizzare il suo rapporto amoroso con l’ermetico Lewis in modo naturale secondo la sua necessità di possederlo anche mentalmente oltre che fisicamente rischiando addirittura di ucciderlo. Non esiste… Leggi il resto »
Rinella
Ospite

Soporifero.Noioso..Nel complesso originale l’approccio amoroso fra i due…. belli i costumi e le scene..pero’ avro’ scarsa sensibilita’ ma mi sono addormentata

bianca narducci
Ospite

Pienamente d’accordo, per me, per quanto fossero belli gli abiti e ottima la ricostruzione del periodo,il film è stato molto noioso

alfredo
Ospite

ma è morto o non è morto ? questo è il dilemma

Fiore Ci
Ospite

Secondo me no. Ma non è poi così importante. Il film, bellissimo, trascinante nelle zone intime del protagonista, dipinge in modo meraviglioso un classico caso di “narcisista patologico” e dell’unica soluzione possibile. L’unico modo perché diventi accessibile alla relazione d’amore, l’unica possibilità perché accetti la propria vulnerabilità è metterlo (e la splendida forza di accettare di mettersi, la seconda volta)di fronte alla morte. L’ho visto almeno 5 volte e lo vedrò ancora e ogni volta trovo qualche piccolo particolare che mi incanta. Meraviglioso lui, perfetta la sorella. Un’opera d’arte psicologica, prima che artistica.

Gian Paolo BOSCHETTI
Ospite

Così così! È bello ma mi aspettavo di più. Manca una perfetta coerenza logica nell’ evoluzione del personaggio oltre a una certa ovvietà nella prima parte.

francesca
Ospite

Intrigante. sembra scritto da una donna: per aprire una breccia nell’ossessione nevrotica maschile per il lavoro e nel loro narcisismo, ormai non restano che i funghi

Fiore Ci
Ospite

Lui è affetto da una vera psicosi ovvero è un “narcisista patologico”, incapace di vere relazioni, ossessionato dalla mania di controllo, privo di empatia. Meravigliosa e, a mio parere, unica soluzione (escludo qualunque psicoterapia, che non avrebbe né successo, né il fascino della proposta del film) è farlo avvicinare alla MORTE, che lo mette nella condizione di vulnerabilità necessaria fargli crollare quel muro che lo difende dalle emozioni.

Luigina
Ospite

È un grande affresco sull’amore malato, che usa l’altro per alleviare la sofferenza che nasce dalla propria schiavitù affettiva, in questo caso la dipendenza dalla madre e quindi dalla sorella. DDL cresce e vive una lenta liberazione grazie alla giovane Alma, che lo spinge in una situazione di debolezza. Qui il protagonista smette di pretendere di essere Dio e accetta l’incontro con l’altra. Il corpo debole è segno della capacità di essere ferito dall’altra, quindi di amare pienamente. Bellissimo film.

Stefania
Ospite

Ridicolo

saturnina
Ospite

Secondo me il film è splendido malgrado la dichiarazione del sarto a Alma dopo il “primo avvelenamento..un attimo di non voluta comicità

Fabio
Ospite

Un capolavoro. L’ho appena visto in lingua originale (è solo così che si possono gustare veramente), e mi fanno sorridere le critiche che ho letto sotto. Che sono così superficiali da non poter essere ribattute. Ripeto: un capolavoro. Perfetto.

troisi spagnoli
Ospite

Grande film , perfette interpretazione e regia.Metafora di vita e di malattia, di potere esercitato e di sottomissione in nome dell’amore.Fra ambienti , musiche ed abiti che accolgono ed accompagnano sentimenti. Dieci minuti in meno avrebbero tuttavia accontentato gli spettatori piu’ esigenti.

Mariagrazia Bonacini
Ospite

A me non è piaciuto. Molto lento e privo di coinvolgimento

lucastirpe
Ospite

superlativo

Fabrish
Ospite

Un film senza alcun senso,fine o scopo alcuno. Sconsigliatissimo preferisco spendere i 4,50€ in un buon bicchiere di birra….. ascoltatemi il film dura 2,30h ed è di una noia mortale.

