Morti bianche al Lido

La fabbrica di Calopresti e il Blues di Balla/Repetto sulla Thyssen, ma anche Marghera con Yuppi Du di Celentano
29 Luglio 2008
Morti bianche al Lido

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(Cinematografo.it/Adnkronos) – Riflettori accesi sulle morte bianche alla 65ma Mostra del Cinema di Venezia, con la sezione Orizzonti che ospita ben due lungometraggi dedicati alla tragedia della ThyssenKrupp di Torino, dove l’incendio scoppiato tra il 5 e il 6 dicembre 2007 uccise sette operai: ThyssenKrupp Blues di Pietro Balla e Monica Repetto, evento fuori concorso, e La fabbrica dei tedeschi di Mimmo Calopresti, docufiction in concorso.
Ma, come ha sottolineato il direttore Marco Muller, il tema dei morti sul lavoro è al centro anche di un altro evento della Mostra, la proiezione della versione restaurata di Yuppi Du di Adriano Celentano. “Il primo film sulle morti bianche – ha detto Muller – è proprio Yuppi Du che raccontò Marghera oltre 30 anni fa”. Nella pellicola, infatti, un operaio, amico del protagonista Celentano-Felice, muore travolto da un’enorme cassa sganciatasi da una gru a Porto Marghera.
Il documentario di Balla e Repetto si presenta invece come una raggelante cronaca di una morte annunciata: le riprese di ThyssenKrupp Blues infatti erano iniziate 7 mesi prima della tragedia, per un documentario sulla vita quotidiana di operai contemporanei. E’ in questo modo che gli autori hanno incontrato il protagonista, Carlo. Ma mai avrebbero immaginato che la sua esistenza sarebbe stata violentata dalla morte. Stavano raccontando la tragicità della vita quotidiana, ma improvvisamente la quotidianità di Carlo è stata travolta: nel dicembre 2007, sette suoi colleghi sono morti bruciati. “Questo tragico avvenimento, cambiando la vita di Carlo per sempre, ha cambiato per sempre anche il nostro film. Un film così non vorremmo raccontarlo mai più”, ha sottolineato i due registi.
Nella stessa sezione c’è La fabbrica dei tedeschi di Mimmo Calopresti, che, nato come un documentario è diventato un vero e proprio film sul dopo-tragedia: insieme ad elementi reali come le interviste ai familiari delle vittime, agli operai e ai vigili del fuoco, scorrono sullo schermo le sequenze di fiction interpretate da Valeria Golino, Monica Guerritore, Silvio Orlando, Rosalia Porcaro, Luca Lionello, Vincenzo Russo e Giuseppe Zeno nei panni dei protagonisti sopravvisuti alla tragedia: madri, mogli e colleghi degli operai uccisi. “Siamo stati illusi dal mito della società postindustriale o della fabbrica moderna, tecnologica e pulita, ma la tragedia della ThyssenKrupp ha spezzarto questo incantesimo”, ha detto recentemente il regista.
Quanto a Yuppi Du, certamente il film più importante e rappresentativo della carriera cinematografica di Celentano, è un’opera che, a oltre trent’anni dalla sua anteprima al Festival di Cannes, rivela ancora oggi tutta la sua attualità proprio nel trattare in maniera originalissima temi quali le morti sul lavoro, la disoccupazione, le difficoltà di vivere al limite della soglia della miseria, l’inquinamento, i cantieri navali e le fabbriche chimiche, la disuguaglianza sociale.

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