Festival a tutto Rondi

"Gioioso di sentire tutta Roma intorno a noi", dice il neo-presidente. Che illustra le novità dell'edizione 2008
11 Luglio 2008
Festival a tutto Rondi

“Sulla linea di Cannes, Berlino, Locarno e di altre manifestazioni europee, ho deciso di cambiare nome: da Festa del Cinema a Festival Internazionale del Film di Roma”. Questo il biglietto da visita di Gian Luigi Rondi, 88enne decano dei critici italiani, nelle nuove vesti di presidente della kermesse capitolina. Per delineare l’identità della terza edizione del festival romano, in programma dal 22 al 31 ottobre, con budegt “decurtato” a 15 milioni e mezzo di euro, Rondi cita l’amico defunto René Clair, secondo il quale “è facile fare un film che piaccia alla critica o farne uno che incontri il favore del pubblico, difficile, viceversa, realizzarne uno che soddisfi entrambi”: “Noi cerchiamo questo doppio consenso, puntando non sul cinema d’arte, ma su quello suscettibile di interessare sia la critica che il pubblico”. Undici i punti del nuovo regolamento dell’edizione 2008, con sostanziali modifiche, a partire dai nomi: la neonata “Selezione Ufficiale” raggrupperà “Anteprima” (ex Première), con 8 titoli, e “Cinema 2008” (12 titoli), vetrine competitive per film inediti in Italia, se italiani, e, se stranieri, inediti nel paese d’origine: tutti i titoli saranno votati plebiscitariamente dal pubblico, che assegnerà il Marc’Aurelio d’Oro al miglior film (75.000 euro), e da una giuria di sette critici internazionali (per l’Italia Edoardo Bruno), che assegnerà tre Premi al miglior film (75.000 euro), attore e attrice; “L’Altro Cinema” (ex Extra), “dedicata a ricerca, documentari, tendenze, scuole, retrospettive e digitale, perché a Roma – dice Rondi – deve essere rappresentato tutto il cinema”; “L’occhio sul Mondo” (ex Focus), sulle cinematografie più innovative, quest’anno tocca al Brasile; omaggi ad Alida Valli, con la proiezione di Senso e del doc. Ricordando Alida Valli girato dal nipote Pierpaolo De Mejo; Dino Risi, con una mostra fotografica; Nino Manfredi, con il suo ultimo film, girato in Spagna, La fine di un mistero, e il suo primo da regista, l’episodio Avventura di un soldato in L’amore difficile; e le riconfermata Alice nella Città, con un premio al miglior film di 25.000 euro, e la Business Street, che cambia nome in “Mercato del Film”; gli Stati Generali del Cinema, ancora work in progress, per fare il punto sulla situazione del cinema italiano con industria e istituzioni, con un occhio di riguardo alle msiure anti-pirateria.
Riconfermati anche i cinque direttori, Piera Detassis, direttrice di Anteprima, svolgerà pure le funzioni di “coordinatrice, per – dice Rondi – evitare sovrapposizioni e accavallamenti tra le varie sezioni”. “Simbolo e segno del Festival di Roma – prosegue Rondi – saranno anche le mostre: “C’era una volta il ’48”, da La terra trema di Visconti a Oliver Twist di David Lean, e l’esposizione ideata da Cronenberg, con fotogrammi dei suoi film manipolati digitalmente e trasposti su tela. Cronenberg sarà anche protagonista di un incontro col pubblico, moderato da Mario Sesti e Antonio Monda, come pure Michael Cimino, che porterà sul Tevere le migliori scene di ballo del cinema mondiale.
Un Festival che si allargherà, secondo tradizione, a tutta la città, coinvolgendo cinema, associazioni culturali, il Palazzo delle Esposizioni, mentre, rispetto alle due precedenti edizioni, si cercherà di contenere il numero dei film in cartellone “per non costringere i critici, come accadeva a me gli anni scorsi, a dover rinunciare a qualcosa”. Se con i David di Donatello, dopo i vociferati apparentamenti, si parla ora solo di sinergie, e il tappeto rosso è salvo ma strettamente funzionale ai film, per Rondi la vera novità che Roma rappresenta nella sua lunghissima e onorata carriera è “la gioia di sentire per la prima volta tutta una città attorno a un festival”.

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