Kechiche, Intermezzo di polemiche

"Voglio celebrare la vita, l'amore, i corpi. Non tutti lo condividono, ma sarebbe triste se tutti guardassimo un film nello stesso modo", dice il regista di Mektoub, My Love. In gara a Cannes 2019
Kechiche, Intermezzo di polemiche
Il regista Abdellatif Kechiche © Debzo (From Festival de Cannes Website)

“Volevo provare un’esperienza cinematografica più libera possibile. Celebrare la vita, l’amore, il desiderio, il respiro, la musica, i corpi”.

Abdellatif Kechiche parla così del suo nuovo lavoro, Mektoub, My Love: Intermezzo, in gara per la Palma d’Oro a Cannes, due anni dopo aver presentato – sempre in concorso – la prima parte del trittico (Canto uno) alla Mostra di Venezia.

“Non c’era nessun intento provocatorio, o di risposta alle critiche ricevute a suo tempo per La vita di Adele (Palma d’Oro a Cannes nel 2013, film che fece parlare di sé per un’esplicita scena di sesso lesbo, ndr)”, risponde il regista a chi gli chiede delucidazioni sulla tanto chiacchierata sequenza del cunnilingus presente stavolta (oltre dieci minuti di sequenza), protagonista Ophélie Bau, che ieri sera è misteriosamente sparita durante la proiezione di gala e questa mattina ha disertato photocall e press conference del film.

Inizialmente annunciato di 4 ore, il film è stato presentato al Festival in una versione di 3 ore e 28 minuti, gran parte delle quali ambientate all’interno di una discoteca.

Il Cast – Foto Karen Di Paola

“Quello che volevo era provare a descrivere le cose attraverso il movimento, filmare la magia del corpo. È l’aspetto metafisico del corpo quello che volevo ritrarre. Anche se capisco che non tutti condividono il modo in cui guardo gli altri, ma penso che sarebbe triste se tutti guardassero un film esattamente allo stesso modo”.

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