After

Viaggio al termine della notte per Rodriguez e i suoi tre adulti minorati. Ma a dormire è il pubblico, in concorso

17 Ottobre 2009
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Tre personaggi in cerca di sballo. Il solito: alcol (a litri), droga (a chili) e sesso (ma non per tutti). Inebetudine garantita. E noia. Per loro, ma anche per noi. E’ After dello spagnolo Alberto Rodriguez, in competizione a Roma. Un viaggio al termine della notte di tre amici per la pelle – Manuel (Tristan Ulloa), Julio (Guillermo Toledo) e Ana (Blanca Romero) – che finisce all’alba di una rinnovata solitudine. Ovvero una disperazione senza alibi. Tre figure che sono altrettante declinazioni di un malessere, esistenziale prima che sociale: un padre che non comunica col proprio figlio, un liquidatore erotomane, una donna sola, malata di voluttà e incattivita dall’insoddisfazione. Da un locale a un altro, da un privé a un bagno a luci rosse, letti e corpi disfatti, e un’ipertrofica, satura, tavolozza di colori, pelle e sudore. Rodriguez azzecca qualche carattere, ma il suo sequel non dichiarato di Gioventù bruciata (“Maturità scoppiata”?) è più disturbato che disturbante, tirato per le lunghe (la stessa sera, gli stessi avvenimenti, riproposto mettendo al centro uno dei tre personaggi, senza mai cambiare ottica però), e dai presupposti preistorici: quante volte ancora dovremo sopportare questi insulsi e arricchiti borghesi che tracannano, sniffano, trombano e si sentono infelici? Loro l’hanno intitolato After. Noi l’abbiamo visto “Later”.

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