Nel mondo di Agresti

"Gli argentini si vergognano del loro passato" dice il regista. E annuncia un film con la Bullock
16 Novembre 2004
Nel mondo di Agresti

(Cinematografo.it/Adnkronos) – L’Argentina di oggi vista attraverso una storia d’amore. La racconta Alejandro Agresti nel suo nuovo film Tutto il bene del mondo, in uscita nelle sale italiane il 19 novembre distribuito da Medusa. “L’amore è la possibile via d’uscita di questo paese – dice il regista, a Roma per presentare il film -. Gli argentini oggi non credono nella loro patria e si chiudono in loro stessi. Ma è soprattutto il confronto con il passato che li spaventa”. Tutto il bene del mondo racconta la storia di  Isabel (Monica Galan), una donna vissuta per vent’anni nella convinzione che il marito fosse uno dei tanti “desaparecidos” vittime della dittatura militare e scopre, invece, che è vivo e risiede in un paesino dove fa il fornaio. Insieme alle due figlie parte alla sua ricerca. “Il titolo  inizialmente doveva essere La vergogna, un sentimento che oggi paralizza gli argentini” spiega Agresti. “Nel mio paese la democrazia non è quella che dovrebbe essere. Se una persona non condivide un’idea viene anche defenestrano moralmente, mentre democrazia significa anche accettare opinioni diverse”. Il regista non risparmia critiche neanche per i mass-media ritenuti responsabili di trasmettere una visione semplicistica del mondo, diviso in persone “buone o cattive” e in cose “giuste o sbagliate”. Infine l’annucio di un targato made in Usa che avrà come protagonista Sandra Bullock.

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