A Venezia76 la storia del vescovo Jan Vojtassak

Mostrata in anteprima parte del docufilm di Alberto Di Giglio e Luigi Boneschi
A Venezia76 la storia del vescovo Jan Vojtassak
Da sinistra: Gianpaolo Romanato, Alberto Di Giglio, Don Peter Jurcaga e Andrea Fagioli. Foto di Margherita Bagnara

Prosegue la 76° edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e proseguono gli incontri allo Spazio FEdS. Non solo talk, personalità d’eccezione e presentazioni letterarie, anche vere e proprie anteprime.

“A settembre verrà rilasciato il docufilm sullo storico vescovo slovacco Jan Vojtassak” dichiara Andrea Fagioli, critico cinematografico dell’Avvenire, “sottotitolato I Giorni dei Barbari, si ispira alla terribile notte dei barbari, nell’aprile del 1950, in cui furono soppressi gli ordini religiosi e perseguitati i preti e i religiosi che non rinunciarono alla propria fede”.

Alla roundtable sono presenti anche il regista Alberto Di Giglio, lo storico Gianpaolo Romanato, peraltro presente nel lungometraggio come parte delle molte testimonianze, e Don Peter Jurcaga, che è postulatore della causa di beatificazione in corso dello stesso Vojtassak.

“Siamo molto onorati di presentare la vita del vescovo qui alla Mostra del Cinema di Venezia” replica proprio Don Peter, “una vita in grado di sopportare l’ingiustizia e la sofferenza, in 24 anni di carcere, in condizioni di salute critiche e che, nonostante ciò, non perse mai l’ottimismo, anzi”.

E prosegue: “Vojtassak diede un’enorme testimonianza della Fede, ridando speranza anche a chi, come lui, soffriva a causa del proprio credo. Era perseguitato perché, Vescovo della Chiesa Cattolica, rifiutò di scendere a compromessi col regime comunista. Quest’ultimo, allora, non solo volle annientarlo ma anche cancellarne la memoria. Ma lui rimase nei cuori dei fedeli”.

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Foto di Margherita Bagnara

Un docufilm sulla figura di questo martire, dunque, costretto al carcere per 24 anni. “In parte fiction, in parte repertorio, in parte materiale inedito e testimonianze” spiega ancora Fagioli, introducendo la visione in anteprima.

Parla quindi uno dei registi, Alberto Di Giglio: “Vorrei ringraziare tutta la squadra, che ha dato il meglio di sé per questo lavoro. Inoltre, per girare le parti di fiction, siamo stati accolti dal popolo slovacco con straordinaria disponibilità. Abbiamo fatto tesoro di quest’esperienza, cercando di ricostruire il clima storico ma anche il volto, la voce e l’anima di Vojtassak: Una sfida non da poco”.

Si aggiunge al coro di voci che compone il racconto, dentro e fuori dal film, il Prof. Gianpaolo Romanato: “I preti erano trattati alla stregua di criminali. Bastava che trovassero loro addosso qualsiasi oggetto, un libro o un sacchetto di monete, che erano considerate spie dell’Occidente”, e inoltre “la Chiesa Cattolica predica il paradiso, pertanto fu osteggiata dal comunismo, che il paradiso vuole ricrearlo in terra”.

Chiude l’incontro la testimonianza di Mons. Davide Milani, Presidente FEdS: “Davanti a storie come questa mi viene da chiedermi: cosa sono disposto a dare per ciò in cui credo? Come Fondazione Ente dello Spettacolo lasciarci coinvolgere da opere come questa è parte del nostro lavoro, perché riguardano le istanze fondamentali dell’Uomo, la ricerca del senso della sua vita”. E conclude: “Importante che film come Vojtassak – I giorni dei barbari circolino negli ambienti del cinema e siano intellegibili da tutti”.

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