Milano si fa festival

Domani al via la 18esima edizione: 11 opere prime e seconde in Concorso, la rassegna Colpe di Stato e l'omaggio a Sylvain George
4 Settembre 2013
Milano si fa festival

“Questo è l’anno dei 18, avevamo un budget limitato ma che ci ha permesso di comporre un bel panorama di sogni, frutto di un lungo anno di ricerca tra nuove produzioni, cinema indipendente, talenti emergenti e coraggiose cinematografie intenazionali” dice Alessandro Beretta presentando il Milano Film Festival ormai alle porte (dal 5 al 15 settembre). Il percorso dei due giovani direttori Alessandro Beretta e Vincenzo Rossini li ha portati all’esame di maturità insieme al presidente dell’Associazione Esterni Beniamino Saibene che dichiara: “Abbiamo affrontato la crisi a testa alta, ci chiamano gli imprenditori della cultura e anche quest’anno abbiamo orgogliosamente fatto impresa, nonostante non ci sia arrivato il finanziamento dal Ministero (20 mila euro il contributo dello scorso anno).
Anche quest’anno non è mancato il sostegno del Comune che, “da sempre al fianco del Milano Film Festival – conferma Filippo del Corno, Assessore alla Cultura – ha visto il rinnovamento generazionale costante, la crescita di affluenza degli spettatori, punto essenziale di un festival per il pubblico. Trasformando positivamente la stessa geografia urbana disegnando un arco attorno al Castello, il Festival si intreccia con la programmazione di MITO – Settembre e musica e con Le vie del cinema – Venezia e Locarno, per un settembre milanese a tutto cinema”.   
Il programma prevede il consueto Concorso Lungometraggi, 11 opere prime e seconde di registi provenienti da ogni parte del mondo di cui ben otto realizzati da registe donne: The Eternal Return of Antonis Paraskevas di Elina Psykou, Best Work in Progress a Karlovy Vary 2012; Fifi Howls From Happiness dell’iraniana Mitra Farahani sugli ultimi mesi di vita del pittore Behman Mohassess; Habi, la extranjera, identità incerte nella Buenos Aires di María Florencia Álvarez; Terra de Ninguém della portoghese Salomé Lamas; Towheads della videoartista newyorkese Shannon Plumb, commedia sulle fatiche di una mamma contemporânea; il documentario Mirage à l’Italienne di Alessandra Celesia, vite alternative in una Torino dissanguata dalla crisi económica; il georgiano In Bloom di Nana Ekvtimishvili e Simon Groß, percorso di formazione di due ragazze all’indomani della caduta dell’URSS; Run & Jump di Steph Green, storia d’amore non convenzionale nell’Irlanda rurale. Poi ancora Ilo Ilo di Anthony Chen, vincitore della Camera d’Or a Cannes; Licks del giovanissimo Jonathan Singer-Vine e Les rencontres d’après minuit di Yann Gonzalez, presentato alla Settimana della Critica di Cannes 2013.
Parallelamente il Concorso cortometraggi, 51 opere selezionate tra oltre 2000, e la rassegna Colpe di Stato che riflette sul sistema di potere nel mondo, dalla Corea alla Siria, dalla Palestina alle coste somale con The act of killing di Joshua Oppenheimer, prodotto da Werner Herzog, documentario sconcertante in cui gli assassini degli squadroni della morte indonesiani rimettono in scena i loro crimini per le telecamere; Dirty Wars di Rick Rowley, inchiesta di un reporter americano sull’uso dei droni nella politica estera dell’amministrazione Obama; Inequality for All di Jacob Kornbluth, che illustra la tesi di Robert Reich, ex segretario del lavoro per Bill Clinton, secondo cui la classe media è il più grave tra i danni collaterali del capitalismo.
L’omaggio della XVIII edizione è per Sylvain George, autore di cinema politico e sperimentale di cui verranno presentati tutti i corti, due lungometraggi, Les Eclats e Vers Madrid, e un workshop che culminerà in un film collettivo. 
Tra gli Outsiders e gli Eventi speciali, Closed Curtain di Jafar Panahi e Kamboziya Partovi, film sull’allontanamento forzato del regista iraniano dai set cinematografici, presentato a Cannes; Gore Vidal, the United States of amnesia di Nicholas Wrathall; The Rocket diretto da Kim Mordaunt, Best Narrative Feature Film al Tribeca Film Festival. In collaborazione con Amnesty International verrà proiettato Necesitas algo, nena? di Laura Chiossone in un incontro sul tema dei desaparecidos. Esperienza sensoriale per pochi, visti i posti limitati, la visione in odorama del classico anni 80 Labyrinth di Jim Henson. 
Il Milano Film Festival lancia, in collaborazione con Banca Prossima, anche un progetto di produzione grazie al bando per la realizzazione di una serie web che racconti una  storia no profit, che “l’Istat – spiega l’ad Marco Morganti – ha confermato essere un segmento importante dell’economia italiana, il nuovo Welfare. Abbiamo voluto sostenere una produzione che racconti il made in italy sociale attraverso lo sguardo del cinema, dall’interno, senza retorica e luoghi comuni”.
La colonna sonora del festival è affidata ai concerti e dj set di Park live, tra gli ospiti Levante e Bugo.

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