Bergman Island

Mia Hansen-Løve tra metacinema e vita amorosa sull'isola di Fårö. Con sofisticata leggerezza, in Concorso a Cannes

12 Luglio 2021
3/5
Bergman Island
Bergman Island

Ah, l’isola di Fårö. Luogo-rifugio di uno tra i più grandi cineasti del XX secolo, Ingmar Bergman, che lì girò anche sei dei suoi innumerevoli film (su tutti, Persona) e che oggi ospita la Fondazione che porta il suo nome oltre ad altri innumerevoli cimeli, vedi il letto di Scene da un matrimonio (“film dopo il quale milioni di persone divorziarono”), motivo di interesse per turisti appassionati che organizzano veri e propri tour.

La regista francese Mia Hansen-Løve – per la prima volta in concorso a Cannes – porta lì i due protagonisti del suo nuovo film (acquistato per l’Italia da Teodora), Chris (Vicky Krieps, Il filo nascosto) e il marito Tony (Tim Roth), decisi ad immergersi nella tranquillità dell’isola e nelle suggestioni derivanti dalle influenze bergmaniane per scrivere – separatamente – i loro prossimi film.

Pragmatico e risolutivo lui, più insicura lei, si ritrovano immersi in un luogo dove lo stesso Bergman sentiva ancora aleggiare la presenza della moglie Ingrid Karlebo von Rosen (morta nel ’95). E dove Chris inizia la prima stesura di una storia d’amore per la quale, però, non riesce a trovare un finale.

Sullo schermo prendono così vita i due protagonisti di questo film nel film, Amy (Mia Wasikowska) e Joseph (Anders Danielsen Lie, presente in gara a Cannes anche con il lavoro di Joachim Trier, The Worst Person in the World), innamorati un tempo, ritrovatisi poi ma nuovamente separati, anche loro sull’isola di Fårö perché invitati allo stesso matrimonio.

Bergman Island

Lo stratagemma di Mia Hansen-Løve non è certo così originale, ma le va riconosciuta l’abilità di non utilizzarlo con particolare furbizia, o supponenza: con sofisticata leggerezza accenna tanto a Bergman (“i nove figli avuti da cinque donne diverse”, “la crudeltà dei suoi film”, la discussione sulla possibilità di scindere l’uomo dall’artista, molto attuale ai giorni nostri) quanto alle impasse delle varie fasi delle relazioni amorose.

Per farlo, appunto, utilizza la suggestione di una metanarrazione che non scivola nel mero esercizio di stile, di fatto ricostruendo un dialogo tra Tony e Chris proprio grazie allo svelamento di quest’ultima in merito al soggetto che sta scrivendo. E che rimarrà sospeso.

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