In nome del Natale popolare

"Faccio ridere la gente da tanti anni ormai, questo è un film senza messaggi", dice Massimo Boldi. Che anticipa di nuovo le feste, con Salemme e la Canalis: "Io e Clooney? Attori di calibro leggermente diverso..."
24 Novembre 2010
In nome del Natale popolare

“E’ un film prettamente dedicato al Natale. Ho sempre fatto film popolari, mi piace far ridere il pubblico che mi vuole bene, che ormai è formato da tre generazioni di spettatori”. Così Massimo Boldi presenta la sua ultima fatica, A Natale mi sposo, quarto “cinepanettone” in solitaria dopo la separazione artistica con Christian De Sica e la Filmauro di De Laurentiis, diretto da Paolo Costella e in uscita venerdì 26 novembre distribuito da Medusa in ben 550 copie. “Dopo Olè, Matrimonio alle Bahamas e La fidanzata di papà abbiamo voluto inserire nel titolo la parola Natale – dice ancora Boldi – anche perché seppur ‘logo’ ormai abituale della Filmauro credo di poter dire che in qualche modo appartenga un po’ anche a me, visto che ci ho lavorato per 25 anni”. Ma inizialmente titolo e location del progetto erano altre: “Volevamo girare il film nel 2009, si doveva chiamare Matrimonio alle Hawaii – racconta l’attore – ma poi in quel periodo eravamo tutti impegnati sulla lavorazione di una fiction e l’anno successivo era possibile girare in inverno, quindi ho pensato di tornare ad un’ambientazione montana, sulla neve, e abbiamo scelto St. Moritz. Alla fine siamo riusciti a coniugare due avvenimenti gioiosi, il Natale e il matrimonio”.
Cuoco di un ristorante tipico romano, Gustavo (Boldi) viene per errore ingaggiato per il catering di un matrimonio chic nella località svizzera, organizzato dai genitori (Salemme e Brilli) della giovane Chris (Lucrezia Piaggio), innamorata però proprio del figlio dello chef, Fabio (Jacopo Sarno). Il quadro sarà ulteriormente complicato dalla presenza congiunta dello “staff” di Gustavo (Enzo Salvi, al nono film con Boldi, e Massimo Ceccherini) e delle “wedding planner” interpretate da Teresa Mannino ed Elisabetta Canalis: “Non ho avuto nessun tipo di suggerimento da parte del mio fidanzato – dice la soubrette/attrice – anche se mi è capitato molte volte di essere sui set di alcuni suoi film, sempre in qualità di osservatrice. Poi, va detto, io e Clooney siamo due attori di calibro leggermente diverso…”. In attesa di sapere se un giorno mai Elisabetta e George divideranno anche le scene, all’orizzonte sembra profilarsi un’apertura da parte di Boldi al ritorno in coppia con De Sica: “Magari, forse, vedremo”, le tre parole utilizzate dall’attore, che spiega: “Con Christian siamo amici da una vita ormai e non è vero che abbiamo litigato, certo c’è stato qualche botta e risposta successivo alla separazione, ma nulla di più. Oggi ho ricevuto un sms da parte sua, mi mandava il suo in bocca al lupo per il film”. Che ancora una volta non sembra passare il test antivolgarità: “Francamente – conclude Boldi – trovo molto più volgare quello che vedo in televisione tutti i giorni, nella politica e addirittura quando davanti alle scuole ascolto il modo in cui certe mamme si rivolgono ai propri figli. Nel nostro film la volgarità è in certi frangenti giustificata, come nelle scene del ristorante, che si chiama non a caso ‘Parolacce e supplì’, e tutto sommato alcune forzature sono a volte necessarie per caratterizzare il genere di film: anche i recenti Benvenuti al Sud e Maschi contro femmine non mi sembrano film per educande”.

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