Oggi in tv, L’arte di vincere

Robert Redford e Dustin Hoffman alle prese col Watergate, Daniel Day Lewis ultimo dei Moichani: i consigli della redazione
15 Luglio 2020
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Oggi in tv, L’arte di vincere

Ecco i film che la redazione di Cinematografo ha selezionato tra quelli programmati in chiaro per mercoledì 15 luglio.

 

TUTTI GLI UOMINI DEL PRESIDENTE – Iris (canale 22), ore 12:50 e 3:10

“Basato sulla ricostruzione dell’indagine giornalistica di due diligenti reporter, il film sul caso Watergate non dice molto di più di quanto lo spettatore abbia già appreso dalla stampa, dalla televisione e da altri strumenti di informazione di massa. Sviluppato quasi esclusivamente attraverso brevi interviste (tra i due protagonisti e le persone implicate nell’affare, perciò fortemente reticenti) e contatti telefonici, il lavoro propone un materiale per molto tempo nebuloso. Ciò nonostante, vincendo una sorta di scommessa sulla natura dello spettacolo cinematografico, il film interessa e appassiona: tale effetto è dovuto anche agli innegabili e numerosi valori tecnici.” (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 82, 1977)

 

MINE VAGANTI – Rai Movie (canale 24), ore 21:10

“Una nuova cornice (non più Roma, non più il quartiere Ostiense, non più i dolci della pasticceria Andreotti) ospita la virata di Ferzan Ozpetek, che si rifugia negli splendidi colori di Lecce e del Salento per mettere da parte l’enorme passo falso di Un giorno perfetto e tornare a tematiche più congeniali, trattate per la prima volta dal regista guardando più alla commedia che all’abituale mélo. Per farlo, affida tutto (o quasi) alla coralità dell’intreccio, incentrando snodi e sviluppi semplicemente all’interno di un nucleo familiare, non disdegnando numerose gag e facendo leva sulla prova maiuscola di tutto il cast.” (Valerio Sammarco)

 

L’ULTIMO DEI MOICHANI – Spike (canale 49), ore 21:30

Nel 1757, durante la sanguinosa guerra anglo-francese nelle colonie americane dove alcune tribù indiane sono alleate degli inglesi e altre dei francesi, in una impenetrabile foresta, prossima alla zona del conflitto, tre uomini danno la caccia ad un cervo: Chingachgook, ex capo tribù, suo figlio Uncas, ultimi superstiti dei mohicani, e un giovane bianco, Hawheye, adottato dal capo quando da bambino la sua famiglia venne sterminata. “Il film di Michael Mann rimescola le carte in gioco e apporta alcune varianti al libro obbedendo alla regola che nel western lo spettatore vuole ritrovare intatti e tutti assieme i miti di un’epica ballata senza età e senza confini.” (Enzo Natta, Famiglia Cristiana, 20 gennaio 1993)

 

L’ARTE DI VINCERE – Paramount Network (canale 27), ore 23:00

“La vera storia di Billy Beane, il general manager degli Oakland Athletics, ovvero l’uomo che nel 2002 cambiò (per sempre) le regole del baseball Usa. Non tanto sul campo, quanto sui libri contabili: via specchietti per le allodole, ovvero supposte ma strapagate star, e fiducia incondizionata a statistiche, calcoli e ‘la scienza di vincere’. Aiutato da un utile nerd (Jonah Hill), il manager ed ex giocatore ha il volto di Brad Pitt (ottima prova, fisica e sorniona), mentre il regista Bennett Miller (Capote) – dal libro di Michael Lewis Moneyball: The Art of Winning an Unfair Game – non muove di una virgola il sottogenere sportivo di riferimento, ma aggiunge humour negli spogliatoi e nelle stanze dei bottoni, contempla il formato famiglia e frulla le coordinate dell’American Dream portandoci (quasi) a credere all’incredibile.” (Federico Pontiggia)

 

INTERVISTA – Rai Movie (canale 24), ore 23:30

“Con ‘Intervista’ Fellini torna ancora una volta a confidarci quasi affettuoso che ciò che può salvare è quello strumento di conoscenza, quel deposito di memoria individuale e collettiva, privata e pubblica, che è l’amarcord degli affetti e delle emozioni, le finzioni di fantasia, i retroterra vibratili e fervidi del lavoro. Possono apparire anacronistici, persino evasioni regressive, questi momenti che vengono di lontano, ma il pertugio salvifico è proprio qui, in questi modi felliniani di reinventare le piccole storie al margine della Storia, davanti a scenografie di finzione che tendono al sublime e si placano, non senza disparità e tensione, tra reale e metafora. Nel finale, visto che lo si chiede, Fellini ci illumina il set buio con un “raggio di sole”, facendo ripetere l’ultimo ciak: romantico e bello nonostante ogni fastidio o delusione, resta questo “parlare cinema”, per Fellini (ma anche forse per ciascuno di noi) l’artificio che ci può benevolmente spiazzare lasciandoci in dono un segno di speranza fuori dalla labirintica confusione del mondo d’oggi votato all’apocalisse. (Alberto Pesce, Oltre lo schermo, Morcelliana, 1988)

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