Oggi in tv, grandi storie (vere)

Visioni in quarantena sui canali free. I capolavori di Lynch, De Palma e Spielberg tra le proposte della redazione per domenica 5 aprile
5 Aprile 2020
In evidenza, Tv
Oggi in tv, grandi storie (vere)

Il viaggio di un anziano agricoltore, i poliziotti che sfidarono Al Capone, il re alle prese con la propria balbuzie, i soldati del D-Day, la sfida tra due campioni del tennis. La redazione di Cinematografo consiglia cinque “storie vere”, tra i film programmati dai canali in chiaro in questa domenica 5 aprile.

 

 

UNA STORIA VERA – Iris (canale 22), ore 14:00

Nell’estate del 1994 a Laurens, piccolo centro agricolo dell’Iowa, Alvin Straight, 73 anni, vive con la figlia Rose, leggermente ritardata. Anche Alvin non sta tanto bene, il medico gli consiglia esami e medicine che lui però rifiuta. In una quotidianità un po’ statica, arriva la notizia che Lyle, fratello di Alvin, ha avuto un infarto. Alvin e Lyle non si vedono da dieci anni per vecchi rancori reciproci. Ma ora Alvin sente il bisogno di rivedere il fratello per riconciliarsi con lui. Deciso ad andare a casa di lui, e non avendo la patente, sceglie un vecchio tosaerbe. Alla velocità di 5 miglia all’ora, si dirige verso Zion, nel Wisconsin, a 317 miglia di distanza. Uno dei film più anomali e commoventi di David Lynch. Candidatura all’Oscar per Richard Farnsworth.

 

GLI INTOCCABILI – Nove, ore 16:35

“I temi principali di questo film sono positivi: la lotta degli onesti contro il crimine e la corruzione e l’amicizia dei quattro coraggiosi agenti, che combattono insieme per liberare la città dall’incubo del male. Un altro tema appare nel film meno semplice dei precedenti, su come sia possibile serbare un ideale di lotta pure quando si combatte una guerra spietata, contro nemici feroci. […] L’interpretazione degli attori è assai valida; in particolare quella di Connery, che ci propone con efficace sobrietà un personaggio vivo e umano […]. L’ambiente della Chicago 1930 è reso molto accuratamente da scenografie e costumi e la bella fotografia contribuisce a rappresentare l’atmosfera di angoscia e terrore, che regna sulla città. Molto efficace la musica, composta da Ennio Morricone, che accompagna suggestivamente la vicenda.” (Segnalazioni cinematografiche, vol. 103, 1987)

 

IL DISCORSO DEL RE – Iris (canale 22), ore 18:45

“Se fosse un pittore dei secoli andati, Tom Hooper sarebbe un ottimo pittore di corte. Serio e simpatetico con le figure storiche che incarnano il potere o che sono inverate dai meccanismi della politica. Un ritrattista, che pur amando le persone in posa davanti a lui, non vuole compiacerle fino ad idealizzarle o celarne le debolezze. […] La balbuzie di Giorgio VI, la collisione tragica tra i suoi pensieri e l’ingorgo delle parole diventano gravi (siamo alla vigilia della II Guerra Mondiale) perché il potere si esercita, si esprime, si rafforza attraverso la comunicazione diretta e a distanza. Il microfono della radio è come la spada di Excalibur, lo scettro e la corona.” (Enrico Magrelli)

 

SALVATE IL SOLDATO RYAN – Iris (canale 22), ore 21:00

“Un film di guerra per parlare contro la guerra. Un film sulla realtà cruda, terribile, straziante della guerra senza finzioni o sottrazioni. Spielberg mette lo spettatore di fronte alla prova di sentirsi addosso la paura fisica degli spari e della morte incombente: questo nei trenta minuti iniziali di cinema puro. Poi altre due ore di immersione nel tunnel dello scontro bellico, nel buio dove annega la ragione e prevale la forza. Il film è un grande racconto della memoria, un flashback nei sentimenti e nelle emozioni che il tempo non ha potuto cancellare. […] In un clima antieroico, si dice con toni accorati che la guerra mai si presenta come giustificabile o dal volto umano.” (Segnalazioni cinematografiche, vol. 126, 1998)

 

BORG MCENROE – Rai 3, ore 21:20

“Interpretati (bene) da Sverrir Gudnason e Shia LaBeouf, i due contendenti si ritrovano sullo schermo in questa sorta di Rush howardiano: lì a sfrecciare erano i bolidi pilotati da Niki Lauda e James Hunt (altra rivalità sportiva passata alla storia e, naturalmente, raccontata al cinema); qui, oltre alla pallina gialla, a (s)correre velocemente sono le immagini e gli stati d’animo di due campioni solitari destinati a cambiare per sempre le sorti – non solo prettamente sportive – del tennis. E la sceneggiatura di Ronnie Sandahl insiste proprio su questo, su una dicotomia apparentemente così lampante da non essere poi così realmente netta. Perché essere al di qua o al di là della linea, spesso e volentieri, è davvero una questione di millimetri.” (Valerio Sammarco)

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