Scola ricorda Amidei

"Era un rivoluzionario" dice il regista, autore di un documentario dedicato allo storico sceneggiatore
16 Giugno 2005
Scola ricorda Amidei

Materiale di repertorio, spezzoni di oltre 20 storici film italiani, interviste a compagni di vita e di set come Mario Monicelli, Francesco Rosi e Suso Cecchi D’Amico. E’ Sergio Amidei – Ritratto di uno scrittore di cinema, l’accorato omaggio di Ettore e Silvia Scola allo sceneggiatore di Roma città aperta e Sciuscià, applaudito fuori concorso al Taormina BNL FilmFest. “Sergio Amidei era più di un innovatore – spiega Ettore Scola –. Era un vero e proprio rivoluzionario del cinema, senza il quale non ci sarebbero stati né il neorealismo, né la commedia all’italiana”. Analogie tra i due? “Lo eguagliavo soltanto in antipatia”, scherza il regista. “Troppo burbero per avere una donna”, ricorda Monicelli nel documentario, Amidei emerge dallo schermo come un vero “maestro di cinema”: “Il nostro primo incontro risale a quando avevo 16 anni – racconta Scola -. Partecipavo come semplice uditore a sceneggiature corali, che lo coinvolgevano insieme a una quindicina di altri autori”. Da lì poi l’amicizia, il lavoro e tanti progetti insieme, molti dei quali rimasti irrealizzati. Coprodotto da Luna Rossa e Istituto Luce, il documentario rischia di non arrivare mai al cinema. A bloccarlo, denunciano degli autori, potrebbero essere gli esorbitanti costi dei diritti richiesti per gli spezzoni dei film utilizzati: un totale di 22 titoli, pochissimi dei quali concessi gratuitamente, dal costo variabile tra i 500 e i 30.000 euro l’uno. In attesa che la situazione si sblocchi, il produttore di Luna Rossa Mario Berardi assicura intanto la distribuzione homevideo e annuncia un possibile approdo in tv: “Tra le strategie al vaglio – spiega – stiamo considerando l’ipotesi di barattare i diritti di cui saremmo debitori, con quelli derivanti dallo sfruttamento televisivo”. I paradossi non si fermano qui. A conferma del valore del prodotto confezionato da Ettore Scola e sua figlia, il fatto che molti materiali di repertorio da loro utilizzati fossero ignoti agli stessi archivi della Rai in cui erano depositati. Per altri, addirittura scomparsi dagli scaffali, i due si sono invece dovuti rivolgere alla trasmissione televisiva Blob. In attesa dell’attrice Andie McDowell, che riceverà questa sera il Taormina Arte Award alla carriera, il cinema italiano è stato oggi protagonista al festival diretto da Laudadio anche con Gli occhi dell’altro dell’esordiente Giampaolo Tescari. Secondo italiano in competizione dopo Apnea di Roberto Dordit, il film con Lucrezia Lante della Rovere è una storia intimistica, che si tinge di accenti sociali, toccando il problema dell’immigrazione. Al centro della vicenda è la dirompente irruzione di un profugo curdo nella vita di una coppia, che lo ospita in casa. “L’incapacità del marito ad accettarlo – spiega il regista – altro non simboleggia che l’incapacità dell’uomo occidentale di riconoscere l’altro da sé. Una situazione che lo coinvolge in una duplice e paradossale veste di vittima e carnefice: è autore della persecuzione, ma allo stesso tempo anche vittima di fantasmi inesistenti, da lui stesso creati”. A sottolineare la valenza socio-politica del messaggio, anche il fatto che i due siano rispettivamente un ebreo e un musulmano: “Un volontario accostamento fra perseguitati di ieri e di oggi – prosegue Tescari -, volto a sottolineare come la storia continui a ripetersi”. Ultimo e atteso appuntamento della giornata sarà questa sera l’anteprima di Batman Begins al Teatro Antico.

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