Fandango non è una commedia

"Non può essere l'unico modo di raccontare", dice Procacci. Che presenta il listino 2011: da Diaz al veneziano On the road
1 Luglio 2011
Fandango non è una commedia

“La commedia non può essere l’unico modo di raccontare una storia. Anche se il discorso incassi pende da quella parte, non deve diventare una costrizione, perché è un fenomeno passeggero . E non sono certo le commedie ad avere un mercato estero”. Così Domenico Procacci, presentando il listino Fandango 2011: otto film d’autore, di cui cinque italiani, tra cui spicca Diaz. Don’t clean up this blood di Daniele Vicari, sui fatti del G8 di Genova del 2001. Fandango non ha trovato in Italia co-finanziatori per Diaz, che produrrà con una società francese e una romena. “Sapevo sarebbe stato un film difficile, ma non che non ci fosse alcuna collaborazione: la Fandango copre il 70% delle spese, e quindi sarà un film indipendente”, attualmente e per altre sei settimane negli studi a Bucarest e  poi per una settimana a Genova.
Nella prossima stagione, poi, Fandango porterà in sala tre film tratti da romanzi italiani: Gli sfiorati di Matteo Rovere, da Sandro Veronesi, Ruggine di Daniele Gaglianone, dal romanzo omonimo di Stefano Massaron e Il Paese delle spose infelici di Pippo Mezzapesa, tratto da Mario Desiati. Non solo, molto probabilmente in cartellone alla Mostra di Venezia sarà On the road di Walter Salles, dal capolavoro di Jack Kerouac. Targati Fandango anche l’opera prima del fumettista Gipì (Gianni Pacinotti), L’ultimo terrestre, La fuga di Joshua Marston e Il sentiero di Jasmila Zbanic.

Lascia una recensione

Lasciaci il tuo parere!

avatar
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy