Ricordare La grande guerra

La Festa del Cinema di Roma ricorda la fine del primo conflitto mondiale con un omaggio di Aurelio e Luigi De Laurentiis a Mario Monicelli. Domani, 26 ottobre, alle ore 18.00
Ricordare La grande guerra

A cento anni dall’epilogo della Prima Guerra Mondiale, la Festa del Cinema la ricorda con La grande guerra di Mario Monicelli, nella versione lunga ricostruita con un restauro realizzato da Aurelio De Laurentiis e dalla Cineteca Nazionale, con la supervisione del direttore della fotografia Giuseppe Rotunno e con la collaborazione dell’Istituto Luce – Cinecittà e di Pasquale Cuzzupoli  per la post-produzione e digitalizzazione.

Il film sarà proiettato domani, venerdì 26 ottobre alle ore 18.00 in Sala Petrassi – Auditorium Parco della Musica –, con introduzione di Aurelio De Laurentiis e Antonio Monda e preceduto alle 17.15 da un Red Carpet che vedrà oltre ad Aurelio e Luigi De Laurentiis, numerosi personaggi del cinema e del mondo politico, tra cui:

il Presidente della Camera on. Roberto Fico, il Ministro dell’Economia on. Giovanni Tria, il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, il vice sindaco di Roma Luca Bergamo, Giancarlo e Luigi Abete, Roberta Armani, Ugo e Aldo Brachetti Peretti, Fausto Brizzi, Azzurra Caltagirone, Francesco Gaetano Caltagirone, Aldo Cazzullo, Franco Bernabé, Marco Belardi, Volfango De Biasi, Paolo e Maite Bulgari, Maurizio De Giovanni, Christian De Sica, Anna Fendi, Dante Ferretti, , Nicola Guaglianone, Gianni Letta, Fulvio e Federica Lucisano, Nicola Maccanico, Valter Mainetti, Giovanni Malagò, Valerio Mastandrea, Ottavia Monicelli, Gennaro Nunziante, Chiara Rapaccini, Francesco Rutelli, Fabrizio Salini, Barbara Salabe’, Andrea Scrosati, Stefano Sollima, Max Tortora, Luca Verdone, Bruno Vespa.

La grande guerra è sicuramente un grande film d’autore: Monicelli – dichiara Aurelio De Laurentiis – costruisce un affresco in cinemascope la cui grandiosità di messa in scena è pari alla forza rivelatrice e sconvolgente della ricostruzione storica. Mai un evento storico di tale importanza nella nostra identità nazionale era stato raccontato con tale intransigente onestà e con un linguaggio così non convenzionale come la commedia.”

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