World Invasion

Battle: Los Angeles

USA - 2010
2/5
World Invasion
Nel 2011 i casi di avvistamento degli UFO, finora sporadici eventi, sono diventati una minacciosa e terrificante realtà: un'invasione aliena sta infatti terrorizzando la Terra, distruggendo le più grandi e imporatanti città del pianeta. L'estremo baluardo diventerà la città di Los Angeles, dove un plotone di Marines, cercherà di fronteggiare l'attacco in un'ultima estrema, battaglia.
  • Altri titoli:
    World Invasion - Questo è solo l'inizio
    Battle:LA
    World Invasion: Battle Los Angeles
  • Durata: 120'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, FANTASCIENZA
  • Produzione: ORIGINAL FILM, RELATIVITY MEDIA, COLUMBIA PICTURES
  • Distribuzione: SONY PICTURES RELEASING ITALIA (2011)
  • Data uscita 22 Aprile 2011

TRAILER

RECENSIONE

di Manuela Pinetti
Quella che era apparsa come una pioggia di meteore - inspiegabilmente imprevista - si rivela ben presto un massiccio attacco alieno alla Terra. Di più: un programmatico sterminio per appropriarsi della risorsa più preziosa, l'acqua. Le forze extraterrestri sono numerose e implacabili e, città dopo città, il mondo intero soccombe; soltanto a Los Angeles uno sparuto gruppo di marines, guidati dal sergente Nantz (Eckhart), resiste eroicamente.
Nulla di nuovo all'ombra delle navi spaziali, dunque: l'orrore della colonizzazione, il coraggio e l'altruismo degli uomini e l'abbondante retorica di stampo patriottico (statunitense, chiaramente) sono posizionati in bella mostra, dove si aspetta che siano i clichè fondanti del genere.
Sorprende invece per audacia la scelta, in un film con un budget che sfiora i 100 milioni di dollari, di confinare l'azione esclusivamente nel perimetro dei protagonisti, con un approccio realistico/documentaristico che consente di mostrare battaglie a stretto contatto con il nemico, come in un tradizionale film di guerra. Senza tuttavia rinunciare alle pirotecniche esplosioni di rito, né agli onnipresenti televisori sintonizzati sui telegiornali del mondo.

CRITICA

"Da oltre un secolo il rapporto tra americani e presunti alieni si è sempre più arricchito di storie appassionanti. Da quel lontano 1897, quando Herbert George Wells pubblicò 'The War of the World', considerato come uno dei primi romanzi del genere fantascientifico. (...) Il realismo è garantito dalle innumerevoli sequenze sul genere reportage della CNN, oltre che da straordinari effetti speciali. L'utilizzo di tanta retorica militarista è giustificata dalla firma dello sceneggiatore, Christopher Bertolini, che aveva già scritto 'La figlia del generale' con John Travolta, mentre la regia di Liebesman, proveniente dall'horror ('Non aprite quella porta: l'inizio era abbastanza cattivo') costruisce sequenze ricche di suspence con attimi di puro terrore. Una su tutte, spicca la scena crudele in cui i soldati catturano un alieno e lo sezionano per capire quale sia il suo punto debole. Il tutto raccontato in stile notiziario dal campo di battaglia, con camera digitale, filmati internet ed effetti alla 'Cloverfiled'. Una pellicola tutta azione, con dialoghi all'osso confezionata non solo per un pubblico di adolescenti che sarà in anteprima a Bologna al Future Film Festival." (Dina D'Isa, 'Il Tempo', 13 aprile 2011)

"Fiacchissimo psuedorifacimento di 'Independence Day' che, pur con tutti i limiti di sceneggiatura, segnò il cinema della metà degli anni Novanta. Qui la storia manco c'è. Arrivano gli alieni, che si intravedono sempre da lontano oppure si scorgono in riprese televisive sgranatissime - e un gruppo di marines, stile 'Black Hawk Down' si mettono a fare gli eroi. La prima parte è quasi piacevole: c'è un forte realismo della messinscena e i combattimenti sono concreti. Poi il tracollo: la retorica militarista prende il sopravvento, i dialoghi precipitano nella banalità. Stesso discorso per i personaggi: il ragazzino eroico; il sergente coi sensi di colpa; il tenente pieno di dubbi; c'è persino una veterinaria che seziona un mostro alla ricerca del punto debole. Non inguardabile, come il terribile 'Skyline' ma vuoto, privo di spessore umano e di senso cinematografico. Con un cast oltretutto mal assortito (Michelle Rodriguez assieme a Aaron Eckhart) ed effetti speciali che lasciano molto a desiderare." (Simone Fortunato, 'Tempi', 21 aprile 2011)

