Małgorzata, un massaggio per l’Europa

"Abbiamo esplorato rapporto tra anima e corpo, portando a galla il senso di vuoto dei nostri giorni", dice la Szumowska. Che insieme a Michał Englert dirige Never Gonna Snow Again, in gara a Venezia 77
Małgorzata, un massaggio per l’Europa
La regista Malgorzata Szumowska (Credits Malgorzata Szumowska)

“Abbiamo esplorato questo rapporto tra anima e corpo già nei nostri film precedenti, è un tema ricorrente per noi. Stavolta andiamo ancora più in profondità, partendo da un forte cambiamento che negli ultimi anni ha caratterizzato la società moderna in Europa. Il ceto medio-alto, pur avendo ogni cosa a disposizione, soffre una mancanza, nel profondo dell’anima. Durante gli anni del comunismo questo vuoto veniva colmato dalla Chiesa, politicamente e spiritualmente. Oggi sono sconnessi dalla Chiesa rispetto alle generazioni precedenti e rimpiazzano questo elemento spirituale con altre cose”.

Habitué del Festival di Berlino (premiata nel 2015 con l’Orso d’argento per la regia di Ciało e nel 2018 con il Gran Premio della Giuria per Un’altra vita – Mud), la regista polacca Małgorzata Szumowska gareggia per la prima volta in Concorso alla Mostra di Venezia con Never Gonnna Snow Again, codiretto da Michał Englert, suo storico direttore della fotografia ed ex marito.

© Fot Jaroslaw Sosinski / LAVA FILM, FILM, never gonna snow again, Operator obrazu Michal Englert, Rezyser Malgorzata Szumowska, Sniegu juz nigdy nie bedzie

Il film segue l’incedere di Żenia (Alec Utgoff), massaggiatore ucraino (nato a Chernobyl sette anni prima la catastrofe), ora in Polonia, che fa il suo ingresso nella vita dei facoltosi abitanti di una comunità scialba e inaccessibile, i quali, a dispetto della loro ricchezza, trasudano tristezza interiore e desiderio. Le mani del misterioso nuovo arrivato hanno proprietà curative, i suoi occhi penetrano le loro anime. Alle loro orecchie, il suo accento russo suona come una melodia del passato, un ricordo di un’infanzia più sicura e protetta. Zhenia, questo è il suo nome, cambierà le loro vite.

“Volevamo esplorare qualcosa di nuovo, anche dal punto di vista cinematografico. Cercando un significato più profondo, metafisico, entrando in questa comunità chiusa che viene stravolta dall’arrivo di uno straniero. La sua presenza porta le persone a guardarsi dentro, a fare un bilancio della propria vita”, dice Michał Englert.

Michał Englert (Credits Michał Englert)

Protagonista del film è Alec Utgoff, visto ultimamente nella terza stagione di Stranger Things: “Ho goduto molto del successo della serie, Małgorzata mi ha chiamato e mi ha offerto la parte. Non sapevo bene di cosa si trattasse, ma mi ha detto che ero il tipo giusto. Credo sia una regista molto intuitiva: ha cambiato la sceneggiatura prendendo da ogni persona gli ingredienti necessari per rimescolare le carte più volte”, racconta l’attore.

Per quanto riguarda la situazione mondiale di oggi, la regista ritiene che “i nostri giorni sono avvolti da una sorta di mistero: dalle inquietudini relative al cambiamento climatico fino alla pandemia, non c’è più alcuna risposta semplice nel mondo moderno e il sentimento generale non è dei migliori”.

 

E si arriva così anche al senso ultimo che dà il titolo al film, Non ci sarà mai più la neve: “La parola neve può assumere svariati significati ed evocare molteplici emozioni. Se da un lato può essere un elemento pervasivo e pericoloso, dall’altro è fonte di sicurezza e conforto, una coperta che ci riporta alle favole dell’infanzia. Oggi, viene associata alla distruzione del clima del pianeta per mano dell’uomo e, di conseguenza, alla sua lenta sparizione dalla nostra vita. I protagonisti sono concentrati su un piccolo mondo rassicurante, che danno per scontato. Tuttavia, dietro le apparenze, sono alla ricerca di una dimensione più spirituale, bramano il contatto, l’intimità, il sesso, la comprensione, la libertà. Finanziariamente ricchi e spiritualmente poveri, sono sopraffatti da una brama inconscia. Proiettano le proprie fantasie su uno sconosciuto che, dopo essere entrato nelle loro vite, agisce come uno specchio”.

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