Lezioni di sequel

"Gli immigati di seconda generazione fanno notizia solo in Nazionale", dice lo sceneggiatore Fabio Bonifacci. E' ancora Cioccolato, con Argentero, Salemme e Finocchiaro
7 Novembre 2011
Lezioni di sequel
Lezioni di cioccolato 2

“I sequel fanno paura, ma c’era un territorio ampio e inesplorato: amore, figura femminile e matrimonio, che ho scelto per il nuovo incontro-scontro di Mattia e Kamal. Si parla di immigrati di seconda generazione, che fanno notizia solo se giocano in nazionale”. Così lo sceneggiatore Fabio Bonifacci presenta Lezioni di cioccolato 2, sempre prodotto da Cattleya distribuito da Universal (11 novembre in 300 copie), ma con l’esordiente Alessio Maria Federici che rimpiazza Claudio Cupellini in regia.
Mattia è ancora Luca Argentero, Kamal è Hassani Shapi: tra i due amici e litiganti, cioccolato ed edilizia, spunta Nabiha Akkari, ovvero la bella figlia di Kamal Nawal, mentre le due new entry di peso sono Angela Finocchiaro e Vincenzo Salemme, protagonisti di una singolare, difficilissima liaison. “Il primo film ha avuto un risultato inaspettato in sala, un audience enorme in tv, per questo il sequel: una storia carina, senza ripetizioni”, dice il produttore Marco Chimenz, mentre Argentero si scopre: “Io punto alla trilogia, perché sono innamorato di Mattia: è un alter ego strano, perché la mia è una famiglia di costruttori e il suo sarebbe stato anche il mio destino se non fosse successo quel che è successo. Non solo, lui come me scopre il piacere di fare qualcosa bene, con amore”.
Viceversa, la Finocchiaro professa: “Credo nella commedia”, mentre Salemme ironizza: “Lusingato di avervi lusingato” e prende di mira Argentero: “Già la natura gli ha dato tanto, arrivo sul set e mi dico: sarà antipatico, e invece no. Recitiamo, mi ridico, sarà una chiavica: manco quello…”.
Fronte product placament, con Perugina che torna a far la parte del leone con i Baci, Bonifacci nega “imposizioni: se non ci aiuta, un prodotto non lo mettiamo”, mentre Chimenz esplicita il modello: “La riuscita emotiva, come l’esclamazione “Wilson!” in Cast Away di Zemeckis”.
Da ultimo, spazio per parole guida: “Ridere” (Bonifacci), linee guida: “Non mi sono mai posto il problema interrazziale” (Federici) e escursioni cine-televisive: “Non ho mai fatto prima televisione, solo subito (riferimento al Grande Fratello, NdR) – dice Argentero – ma Le Iene rimarrà solo un’incursione, quel che mi piace fare è il cinema. Non ho trovato un equilibrio in tv? Forse, non l’ho cercato”.

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