Cose nostre – Malavita

La mafia li rifà belli: Luc Besson, Bob De Niro e Michelle Pfeiffer da morire (dal ridere)

16 Ottobre 2013
4/5
Cose nostre – Malavita

 A volte ritornano, e ritornano da dio: Luc Besson, Robert De Niro e Michelle Pfeiffer. Soprattutto i primi due, a dire il vero, non se n’erano mai andati, anche se avrebbero fatto bene: Besson intrappolato tra i Minimei, gli enigmi del faraone e gli altri sulla sua carriera in caduta libera, De Niro che dopo lo stanco gigioneggiare di troppi Meet the Parents ha ritrovato il lato positivo solo l’anno scorso.
Qui gira per la prima volta una scena insieme alla Pfeiffer (già incontrata in Stardust e Capodanno a New York), che con le rughe è ancora più gatta: gioia per gli occhi, papà Bob e mamma Michelle, che complice lo zampino del produttore esecutivo Martin Scorsese si (ri)scoprono bravi ragazzi da action – dark comedy, trasferendosi in una cittadina francese con i due figli mafiosi in erba sotto l’ombrello del Programma Protezione Testimoni dell’FBI. Nel cast anche il federale Tommy Lee Jones e la pargola fatale Dianna Agron, Cose nostre trae ispirazione dal romanzo Malavita di Tonino Benacquista, ma tra le righe sovverte l’enciclopedia di genere mafia-movie: per darvi un’idea, è come farcire il classico film gangster americano con Tarantino e Jeunet. Da crepare, sì, ma dal ridere. 

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