Pio XII e il cinema

I Discorsi pacelliani sul film ideale nel volume di Dario Viganò. Presentato a Roma da Silvestrini e Brunetta
21 Ottobre 2005
Pio XII e il cinema

“Con i suoi Discorsi sul film ideale, Pio XII ha voluto attribuire dignità al mondo cinematografico”. Così il Cardinale Achille Silvestrini è intervenuto stamane a Roma alla presentazione del volume Pio XII e il cinema curato da Dario Edoardo Viganò ed edito dall’Ente dello Spettacolo di cui è presidente. A cinquant’anni dal pronunciamento dei due Discorsi sul film ideale (21 giugno e 28 ottobre 1955), il libro, che raccoglie saggi di studiosi universitari e un’intervista al senatore Giulio Andreotti, muove dall’esigenza di ricondurre l’attenzione sulle linee guida dell’orizzonte interpretativo tracciato da Pio XII su ciò che egli stesso definisce “il mondo cinematografico”, al fine di reinterrogare la capacità dell’immagine filmica di farsi “efficace e positivo strumento di elevazione, di educazione, di miglioramento”. Come sottolinea lo storico del cinema Gian Piero Brunetta, infatti, “i Discorsi pacelliani non si rivolgono solo al cristiano ma anche al laico: Pio XII richiama con forza la centralità del cinema nella formazione dell’individuo”. “E – prosegue – introduce considerazioni propriamente filmologiche di grande interesse quando, ad esempio, considera gli spettatori non come un corpus indistinto, ma in quanto individui dalle differenti peculiarità”. I due Discorsi sul film ideale – ribadisce Viganò – “segnano una nuova tappa nella storia dei rapporti tra la Chiesa ed il cinema, in quanto si impegnano a studiare criticamente l’immagine filmica nella sua integrità, promuovendo una vera e propria riflessione teorica sul medium e, in definitiva, una sorta di organica teoria del film”. Una profondità di analisi teorica – aggiunge Silvestrini – “resa possibile dall’enciclopedismo di Pio XII, in grado di esprimersi con competenza su una molteplicità straordinaria di temi”. E quale è oggi il film ideale? Per Brunetta, “è difficile e forse impossibile dare una definizione univoca, in quanto è il singolo spettatore a stabilire i criteri di idealità”. Secondo Viganò, l’attributo principe del film ideale sta nella “capacità di raccontare le vicende dell’uomo in termini non banali”. E – aggiunge – “un film quale La rosa bianca – Sophie Scholl credo avrebbe incontrato il plauso incondizionato di Pio XII”. L’anteprima nazionale del film di Marc Rothemund sull’eroina anti-nazista ha aperto l’incontro alla Pontificia Università Lateranense. Luciano Sovena, amministratore delegato del Luce che distribuirà la pellicola dal 28 ottobre, sottolinea “l’alto valore civile e morale di Sophie Scholl, premiato al festival di Berlino e candidato tedesco agli Oscar”. Alla presentazione di Pio XII e il cinema ha partecipato anche Gaetano Blandini, direttore generale per il cinema del Ministero dei Beni culturali, che ha evidenziato “la fondamentale attività culturale dell’Ente dello Spettacolo, di cui la pubblicazione sui Discorsi pacelliani rappresenta un capitolo rilevante”. 
 

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