“Is this thing on?” è la frase che nella stand up comedy si dice prima di iniziare uno spettacolo, una sorta di richiamo all’attenzione del pubblico, un “mi sentite? funziona?” come rituale di apertura. Non è un caso dunque che il terzo film da regista di Bradley Cooper, liberamente ispirato alla storia dello stand up comedian John Bishop e della sua crisi di vita e coniugale, si intitoli proprio così, come un interrogarsi su un legame che forse non funziona più e una nuova versione di sé che invece inizia a funzionare.

In sala da noi come È l’ultima battuta?, sin dalla storia da cui trae origine, si presenta come un anti-Storia di un matrimonio, che allo scontro, contrappone invece una verità ovvia, con cui molti di noi si sono scontrati nelle relazioni, fallite, riuscite o sulla strada per: “Io ero infelice nel nostro matrimonio, non ero infelice del nostro matrimonio”. È il protagonista del film, Alex Novak interpretato da Will Arnett alias John Bishop, a confessarlo alla sua, quasi, ex moglie Tess, una Laura Dern qui sempre in perfetto contrappunto.

Will Arnett in IS THIS THING ON? Photo by Searchlight Pictures/Jason McDonald, Courtesy of Searchlight Pictures. © 2025 Searchlight Pictures All Rights Reserved.
Will Arnett in IS THIS THING ON? Photo by Searchlight Pictures/Jason McDonald, Courtesy of Searchlight Pictures. © 2025 Searchlight Pictures All Rights Reserved.
Will Arnett in IS THIS THING ON? Photo by Searchlight Pictures/Jason McDonald, Courtesy of Searchlight Pictures. © 2025 Searchlight Pictures All Rights Reserved. (Searchlight Pictures)

Perché un’ovvietà? Perchè Cooper non fa altro che dimostrare che tornare a sentirci appagati con noi stessi, che sia attraverso la stand up comedy che per Alex diventa una sorta di psicoanalisi di gruppo, o tornando a fare ciò che ci identifica come persone, è quasi sempre garanzia di successo per stare meglio in una relazione, salvarla o liberarsene senza dubbi. La messa in scena dell’ovvio è tenera, romantica, sensuale, amara.

Cooper con la sua macchina da presa sta sempre accanto a Will Arnett, a respirare questa presa di coscienza malinconica e regala a se stesso un personaggio, il migliore amico attore Balls, tanto strampalato quanto funzionale a mostrare l’altra, sconclusionata possibile strada da percorrere. È l’ultima battuta? è poi la quintessenza del film sentimentale con cui Arnett e Dern danno una lectio magistralis di come si “recita” la voglia di un’altra persona sullo schermo.