Una Pieta che vale Oro

Il film di Kim Ki-duk è il trionfatore di Venezia 69. The Master Leone d'Argento, Paradise:Faith Premio Speciale della Giuria
8 Settembre 2012
Una Pieta che vale Oro

E’ Pieta di Kim Ki-duk il Leone d’Oro della 69° Mostra di Venezia, festival nel quale il regista sud-coreano aveva già vinto un Leone d’Argento alla regia, nel 2004, per Ferro 3. Dopo una crisi depressiva durata tre anni (dal 2008 al 2011 il cineasta non ha realizzato film), il ritorno di Kim Ki-duk alla vita e al lavoro – anticipato lo scorso anno a Cannes con Arirang, praticamente il diario filmato della crisi – ha conquistato la giuria presieduta da Michael Mann e composta da Marina Abramovic, Laetitia Casta, Peter Ho-Sun Chan, Ari Folman, Matteo Garrone, Ursula Meier, Samantha Morton e Pablo Trapero. Che assegna il Leone d’Argento per la migliore regia invece a The Master dell’americano Paul Thomas Anderson e il Premio Speciale della Giuria al film-scandalo sulla fede, Paradise: Feith dell’austriaco Ulrich Seidl. “Piccolo” incidente di percorso durante la cerimonia di consegna: viene consegnato per sbaglio a Philip Seymour Hoffman (che ha ritirato per Anderson) il Premio che doveva essere assegnato a Seidl, e viceversa. E’  dovuta intervenire Laetitia Casta a rimettere le cose a posto.
La Coppa Volpi alla migliore interpretazione maschile viene assegnata ex-aequo ai due protagonisti di The Master, Joaquin Phoenix e Philip Seymour Hoffman. Tra le donne la spunta a sorpresa invece la giovissima Hadas Yaron di Fill the Void, il film sulla comunità di ebrei ortodossi di Tel Aviv diretto da Rama Burshtein. Gli italiani si consolano con il Premio Mastroianni a Fabrizio Falco, miglior giovane attore emergente,visto sia nel film di Bellocchio (Bella addormentata) che in quello di Ciprì (E’ stato il figlio). Proprio Ciprì si aggiudica il Premio al miglior contributo tecnico per la fotografia di E’ stato il figlio, il suo primo film diretto senza Franco Maresco. E tra i premi “tecnici” c’è anche quello alla migliore sceneggiature, assegnato a Olivier Assayas per Après mai.
Il Leone del Futuro – Premio Venezia opera prima “Luigi De Laurentiis” è Kuf del turco Ali Aydin, che si aggiudica in questo modo i 100.000 dollari messi a disposizione dalla Filmauro di Aurelio e Luigi De Laurentiis, equamente divisi tra regista e produttore. Per quanto riguarda la sezione Orizzonti, il Premio Orizzonti per il miglior film va a San zimei del cinese Wang Bing (già a Venezia nel 2010 con The Ditch), mentre il Premio Speciale della Giuria Orizzonti viene assegnato a Tango libre di Frédéric Fonteyne. Premio Orizzonti YouTube per il miglior cortometraggio a Cho-de di Yoo Min-young. Infine l’Efa 2012 è Titloi telous di Yorgos Zois.

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