LUISA RUGGIERO
Ospite

SPLENDIDO, X PASSIONI, SAPIENZE DI CONDUZIONE E RIPRESE, FOTOGRAFIA, RECITAZIONE. CAST SPLENDIDO.
CONCORDO CN IL GIUDIZIO DELLA LOCANDINA-MANIFESTO: MOZZAFIATO – E AGGIUNGO, XKE’ E’ SORPRENDENTE –

ASSOLUTAMENTE DA VEDERE

Tamara
Ospite

A dispetto della lentezza …ritmi lenti,viene fuori l’interpretazione i DDLewis e della Manville….strepitosi!!! Non da meno la Krieps. Bravi tutti e peccato che non abbia ricevuto più Oscar!!!

antonello
Ospite

Un film senza senso. Apoteosi di uno scapolo impenitente che si fa sottomettere addirittura accettando di rischiare la vita, quindi? masochismo? quasi una scappatoia per trovare un finale.

Grazia
Ospite

Ottimo il film superbo gli interpreti. Un affresco sul potere dell’amore di una donna e delle sue capacita’ che annullano l’arroganza maniacale di un uomo che impara infine ad amare. Grazie al Alma e a sua sorella.

Ausilia Ulizio
Ospite

E ai funghi

luca
Ospite
ho visto tanti film nella mia vita credetemi e non è mia abitudine parlare male di una proiezione ..ma questa volta non posso non lasciare il mio commento ..di fronte ad un film che è stato uno scempio della cinematografia !! davvero ma davvero brutto!…mi dispiace per gli attori… che hanno senz’altro cercato di fare del loro meglio.. .. ma la regia … è stata mortale… lungo lento e terribilmente noioso…primi piani insistenti…sino alla nausea…una trama surreale per non dire ridicola … con il protagonista che dall’inizio alla fine esalta solo se stesso e il proprio infinito ego nella sua… Leggi il resto »
Stella
Ospite

Sei mitico. Non potevi essere più esaustivo. Grazie.

Tiziana
Ospite

Ma il giudizio riguarda il film o il contenuto? certo, moralmente possiamo/ dobbiamo criticare il comportamento di tutti i protagonisti. Ma la sapienza del regista non sta invece nel saper ricreare atmosfere e pensieri, seppur negativi, ambigui, strani, lontani dal nostro essere?

franza
Ospite

Bravissima❤

Anna Maria
Ospite

Film mozzafiato, dove l’abbandono della perfezione maniacale lascia il posto alla realizzazione di un sogno. La caparbietà di Alma fa si che questo sogno si realizzi anche a costo di perdere quanto di più caro si possa avere. Lo consiglio a un pubblico capace di valutare tutte le sfaccettature di questa storia. Bel cast, lo consiglio anche a quelle persone che credono di raggiungere i propri obiettivi senza guardarsi intorno e con un po’ di umiltà. È un capolavoro da non perdere.

orietta orati
Ospite

Bellissimo, raffinato, mi è piaciuto tutto, gli attori, l’ambientazione, la luce, l’inquadratura originale, la storia, la colonna sonora. Bravi!

angelo
Ospite

Fra le storie d’amore, certamente è una di quelle che non si si dimenticano. dove l’amore riesce, per mezzo di una apparente e comunque accettata sottomissione dell’amato, ad essere terapeutico, a liberare quella parte di sé che il grande sarto neanche vedeva, completamente immerso nella non vita in cui si è trovato incastrato dal suo talento e dall’ingombrante presenza materna.

Lelia
Ospite
Sembra che DDL abbia intenzionalmente scelto questa interpretazione per accomiatarsi dal cinema, un film che non verrà ricordato come la sua migliore, lui è un grandissimo attore ma ha commesso un errore di scelta, il suo ruolo così rigido, claustrofobicamente compresso dentro le sue egoistiche manie, tenute a bada da una sorella altrettanto sterile di sentimenti, da quasi l’impressione che abbia accettato questo ruolo solo per compiacere la richiesta del regista, senza poi donarsi nel trasmettere alcun tipo di emozione , riuscendo solo a provocare un leggero senso di fastidio e antipatia. Peccato Daniel, avresti meritato di più e potuto… Leggi il resto »
Martina
Ospite

Semplicemente delizioso e affascinante. L’incontro di due anime malate e complementari, consapevoli che l’unico modo per amarsi è distruggersi, ricostruirsi e distruggersi di nuovo. Daniel Day-Lewis è magistrale: un lord raffinatissimo e perfetto nei suoi, è il caso di dirlo, abiti.

Rosella
Ospite

Film lentissimo e poco coinvolgente, assurdo avvelenare un uomo per poter averlo per sè. Se fossi stata a casa mi sarei addormentata , un po una delusione

Robi
Ospite

Sappiamo che esistono momenti che rendono frangibili le nostre passioni. Non conosciamo abbastanza quanto puo’ essere fragile quel filo a cui tutto e’ appeso, o che ci siamo cuciti addosso insieme alle nostre insicurezze, paure o disapprovazioni … nascondere quel filo a volte e’ l’unica soluzione.

Michele W. sorrentino
Ospite
Michele W. sorrentino
Sono andato a vedere questo film con tantissime aspettative. Condidato agli Oscar ed al Golden Globe presupposti interessanti ma a mio avviso non sufficienti. La prima metà del film è troppo lento , e nonostante la lentezza il regista non ha trovato il modo di spiegare esaustivamente la relazione tra i protagonisti , come l’approccio e l’evolversi della stessa . La seconda metà priva di colpi di scena,visto che non considero l’andare a ballare a capodanno un colpo di testa . La storia doveva essere più enfatizzata e valorizzata .L’unico colpo di scena vero è stato introdotto quasi per nulla… Leggi il resto »
Franco Mascolo - Milano
Ospite
Franco Mascolo - Milano

L’amore è presentato come continua istintiva lotta per il potere sull’altro, è lotta di classe tra generi, in cui la donna crede che sia necessario ricostruire l’uomo distruggendogli le sue coraszze caratteriali, ma così facendo lo rende soltanto docile e inerme, ma in sostanza un compagno addomesticato, non più rispettato nel suo essere e anche nelle sue nevrosi. Alma gli pratica un elettrochoc avvelenandolo lievemente con i funghi velenosi, per renderlo inerme e “umano”, ma questo non è amore, è reificare l’altro.

Franco Mascolo - Milano
Ospite
Franco Mascolo - Milano

Un uomo addmesticato non è un uomo veramente amato

Fiore Ci
Ospite

Non viene “addomesticato”, viene aiutato ad accettare la propria umanità attraverso la vulnerabilità. Lui è un narcisista patologico che finalmente si libera accettando il proprio “bisogno dell’altro”.

amadio ruggeri
Ospite

Per conoscere la voce del doppiatore di Daniel Day Lewis basta andare sul sito di Antonio Genna. Film bellissimo ma rovinato dal doppiaggio italiano: forzato, ridondante, compiaciuto, autoreferenziale, a dir poco irritante. Il doppiatore innamorato della propria voce che non rende minimamente la recitazione ricca di sfumature del grande attore inglese. Da vedere assolutamente in originale.

Antonella Montanari
Ospite

Film penalizzato dal doppiaggio italiano. Il regista si autocompiace nella ricercatezza del movimento di macchina, com’è nel suo stile, ma il film è privo di tensione emozionale, anche e soprattutto nel detto/non detto. Anime malate, perse nella loro ossessioni mentali in un mondo sontuoso e di lusso, questa dicotomia rappresenta l’unico senso del film, ma l’assenza di autentici riferimenti storico-sociali e la mancanza di autenticità emotiva pauperizza il film. Molto sopravvalutato.

Claudio
Ospite

Concordo pienamente con la recensione del Caporedattore Sanmarco: mi è però sfuggita la logica dell’avvelenamento da funghi perpetrato dalla ragazza, mi è sembrata una strategia troppo stravagante per creare un vero “filo” di dipendenza del grande sarto da Lei. Ho capito male oppure è veramente così?
Grazie per i chiarimenti

Vincenzo
Ospite

Film così lento da annoiare a morte. Buona fortuna per chi riuscirà a vederlo fino alla fine.

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