Elisabetta Sgarbi a Trieste

La regista a CinemaXXI con le musiche di Franco Battiato per Il viaggio della signorina Vila: "Ho scoperto un universo"
16 Novembre 2012
Elisabetta Sgarbi a Trieste
Il viaggio della signorina Vila

“E’ il primo film di un progetto più ampio su Trieste, ho una passione fortissima per il cinema dal ’99 e rischio di diventare prolissa, ma come un editor aiuta lo scrittore, qui a contenermi sono stati i produttori”. Così la regista e direttore editoriale di Bompiani Elisabetta Sgarbi presenta Il viaggio della signorina Vila, storia d’amore, passato e memoria, lingue e frontiere, poeti e futuro di Trieste, al festival di Roma nella sezione CinemaXXI.
Con le voci recitanti di Toni Servillo e Lucka Pockaj, la partecipazione di Claudio Magris, Luciana Castellina, Mauro Covacich e tanti altri, si ispira a due testi che nel 2012 compiono cent’anni: Il mio Carso di Scipio e Irredentismo adriatico di Angelo Vivante.  “A Trieste ho scoperto un universo, e questo film avrà un seguito: qui passato e frontiere, il prossimo sarà più verso la città come è oggi”, dice la Sgarbi, che non passa per ora alla fiction perché “è complicato trovare fondi, risorse, e non ho abbastanza energie, sebbene un film di finzione mi piacerebbe molto”. 
A comporre le musiche ritorna Franco Battiato: “Ama sperimentare e riuscire a farlo non è così scontato: per l’amplificazione del respiro della natura le sue musiche erano assolutamente indispensabili”, dice la Sgarbi, mentre a lavorarci insieme Battiato ribatte di “non  essersi mai abituato, è gelosissima del suo materiale, le chiedevo di mandarmi qualche immagine, e accampava scuse incredibili, mandandomi solo indicazioni tipo “palude antropofaga, cimitero ebraico”…”.
Co-sceneggiatore, Eugenio Lio definisce Il viaggio della signorina Vila “non un film documentario, ma un racconto, una raccolta di testimonianze con valore archeologico”. Viceversa, a Battiato si chiede del suo presente e futuro da amministratore alla Regione Sicilia: “Dopo 30 anni che frequento l’aeroporto di Catania, oggi mi han detto: “Buongiorno assessore”. Ma io non tratto l’amministrazione, bensì cultura, e mi servono soldi per questo. Ho rinunciato all’assessorato, perché avrei dovuto cambiare lavoro: faccio solo eventi a cui tengo nell’ambito dello spettacolo, e ci metto anche fisica quantistica. Non mi va di prendere ufficialmente le distanze dalla politica, ma è così: non ho rapporti, mi son fatto costruire difesa anche qui, non ho a che fare con i politici, se non con il presidente della Regione Rosario Crocetta, che si è dimostrato spericolato: sto con lui”. E sul fronte cinema? “Aspetto da tre anni il finanziamento per un progetto su Hendel, che forse non arriverà, ma non mi metto a piangere per questo”.

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