Oggi in tv, Fellini e le donne

In programma anche un superclassico di John Huston e un documentario su Alberto Sordi: i consigli della redazione
10 Giugno 2020
In evidenza, Tv
Oggi in tv, Fellini e le donne
FELLINIANA - Foto Andrea Martella

Ecco i film che la redazione di Cinematografo ha selezionato tra quelli programmati in chiaro per mercoledì 10 giugno.

 

FUGA PER LA VITTORIA – Iris (canale 22), ore 21:00

In un campo di concentramento tedesco per prigionieri di guerra, l’ufficiale nazista Von Steiner riconosce nel recluso Colby un famoso giocatore di calcio inglese. Von Steiner è un accanito tifoso e non ha ancora digerito il fatto che la nazionale tedesca non abbia mai vinto la squadra britannica. Propone, perciò, un incontro fra una squadra tedesca e una composta dai prigionieri alleati. La partita si deve svolgere a Parigi, in modo da poter essere sfruttata propagandisticamente nella Francia occupata. I prigionieri, oltre agli allenamenti, si preoccupano anche di organizzare la propria fuga, con l’aiuto dei partigiani francesi. Arrivano a Parigi, finalmente, e inizia la partita. Spettacolare e improbabile storia diretta dal vecchio John Huston, con Sylvester Stallone, Michael Caine e Max von Sydow accanto a campioni come Pelè, Ardiles e Bobby Moore.

 

LA CITTA’ DELLE DONNE – Rai Movie (canale 24), ore 21:10

“Una fiaba che Fellini si è divertito a raccontargli (allo spettatore) ripercorrendo intenzionalmente tutte le tappe del suo cinema, qua dando spazio, ancora una volta, ai ricordi, come in Otto e mezzo e in Amarcord, là facendo il punto di nuovo sul presente, come nella Dolce vita e in Prova d’orchestra, alternando l’incubo al sogno, la visione allo scherzo e all’aneddoto, moltiplicando e variando le lingue e le tecniche, riscoprendo e rileggendo l’immaginato e il reale con un estro e una fertilità di invenzioni da lasciare spesso affascinati e stupiti.” (Gian Luigi Rondi, Il Tempo, 29 marzo 1980).

 

SIAMO TUTTI ALBERTO SORDI? – La 7, ore 21:20

“Poiché il titolo è molto preciso, dovremmo chiederci se il documentario risponde effettivamente all’interrogativo. Che è piuttosto interessante, perché, a forza di presentare Sordi come colui che ha meglio di tutti raccontato l’italiano medio al cinema, abbiamo finito per accomodarci su una lettura fin troppo facile. Interpretando personaggi cialtroni, amorali, cinici, vigliacchi, Sordi rappresentava se stesso o criticava un certo tipo di italiano? A differenza degli altri colonnelli, attivava un sofisticato processo d’identificazione con il pubblico che lo rendeva talmente respingente da essere naturalmente simpatico. Il segreto di Sordi è tutto qui: come ha fatto un uomo così moralista e conservatore a diventare un attore tanto rivoluzionario e spudorato?” (Lorenzo Ciofani)

 

 

BURN AFTER READING – A PROVA DI SPIA – Rete 4, ore 23:50

“Basterebbero i titoli di testa di Burn After Reading – film Fuori Concorso che stasera aprirà ufficialmente il Festival di Venezia – per avere sin da subito chiare le intenzioni dei fratelli Coen, che per la prima volta concepiscono una vera e propria spy-story senza però dimenticare (anzi, caricandone alcuni aspetti) i tratti distintivi dei loro ormai non più occasionali divertissement d’autore. […] Sceneggiatura (quasi) di ferro, satira intelligente e divertente sui film di spionaggio (dalle inquadrature sui piedi dei funzionari CIA negli asettici corridoi al fantastico duetto finale nell’ufficio del Direttore generale), Burn After Reading dimostra una volta di più quanto il cinema dei fratelli Coen sia in grado di parlare innumerevoli lingue, meglio ancora se – come da tradizione – pensato e scritto per essere interpretato da attori di altissimo livello.” (Valerio Sammarco)

 

ANGELE E TONY – Rai Movie (canale 24), ore 3:40

“Lei è appena uscita dal carcere, è insofferente a tutto, cerca un marito da esibire come argomento davanti al giudice dei minori che dovrà decidere sulla tutela del figlio. Lui, Tony, è il prescelto. Però è anche il burbero, il taciturno, il pescatore abituato a navigare in mare aperto ma incapace, finora, di giocarsi veramente per l’altro. Angèle invece fatica ad andare avanti, pedala oscillando pericolosamente alla disperata ricerca di un punto d’equilibrio.
Il film è tutto nei loro sguardi che si sfiorano, si sottraggono, lanciano segnali. Nella gravità senza rimedio di un villaggio che sembra condannato a ripetere se stesso, stancamente. La Delaport riannoda lentamente i fili di due esistenze interrotte, naufraghe, portando loro e noi a scoprire che c’è ancora un’alba dopo il crepuscolo. L’esercizio è raffinato e un po’ fine a stesso.” (Gianluca Arnone)

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