(Cinematografo.it/Adnkronos) - "Se potessi avere un potere magico, sceglierei che tutti, dai 18 anni, andassero a votare alle elezioni americane".

Adorabile "maga" nel film The house with a click in its wall (Il mistero della casa del tempo) Cate Blanchett oggi alla Festa di Roma presenta il film diretto da Eli Roth con grande, ’magica’ lucidità.

"La democrazia deve essere obbligatoria - dice l’attrice con un riferimento, nemmeno troppo velato, alla presidenza Trump -. Votare è una responsabilità di massa, perché il voto americano condiziona il mondo ovunque".

La pellicola della quale è coprotagonista - nelle sale italiane dal 31 ottobre con 01 distribution - racconta l’avventura, magica e misteriosa, di Lewis, un ragazzino di 10 anni che si trasferisce a vivere nella casa dell’eccentrico zio Jonathan, una dimora che nasconde un mondo segreto ricco di magie, streghe e misteri. Presto, Lewis scoprirà che lo zio e la sua migliore amica sono due potenti maghi che lo coinvolgeranno in una missione segreta: scoprire l’origine del ticchettio di un orologio nascosto da qualche parte nei muri di casa.

"Mi è piaciuta molto la sceneggiatura - dice Blanchett - perché il messaggio per i ragazzi è molto positivo. La magia è cambiare il piombo in oro, poter modificare le cose. Non vuole fare sermoni, ma trasmette il messaggio che non devi farti sopraffare dalle etichette che ti mettono addosso, puoi reagire".

E sulla reazione agli insuccessi, l’attrice da due Premi Oscar che nel pomeriggio sarà anche protagonista regala una splendida lezione: "Quando arrivi alla mia età e sei così fortunato da avere dei premi, capisci che ciò che ti rende indomito sono i fallimenti, non i successi. Non impari dal successo, è il fallimento che ti indica i varchi, le strade nuove da seguire", dice, perché la vera sfida è "rafforzarti, imparare ad avere coraggio, ma non perdere il cuore".

Cate Blanchett

 

E a chi le chiede come si sia preparata per interpretare l’eccentrica Mrs Zimmerman, e se abbia attinto alla sua esperienza di madre adottiva (nel film il piccolo protagonista viene adottato da lei e dallo zio), l’attrice sorprende tutti sparigliando le carte: "Contrariamente a quanto si crede, come attrice non penso a me quando creo un personaggio - rivela- Io sono annoiata da me stessa, non voglio portare la mia esperienza sullo schermo. Voglio portare l’esperienza di altri".

Nel farlo, emerge però chiara l’idea di famiglia che Blanchett concepisce: "Nella storia raccontata dal film c’è una famiglia che si è spezzata e si ricrea in un altro modo. Le famiglie si formano in tanti modi, e personalmente non c’è nessuna differenza tra l’amore che provo per mia figlia adottiva e i miei figli naturali".