Il 25 aprile con i Taviani

Rai Movie per la Liberazione programma La notte di San Lorenzo, preceduto da Nascita di una formazione partigiana di Ermanno Olmi
Il 25 aprile con i Taviani

Paolo Taviani è felice che La notte di San Lorenzo vada in onda proprio il 25 aprile su Rai Movie (11.10), preceduto di qualche ora (08.10) dal documentario Nascita di una formazione partigiana coprodotto dalla Rai e diretto nel 1973 da Ermanno Olmi. Tante volte Paolo e suo fratello Vittorio, che ci ha lasciati il 15 aprile di un anno fa, hanno parlato del loro film; eppure dopo quasi quarant’anni l’entusiasmo contagioso che ha Paolo nel raccontare questo capolavoro è rimasto identico.

Il film si ispira a una parte della vita dei due registi toscani, testimoni nel 1944 dei fatti di San Miniato dove erano nati: durante un bombardamento dell’artiglieria americana fu colpita involontariamente la chiesa della cittadina, dove si erano rifugiati molti cittadini su suggerimento, dato in buona fede, del sacerdote a sua volta consigliato dai nazifascisti. I morti furono quasi 60. Per molto tempo quella di San Miniato fu ritenuta una delle tante stragi nazifasciste. Nel prosieguo degli anni, incontrando i testimoni di quella tragedia e ascoltando i loro racconti, i Taviani notavano le diversità delle loro versioni. Sembrava di assistere a Rashomon, il film di Akira Kurosawa; solo che in questo caso la gente era in buona fede. Ciò consentì ai Taviani di smarcarsi da eventuali influenze che potevano arrivare dal neorealismo per dare libero sfogo alla loro creatività, alla loro fantasia. Le intenzioni dei Taviani erano quelle di raccontare una favola, seppur drammatica, e la prima cosa fu quella di cambiare nome alla città chiamandola San Martino.

La sceneggiatura, scritta dai due registi insieme al loro storico produttore Giuliani G. De Negri, con la collaborazione di Tonino Guerra, fu proposta a Rai1 Paolo Valmarana con Emmanuele Milano, rispettivamente capo struttura e direttore della rete, ne furono entusiasti: gli unici a non lamentare “un altro film sulla Resistenza”. Sul set Valmarana esercitava il suo ruolo con discrezione, limitandosi a esprimere la sua eventuale critica rilevando che la sequenza appena girata non lo emozionava. E come Paolo afferma ancora oggi, spesso Valmarana aveva ragione.

I Taviani sono da sempre grati alla Rai per il decisivo aiuto dato ai loro film. Paolo ama citare un vecchio articolo di Variety in cui si sosteneva che la Rai era “la versione positiva del rapporto spesso conflittuale fra cinema e tv”. Per la celebre sequenza della battaglia nel campo di grano, i registi dovettero ricorrere a degli speciali “camminamenti” posizionati all’interno del campo perché, a causa delle novità introdotte nella meccanica e chimica agricola, le spighe degli anni ’80 erano più corte di quelle di quarant’anni prima, tali da impedire ai “partigiani” di nascondersi ai “nazifascisti” come invece avvenne nella realtà.

Fotografo di scena era Antonio Monda, oggi noto giornalista e direttore artistico della Festa del Cinema di Roma, il quale chiese di fare l’aiuto regista, ma per mancanza di spazio dovette accontentarsi di essere assistente alla regia non accreditato. Monda rammenta che le riprese dei primi due giorni furono effettuate in 16mm a causa del budget ridotto, poi ci pensò De Negri a trovare il denaro necessario affinché il film fosse girato in 35mm. Monda restò colpito dal metodo di lavoro dei Taviani che giravano un’inquadratura a testa, concordata fra i due registi la sera prima.

La filastrocca che recita la bambina serve a esorcizzare la sua paura: un po’ quello che fa Giulio Manieri, il protagonista di San Michele aveva un gallo, che i Taviani avevano realizzato dieci anni prima. La sequenza dell’uccisione del fascista Giglioli ancora oggi rimane impressa nella memoria: non a caso l’immagine scelta per la locandina vede Giglioli trafitto da un mucchio di lance scagliate da soldati dell’antica Grecia: una meravigliosa metafora della civiltà che vince sulla barbarie.

Del film non si può non citare la splendida partitura di Nicola Piovani, una delle più belle della storia del cinema italiano. In un’intervista Vittorio Taviani sostenne che guardare La notte di San Lorenzo era come fare un “viaggio durante il quale si ascolta una storia bella e lontana come sono spesso quelle raccontate da John Ford”.

Scheda del film

La notte di San Lorenzo di Paolo e Vittorio Taviani – 1982 – 105’

Con Omero Antonutti, Claudio Bigagli, Paolo Hendel, David Riondino

Toscana, estate 1944. Alcuni cittadini di San Martino, piccolo borgo ai piedi dell’Appennino, comprendono che l’ordine dato dai nazisti di radunare l’intera popolazione nella chiesa del paese nasconde l’intenzione dei tedeschi di sterminarla. Conscio dell’imminente arrivo degli alleati, Galvano (Antonutti), un anziano contadino, convince un gruppo di suoi amici e conoscenti a fuggire verso sud, per andare incontro agli anglo-americani. Durante la marcia verso la salvezza, i fuggitivi vengono intercettati da una pattuglia fascista: lo scontro è durissimo, ma la liberazione non è lontana.

Produzione Ager Cinematografica-Rai1. Distribuzione Cidif. Premio Speciale della Giuria e Premio Ocic Festival di Cannes 1982. Uscita al cinema 16 settembre 1982. Prima tv su Rai1 4 marzo 1984. David di Donatello 1983 miglior film, regia, produzione, fotografia e montaggio. Nastro d’Argento 1983 miglior regia.

 

Fonti

Conversazione di Paolo e Vittorio Taviani con Isabella Morandini, Cannes maggio 1982

Gian Piero Brunetta Storia del cinema italiano, Editori Riuniti 1993

Paolo Paoletti 1944 San Miniato: tutta la verità sulla strage, Mursia 2000

Leonardo Paggi (a cura di) Stragi tedesche e bombardamenti alleati, Carocci 2005

Conversazione con Paolo Taviani, 10 aprile 2019

Conversazione con Antonio Monda, 10 aprile 2019

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