Ciak d’Oro, La grande bellezza

Al film di Sorrentino 8 premi, buon successo anche per Il capitale umano di Paolo Virzì
3 Giugno 2014
Ciak d’Oro, La grande bellezza
La grande bellezza

Straordinaria edizione dei Ciak d’Oro nel segno del grande cinema d’autore con respiro internazionale, ma anche della grande tradizione della commedia italiana rivisitata dalla nuova generazione di registi. Nella serata dei premi ideati da Ciak, il mensile di cinema edito da Visibilia e diretto da Piera Detassis, trionfano infatti La grande bellezza di Sorrentino e Il capitale umano di Virzì. La consegna dei Ciak d’Oro 2014 (che prendono in considerazione i film usciti tra il 1° maggio 2013 e il 30 aprile 2014) avrà luogo questa sera a Roma, per la prima volta, nello spettacolare scenario della terrazza del Vittoriano. Dopo quindici anni l’Italia è tornata a vincere un Oscar con La grande bellezza, film che conquista anche i lettori del mensile e la giuria dei critici, aggiudicandosi 8 Ciak d’Oro: Miglior attore Toni Servillo (che già nel 2013 lo aveva ricevuto per Viva la libertà di Roberto Andò), Migliori attori non protagonisti Sabrina Ferilli e Carlo Verdone, Migliori Produttori a Francesca Cima e Nicola Giuliano di Indigo Film. Al capolavoro di Paolo Sorrentino vanno inoltre i premi per la Miglior Fotografia, la Miglior Scenografia, i Migliori Costumi e l’importantissimo riconoscimento come Miglior Film dell’anno.

A Paolo Virzì e al suo Il capitale umano vanno ben 4 Ciak d’Oro, tra i quali Miglior Regia e Migliore Sceneggiatura. A Valeria Bruni Tedeschi, per il personaggio di Carla Bernaschi, va invece il riconoscimento come Miglior attrice protagonista e, a sottolineare un’edizione particolarmente rosa, a Cecilia Zanuso sarà consegnato il Ciak d’Oro per il Miglior Montaggio.
La vita di Adele di Abdellatif Kechiche (Palma d’oro 2013) ottiene il Ciak d’Oro come Miglior film straniero. Monica Bellucci riceve dalla redazione del magazine il Superciak d’Oro Femminile per l’intelligenza con cui ha saputo condurre la propria carriera tra cinema popolare e cinema d’autore in una chiave internazionale e da grande star. Il premio è firmato per la prima volta anche da Chopard, tra i marchi più celebri dell’alta orologeria e gioielleria.
Annata ricca e importante anche per Claudio Amendola che vince il Superciak d’Oro Maschile non solo per la bravura e simpatia d’interprete, ma per il passaggio felice alla regia con La mossa del pinguino.

Il premio Ciak-Alice Giovani (nato dalla collaborazione del magazine con Alice nella Città, Sezione indipendente e autonoma del Festival Internazionale del Film di Roma), dedicato alle migliori pellicole italiane rivolte al mondo dei ragazzi e assegnato alla commedia La mafia uccide solo d’estate di Pif. La vera sorpresa è rappresentata dai due riconoscimenti al film Smetto quando voglio del salernitano Sydney Sibilia, votato come Miglior rivelazione dell’anno e per il Miglior manifesto. Miele, esordio alla regia di Valeria Golino, pellicola rara su un tema tabù come il suicidio assistito, guadagna il titolo di Miglior Opera prima.
Il Ciak d’Oro per il Miglior suono in presa diretta va a Gianfranco Rosi per il suo documentario Sacro Gra, già Leone d’oro alla Mostra di Venezia. Il compositore e musicista Pasquale Catalano conquista il premio Miglior colonna sonora per Allacciate le cinture, mentre Tutta colpa di Freud di Daniele Silvestri è stata eletta Miglior canzone originale.
Infine il Ciak d’Oro Bello & Invisibile, destinato dalla redazione del magazine ad un film di grande qualità non abbastanza gratificato al box office, va quest’anno a L’arte della felicità di Alessandro Rak.

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