"Gli alieni ricominciano a invadere il grande schermo e lo fanno a partire dalla Los Angeles di 'World Invasion', film catastrofico e fracassone diretto a fatica da Jonathan Liebesman. Sotto la patina fantascientifica la storia è sempre la stessa: yankee americani alla riscossa, questa volta camuffati da marines esaltati in guerra contro un nemico venuto dallo spazio. O è comunque un modo per parlare della lotta contro il terrorismo globale?" (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 22 aprile 2011)

"Ispirato alle fanta nevrosi di chi ha visto Ufo e aliens in cielo il bellicoso film di Liebesman inscena un attacco da alieni a Santa Monica. Bombe no stop per due ore con attori (Aaron Eckhart, la Rodriguez) e molto computer in montaggio alternato da Tg, ripetitivo, non emozionante e dialoghi di servizio con involontario umorismo. Molto rumore per nulla, noia disumana e senza causa tra sguardi virili, tute mimetiche, toni concitati e volti sudati di inutili eroi." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 22 aprile 2011)

"Il vero pericolo non viene dallo spazio ma dallo schermo e attenta la vostra capacità di stare svegli. Dovrebbe essere un film di fantascienza ma questo 'World Invasion' ricorda da vicino e fin da subito un 'War Movies' facendoci presto rimpiangere precedenti invasioni aliene ben più riuscite e coinvolgenti come il filosofico 'Indipendence Day' o il curioso 'District 9'. Qui, il sudafricano Jonathan Liebesman ('Al calare delle tenebre', 'Non aprite quella porta - L'inizio') fa un evidente verso al bellico 'Black Hawk Down' di Ridley Scott senza possederne, però, l'unghia artistica. Più simile, per certi versi, ad un fantadocumentario con quell'uso ripetuto e fastidioso (da mal di mare) delle riprese a mano (alla 'Cloverfield'), la pellicola non si discosta molto, ad esempio, dal più economico 'Skyline', autentico flop di questa prima parte di 2011." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 22 aprile 2011)

"Meglio il conflitto afghano che dal 2001 ad oggi ha visto morire millequattrocento soldati americani piuttosto che venire spazzati via giocando in casa. (...) Tutto 'World Invasion' di Jonathan Liebesman è infatti girato con stacchi velocissimi su camera a spalla freneticamente in movimento come la squadra di marine protagonista. Più che fantascienza una pellicola di guerra alla 'Black Hawk Down' tra vicoletti, stazioni di polizia abbandonate e cunicoli sotterranei di una Los Angeles messa a ferro e fuoco. Una sola faccia nota (il capo marine è un tormentato Aaron Eckhart) per quello che è un vero e proprio trionfo della volontà del guerriero americano. 'Ritirarsi? Mai!'. Se resisterete alla retorica militarista e alla regia affannata, potreste pure divertirvi. Almeno qui gli alieni non muoiono di raffreddore come ne 'La guerra dei mondi'." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 22 aprile 2011)

"Quello dei marines è il corpo speciale più nobilitato o esecrato del pianeta, a seconda dell'ottica guerrafondaia o pacifista di chi ne parla. 'World Invasion', comunque, si direbbe fatto per mettere d'accordo tutti. (...) Per gli stereotipi epico-patriottici e per la serietà priva di ironia del racconto, 'World Invasion' assomiglia a una pellicola hollywoodiana degli anni Cinquanta; però il sudafricano Jonathan Liebesman ha attualizzato la materia, conferendogli uno smalto adrenalinico da reportage: macchina a mano, fotografia decolorata, poche parole, gran caos, esplosioni e moltissima azione. Buona mano di regia, un protagonista giusto: agli appassionati del genere il film dovrebbe piacere." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 22 aprile 2011)
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