Solitudine all’Alba

Dal Belgio al Messico, tra fallimenti esistenziali e gioventù sopite: in concorso, pene di felicità perdute
8 Marzo 2008
Solitudine all’Alba
Parpados azules

Solitudine, maledetta solitudine… Fallimento esistenziale, passaggi mancati all’età adulta, giovinezze sopite: sono questi i fil rouge dei primi due titoli passati in concorso ad Alba Film Festival. Il ritorno da New York di una bionda, Kelly la Bruna, innesca non-reazioni a catena nella città di provincia belga di Dagen zonder lief (Con amici come questi), opera seconda di Felix van Groeningen. E cambiando latitudine e longitudine il panorama umano non cambia: le Parpados azules (Palpebre azzurre) del messicano Ernesto Contreras aprono alla non gradita sorpresa di un viaggio, vinto dalla timida commessa Marina che non sa, anzi non ha, chi portare… Come scrive il selezionatore Bruno Fornara, si tratta di “un film tenero e dolceamaro. Quasi romantico. Quasi”. Anche le ragioni del cuore fanno fatica a palesarsi, nonostante il buon Victor, sconosciuto prescelto da Marina, faccia di tutto per fare niente: quel niente relazionale, quell’atonia di una vitanonvita con gli occhi bassi, i sorrisi tenui, l’ineluttabilità di un sesso che mette imbarazzo, se non fa compassione. Scritto con il fratello Carlos, l’opera prima di Contreras, già selezionata per la Semaine de la Critique a Cannes 2007, porta al festival di Alba, da quest’anno gemellato con Corto in Bra, tutta la miseria della solitudine, la resa alla monotonia del quotidiano, la mancata ricerca della felicità. E lo fa con coraggio, ovvero con basso profilo, con camera pudica e dialoghi che fanno sorridere, tale è l’occasionalità, l’insignificanza e la remissione che portano sullo schermo. Più movimentato, viceversa, il belga Danger zonder lief: movimentato perché c’è chi va – anche all’altro mondo – e chi viene, ma non si sa che sia peggio. Nessuno che gli vada la vita come vorrebbe, tra capelli che non trovano il proprio colore, cani malati di cancro, fidanzate domine, svenimenti da curare con le vitamine, e la voglia, tanta voglia, di essere altrove, da un’altra parte, senza sapere quale. Sono tante isole di un arcipelago indefinibile gli “amici” protagonisti, che, per età, non possono più aspirare a un romanzo di formazione, né, per maturità, pretendere una seria considerazione. Sono amici come questi, che ognuno di noi ha, ognuno di noi è…

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