Tertio Millennio Film Fest: giorno 1

I protagonisti e i film del 18° TMFF: al via con The President di Makmalbaf e due doc: Archivio Segreto Vaticano e Un albero indiano
10 Dicembre 2014
Tertio Millennio Film Fest: giorno 1

“Benvenuti a questa edizione maggiorenne del Tertio Millennio Film Fest”, queste le parole di Ivan Maffeis, Presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo e dello stesso Festival, per accogliere la sala gremita del Cinema Trevi nella giornata di apertura del XVIII TertioMillennioFilmFest. “Abbiamo voluto farci provocare dal ministero di Papa Francesco – racconta Ivan Maffeis, in merito alla scelta del tema Frontiere – le opere in rassegna le vogliamo leggere con questo sguardo, per superare le frontiere basterebbe poco: superare quel pregiudizio, conoscerci un po’ di più”.
Diversi gli eventi speciali per l’inaugurazione, in particolare, Archivio Segreto Vaticano. Un viaggio nella storia di Lucas Duran, una produzione del Centro Televisivo Vaticano, che verrà, inoltre, presentato al 36. Havana Film Festival – Festival Internacional del Nuevo Cine Latinoamericano de La Habana (4-14 dicembre 2014). “L’ho visto come un servizio alla società che vuole raccontare, svelando, quelli che sono i luoghi avvolte più inaccessibili. – racconta il Direttore del CTV Mons. Dario Edoardo Viganò – Un modo conoscere lo Stato più piccolo del mondo che però è custode di una storia millenaria”.
In serata, The President di Mohesen Makmalbaf, introdotto dal Direttore artistico della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, Alberto Barbera, il quale sottolinea la bravura del regista iraniano: “Una scelta coraggiosa: abbandonare il suo paese, perché non aveva la possibilità di esprimersi liberamente. È uno fra i più grandi talenti del cinema contemporaneo”.
“Amo l’Italia, amo Barbera, lo amo quasi più di Venezia, per questo sono qui. -scherza Mohesen Makhmalbaf, commentando poi la sua opera – Il mio film è stato girato in Georgia, ma è una storia che potrebbe appartenere a qualsiasi paese, è un tema odierno più che mai”. Importante per il regista il ruolo della religione perché “grazie alla sua forza può aprire nuovi scenari, smuovere le persone, fermarle dal fare cose cattive”.
Proiettato anche Un albero indiano di Silvio Soldini. “Queste esperienze – commenta Massimo Giraldi, Segretario della Commissione Nazionale Valutazione Film della CEI, che ha introdotto il documentario – ci fanno capire che il cinema è uno strumento per metterci in sintonia con chi è lontano da noi, che riescono a smuovere le coscienze”. Massimo Maggi, Direttore di CBM Italia Onlus, organizzazione promotrice del docu-film, ammette le perplessità su come narrare un tema così delicato, quale la cecità: “Mi sono chiesto: come faccio a raccontare questa esperienza a tante altre persone? A quei tempi Soldini e Garini uscivano con Per altri occhi e gli ho chiesto se volevano fare questa cosa, così nasce questa storia”. In merito alla partecipazione dello scultore non vedente Felice Tagliaferri, commenta sempre Massimo Maggi: “Fin da subito si è creato un legame stretto, soprattutto per il suo contagioso entusiasmo. Nella scuola dove ha svolto il laboratorio di scultura ha portato un’aria nuova. Dopo di lui n’è stato istituito uno permanente”.

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