L’attesa è finita

"Noi registi dobbiamo elevare la forma, non importa cosa si dirige", dice Joel Schumacher. Che firma il nuovo spot Campari e lo presenta al Festival di Roma
3 Novembre 2011
L’attesa è finita
Il regista Joel Schumacher

“L’attesa del piacere è essa stessa piacere”. Campari e Joel Schumacher prendono in prestito le parole del filosofo tedesco Lessing per 30 secondi di spot. “Noi registi dobbiamo elevare la forma, non importa cosa si dirige”: così Joel Schumacher commenta la sua collaborazione con Campari per la campagna pubblicitaria che partirà il 21 novembre. Presentato al Festival di Roma, lo spot è un gioiellino che il regista ha “diretto come fosse un film, senza dimenticare che c’è un business dietro con degli interessi e dei budget”.
Girato a Praga perché “l’Europa dell’est costa meno e Versailles non era disponibile”, dice Schumacher con ironia, lo spot ritrae “un gruppo di amici moderni impegnati nei preparativi di una festa in costume” e “può ricordare Il fantasma dell’opera”. Tema centrale, e titolo del “film” è L’Attesa, “essa stessa piacere, e se qualcuno ha mai fatto sesso può capirmi”. Un commercial di lusso, se si considera che per 30 secondi si sono spesi “circa 12 milioni di euro, di cui 10 per i passaggi tv”, dichiara Jean-Jacques Dubau, Campari managing director Italia. Joel Schumacher non è il primo grande nome a firmare un commercial per un liquore, nel 1998 c’era già Michel Gondry per la Smirnoff. “In Italia però certi spot non passano e Campari è un caso unico nel suo genere”. In effetti il cinema è il fil rouge che lega molti degli spot del liquore rosso passione. Da quello con Salma Hayek al duello sul tappeto rosso, senza dimenticare Jessica Alba e ovviamente, ultimo in ordine di tempo, il regista Joel Schumacher.

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