Netflix, la fine dell’inizio

Lo streamer apre la nuova casa romana e regala sedie brandizzate. Rimane da capire: ci si accomoderanno gli spettatori o vi si sta accasciando la piattaforma?
Netflix, la fine dell’inizio
Netflix Rome Office Opening  Event, Rome, 6th May 2022, REED HASTINGS

La fine dell’inizio. Dal 22 ottobre del 2015 è presente in Italia, da oggi, 6 maggio del 2022, anche fisicamente: #siamoacasa l’hashtag, in via Boncompagni, 8 a Roma, il magnifico villino Rattazzi, la sede. Siamo, cioè, sono diventati grandi.

Netflix Rome Office Opening  Event, Rome, 6th May 2022, REED HASTINGS

Obiettivo, Reed Hastings in visita confessa, “le lacrime dei nostri competitors”, eppure quali siano non è di primo acchito: “TikTok e YouTube”, invero. Ha rosicato, il fondatore e co-CEO di Netflix, per l’Oscar al miglior film andato a CODA targato Apple Tv+, ma insieme s’è compiaciuto: induzione, “vogliamo vincere, ma vogliamo pure il successo dei nostri concorrenti”. Detto che Elon Musk “ha fatto tanto per il mondo”, ovvero Reed non si preoccupa per il liberticidio o l’anti-woke del Twitter che verrà, e “guido una Tesla”, il grande capo dello streamer svicola tra subscribers in fuga, preminenza dei film sulle serie o viceversa, e si limita a lodare le sorti magnifiche e progressive dello storytelling.

Netflix Rome Office Opening  Event, Rome, 6th May 2022

Tutto qui? Non è poco. Come da Villino (Urbano) Rattazzi, Netflix appare ormai per quel che è: sinistra (variante woke) storica. Non è più una novità, s’è sgonfiata la bolla, vedere i miliardi di capitalizzazione bruciati all’annuncio del primo quarto negativo, e ora tocca vincere o pareggiare con la bontà dell’offerta.

Robert Bernocchi, CineGuru, ricorda come Tiscali all’alba del Millennio avesse superato Fiat in Borsa, ma anche per Netflix la bolla è uno ieri: la fine dell’inizio, appunto, o l’inizio della fine?
Il settembre scorso, rivela la VP delle serie nostrane Tinny Andreatta, gli abbonati italiani erano quattro milioni, ora quasi cinque, con una crescita a doppia cifra, per quel che vuol dire. Son pochi, son tanti, e con quali conseguenze? Dovendo tagliare, lo sta già facendo, Netflix agirà linearmente o privilegerà – leggi: si accanirà – su territori poco gratificanti e/o poco remunerativi? La domanda è retorica, e se lo fosse pure l’offerta patria?

Netflix Rome Office Opening  Event, Rome, 6th May 2022, PANEL SERIE ANNUNCI

Pare di capire, anzi, è così che almeno per il 2022/2023 un altro È stata la mano di Dio – a proposito, se avete tempo un bel pezzo sarebbe capire quanti altri film Netflix, in mancanza di quello originario, abbiano vinto i rispettivi Oscar nazionali… – non sia in cantiere, e par sempre di capire non solo perché di Sorrentino ce n’è uno. Si vola più basso, comunque altrove: l’heist movie Rapiniamo il Duce, l’action con Alessandro Gassman Il mio nome è Vendetta, Love & Gelato (no comment), Sotto il sole di Amalfi, che quello di Riccione non bastava, e Per lanciarsi dalle stelle, cui riconosciamo – su carta – un unico merito: Andrea Jublin alla regia.

Netflix Rome Office Opening  Event, Rome, 6th May 2022, PANEL NON FICTION

Malgrado la – obiettiva? – modestia della proposta, al Villino l’annuncio dei film precede quello delle serie, al contrario di quanto preveda il menù del servizio streaming: perché? E nemmeno rincuora, sul fronte scripted, che sebbene Tinny ne sia ormai da luglio 2020 la responsabile, Hastings di lei ricordi ancora il primo caffè preso insieme all’Hotel Raffaello tre anni fa o, almeno, questo voglia comunicare alla stampa.

Ci sono serie in cantiere trascurabili sin d’ora, e lo facciamo, una probabilmente tremenda, Inganno scritta da Teresa Ciabatti sul desiderio di una donna matura per un ragazzo, e una sicuramente tremenda, la trasposizione de Il gattopardo con regista Tom “Chi?” Shankland.


Per fortuna, loro e anche nostra, Michele Rech in arte Zerocalcare dopo Strappare lungo i bordi concederà il bis: stesso numero di puntate, ma più lunghe, nessuna parentela con l’esordio seriale.
I progetti non fiction, ne è manager Giovanni Bossetti, ingolosiscono di più: uno almeno. Non Summer Job, reality sul lavoro con Matilde Gioli, non troppo Il caso Alex Schwazer, decisamente sì Wanna (Marchi), ideata e scritta da Alessandro Garramone – sua la migliore presentazione – per Fremantle.

Che rimane da dire? Molto. Ci si poteva portare a casa la sedia, bellina, rimane da capire chi si accomoderà: lo spettatore o lo streamer?

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1 Comment on "Netflix, la fine dell’inizio"

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Maria
Ospite

Immenso Pontiggia!

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