Speriamo che sia femmina

ITALIA, FRANCIA 1985
In un bel casale di campagna di proprietà del conte Leonardo, vive la moglie Elena, che lo ha lasciato da anni per via dei suoi continui tradimenti, insieme alla figlia minore Malvina, al vecchio zio Gugo e alla bambina di sua sorella Claudia, che vive a Roma dove fa l'attrice. Mentre la figlia si occupa dei cavalli, Elena gestisce la proprietà con l'aiuto dell'amministratore con cui ha una relazione da anni, il fattore Nardoni. In casa si serve dell'aiuto della fida domestica Fosca, madre anche lei di una ragazzina. Un giorno Leonardo, che vive a Roma con Lolli, la sua amante, arriva per chiedere ad Elena l'ennesimo prestito perché vuole realizzare un progetto: riaprire e sfruttare le vecchie terme che esistono nelle sue terre. Ma Elena è carica di debiti e lo stesso amministratore, esaminati i progetti e i documenti, sconsiglia un'operazione così costosa ed impegnativa. Mentre arriva nella tenuta anche Francesca, la figlia maggiore di Elena e Leonardo, insieme al nuovo fidanzato, specializzato in glottologia, del quale la ragazza è anche l'assistente, Leonardo muore in un malaugurato incidente d'auto sotto gli occhi dello zio Gugo, un vecchio bislacco, ma ben voluto da tutti. Il luttuoso evento ha effetti disgreganti: Elena decide di vendere la tenuta all'amministratore, Malvina decide di cercare lavoro a Roma, Claudia pensa di riportarsi nella Capitale la bambina e perfino Fosca è ormai convinta che sarebbe l'ora di partire con la figlia per l'Australia, dove da anni vive il marito. Dopo che lo zio Gugo è stato, sia pure con rammarico, sistemato in un gerontocomio, tutto è finalmente pronto per il contratto di vendita. Ma ecco che tutto precipita. Francesca torna a casa dopo aver piantato il suo professore, del quale è rimasta incinta; si presenta Lolli, piena di debiti per i lavori di ristrutturazione della sua palestra, per riavere i milioni prestati a Leonardo, mentre lo zio Gugo, scappato dal gerontocomio, torna nella sua stanza e Fosca rinuncia al suo viaggio, dato che, a quanto le comunica il parroco del paese, l'emigrato ora ha in Australia un'altra moglie e tre bambini. Per fare l'"en-plein", anche l'attrice ha lasciato Roma e se ne torna al casale, dopo aver rotto con l'amante cittadino. La decisione di Elena è una sola: non si darà luogo a nessuna vendita e tutte resteranno unite, con cambiali in scadenza e problemi a non finire, probabilmente senza più amministratore, ma lavorando, aiutandosi e volendosi vicendevolmente bene. Tanto più che pochi mesi dopo ci sarà un nuovo arrivato. Sperando, comunque, che sia femmina.
SCHEDA FILM

Regia: Mario Monicelli

Attori: Liv Ullmann - Elena, Catherine Deneuve - Claudia, sorella di Elena, Philippe Noiret - Leonardo Torrisi, Bernard Blier - Zio Gugo, Giuliana De Sio - Francesca, Stefania Sandrelli - Lolli, Athina Cenci - Fosca, la tata, Lucrezia Lante della Rovere - Malvina, Paolo Hendel - Giovannini, Giuliano Gemma - Il fattore Carlo Nardoni, Adalberto Maria Merli - Cesare Molteni, l'amante di Claudia, Ron - Se stesso, Carlo Monni - Il camionista, Paul Müller - Il sacerdote che dirige l'ospizio, Nuccia Fumo - Signora Nardoni, madre di Carlo, Francesca Calò - Martina, Simona Cera - Imma, Enio Drovandi - Don Maurizio, Riccardo Diana

Soggetto: Tullio Pinelli

Sceneggiatura: Leo Benvenuti, Piero De Bernardi, Suso Cecchi d'Amico, Tullio Pinelli, Mario Monicelli

Fotografia: Camillo Bazzoni

Musiche: Nicola Piovani

Montaggio: Ruggero Mastroianni

Scenografia: Enrico Fiorentini

Arredamento: Giancarlo Capuani

Costumi: Ezio Altieri

Aiuto regia: Giacomo Campiotti, Riccardo Milani - assistente, Francesco Pietro Germi - assistente

Altri titoli:

Let's Hope It's a Girl

Pourvu que ce soit une fille

Durata: 114

Colore: C

Genere: COMMEDIA

Specifiche tecniche: 35 MM, PANORAMICA, TELECOLOR

Produzione: GIOVANNI DI CLEMENTE PER CLEMI CINEMATOGRAFICA (ROMA), LES PRODUCTEURS ASSOCIES (PARIGI)

Distribuzione: CDE (1986) - COLUMBIA TRISTAR HOME VIDEO, CDI HOME VIDEO, MFD HOME VIDEO

NOTE
- DAVID DI DONATELLO 1986: MIGLIORE SCENEGGIATURA, MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA (BERNARD BLIER), MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA (ATHINA CENCI), MIGLIORE PRODUTTORE (GIOVANNI DI CLEMENTE), MIGLIORE MONTAGGIO, MIGLIOR FILM, MIGLIORE REGISTA.

- NASTRO D'ARGENTO 1986 MIGLIOR FILM, MIGLIORE SCENEGGIATURA, MONTAGGIO.
CRITICA
"Un grande successo della stagione '86. Monicelli, dietro l'apparenza dell'apologo femminista, continua a portare acqua al mulino del maschio. Grandi pezzi di recitazione, un divertente Blier nel ruolo dello zio rimbambito e una bella colonna sonora di Nicola Piovani". (Francesco Mininni, 'Magazine italiano t'v)

"Tutto il film meriterebbe di essere analizzato scena per scena per la ricchezza della tessitura narrativa, l'impasto e la varietà dei toni drammatici, umoristici e grotteschi, la splendida galleria di ritratti femminili." (Laura e Morando Morandini, 'Telesette')