X-Men 2

X2

USA - 2003
Gli X-Men sono di nuovo in azione. Questa volta la loro missione consiste nel dare la caccia ad un mutante assassino che vuole attentare alla vita del Presidente mentre l?Accademia dei Mutanti è attaccata da ingenti forze nemiche. A contatto quotidiano con le diffidenze di una società che li mal sopporta, i mutanti devono fronteggiare anche un nemico imprevisto, un altro mutante con poteri incredibili che lancia un attacco devastante. La notizia dell?attacco provoca una protesta nei confronti dei mutanti. In tale ambito sono in molti a chiedere la reintroduzione del Mutant Registraction Act. Fra i più strenui difensori di questa idea William Stricker, un militare sospettato di aver condotto esperimenti sui mutanti.

CAST

NOTE

- EFFETTI SPECIALI DI TRUCCO: GORDON SMITH.

CRITICA

"Identico stile visivo del primo episodio, evoluzioni adeguate della cinepresa; però la sceneggiatura è distratta e il clima generale, freddino". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 3 maggio 2003)

"Per il regista Bryan Singer non c'è paragone fra il film archetipo della serie, sempre suo, e questo, che lui si rifiuta di considerare un 'sequel' perché è costato molto più in denaro, effetti speciali e abnegazione degli interpreti (prigionieri in un reticolo tecnologico che li rende ingiudicabili). Per quanto mi è parso di capire, in mezzo al fastidio dei botti e delle folgorazioni visive, 'X-Men 2' scopre un sottotesto interessante. Il problema riguarda infatti la scelta fra i possibili comportamenti della prima superpotenza mondiale di fronte a una minoranza (qui sono i mutanti, ma viene istintivo 'mutarli' in qualcosa di più reale): bisogna annientare i diversi o venire ai patti?". (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 3 maggio 2003)

"Una bella scommessa quella della Fox che, forte dell'incasso multimiliardario del primo 'X-Men' (2000) non ha esitato a giocare al rialzo per 'X-Men 2', portando a 120 milioni di dollari il budget e correndo l'ulteriore rischio di un'uscita planetaria concentrata fra il 30 aprile e il 2 maggio. Sulla carta, comunque, tutto fa pensare che il sequel avrà fortuna. Perché agli appassionati del numero uno non dovrebbe piacere questo secondo adattamento della popolarissima serie di fumetti della Marvel? Che offre, in versione più ricca e 40 minuti più lunga, la stessa miscela gotico-cibernetica-paranormale imbastita nel modo rapsodico e insensato oggi di moda. E bisogna aggiungere che il trentottenne Brian Singer non sarà l'autore sofisticato e intellettuale promesso da 'I soliti sospetti', ma è senz'altro un regista capace di dominare un set complicatissimo per quantità di personaggi, scene d'azione ed effetti speciali, assicurando un impeccabile smalto formale". (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 3 maggio 2003)

"Tornano i mutanti della Marvel in versione Singer (dai 'Soliti sospetti' in poi, alla perenne ricerca delle radici del male, sostenuto qui dalla mitologia del fumetto). Non più in lotta fra fazioni, ma coalizzati contro la peggiore delle minacce: l'homo sapiens. Meglio la seconda puntata della prima dove, più che altro, si facevano delle presentazioni". (Paola Piacenza, 'Io Donna', 17 maggio 2003)
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