Wonder Woman

USA - 2017
2,5/5
Wonder Woman
Diana Prince era la principessa delle Amazzoni, cresciuta su un'isola paradisiaca al riparo dal mondo esterno e formatasi come guerriera invincibile. L'arrivo di un pilota americano, schiantatosi sulle coste e il suo racconto riguardo al violento conflitto che si sta scatenando oltre quei confini, inducono Diana a lasciare la propria casa, convinta di poter fermare la minaccia. Combattendo al fianco degli esseri umani in una guerra che porrà fine a tutte le guerre, lei scoprirà i suoi poteri e il suo vero destino.
  • Durata: 141'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, FANTASY, AVVENTURA
  • Specifiche tecniche: PANAVISION PANAFLEX MILLENNIUM XL2, 35 MM/65 MM STAMPATO A 35 MM/D-CINEMA (1:2.35), 3D - TECHNICOLOR
  • Tratto da: personaggio creato da William M. Marston
  • Produzione: CHARLES ROVEN, DEBORAH SNYDER, ZACK SNYDER, RICHARD SUCKLE PER ATLAS ENTERTAINMENT, CRUEL & UNUSUAL FILMS, DC ENTERTAINMENT, WARNER BROS., IN ASSOCIAZIONE CON RAT-PAC DUNE ENTERTAINMENT LLC
  • Distribuzione: WARNER BROS. PICTURES ITALIA
  • Data uscita 1 Giugno 2017

TRAILER

RECENSIONE

di Gianluca Arnone
C’è ormai un tale livello di standardizzazione tra i cinecomics che è diventato difficile distinguerli.
Superata la fase adulta del filone – culminata nella trilogia del Cavaliere oscuro di Nolan – si è tornati in modalità cazzeggio, con i tentpole Marvel più lesti di quelli DC nel catturare il nuovo Zeitgeist.
Addio dilemmi morali e spazio all’autoironia di vigilantes che esibiscono senza più remore la loro dimensione da luna park.

È cambiato il pubblico: bambini e teenager i nuovi committenti dello storytelling in calzamaglia. Nulla di strano dunque se la Warner/DC, dopo le batoste per le ultime cupe versioni di Superman e Batman e, di contro, la trionfale accoglienza riservata al ridicolissimo Suicide Squad, abbia virato su un registro decisamente più soft nel rieditare Wonder Woman, l’amazzone con superpoteri e il volto di Gal Gadot.

Una saga nata crossoverizzata (il personaggio era apparso prima in BatmanVSuperman) eppure singolare, per quelle atmosfere un po’ retrò e quei sincretismi esasperati capaci di mesciare cosmogonia greca, Grande guerra, feuilleton e tocchi steampunk. Soprattutto per quel gesto orgogliosamente femminista e politicamente opportun(istic)o di affidare a una regista donna, Patty Jenkins, la virago più nota del fumetto.

A posto così dunque? Dipende. Piace l’approccio romance (sparring partner un “imballato” Chris Pine) ed è apprezzabile il tentativo di rileggere le prime gesta big screen della Donna Prodigiosa come una sorta di educazione sentimentale. Tanta leggerezza però ha una controindicazione: funziona nel prologo e nei momenti di raccordo mentre finisce per annacquare quelli più drammatici (vedi le scene di guerra, dove l’uso di gas letali ricorda scenari odierni ben più tragici).

Inoltre l’assolutizzazione dei conflitti, dove ogni inimicizia è figlia dello scontro tra Bene e Male, se privilegia più uno sguardo mitologico che metafisico finisce per negarne le trame materialistiche. Poi vai a spiegare ai ragazzi che il mondo è un tantino più complesso.

NOTE

- TRA I PRODUTTORI ESECUTIVI FIGURA ANCHE: GEOFF JOHNS.

CRITICA

"Bella, bruna, imbronciata dea soldatessa e miss Israele, Gal Gadot, dopo 'Fast and Furious', porta la spada, la cintura di Gea, la tiara telepatica, capelli al vento, lazo d'oro forgiato da Efesto, body-corazza in attesa che scoppi la Pace, certa che l'uomo si diverta di più con la guerra. Il male sta dentro, lei la pensa come Camus: ha poteri sovrumani ma capisce anche di morale corrente e di Londra dice che è atroce. Super eroina che trasborda dall'era omerica al 1918, per la prima metà del lungo film di Patty Jenkins (prima donna a dirigere super eroi) è divertente nella sproporzione tra l'ambizione etica filosofica e il gusto camp-vintage-kitch con cui si esprime, alzando il ridicolo dei dialoghi di Allan Heinberg: «Che la forza sia con voi»." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 1 giugno 2017)

"(...) non sapremmo dire se con spirito femminista o meno - la Jenkins, senza addentrarsi in cupi meandri pseudofilosofici, opta per una chiave di racconto di ingenua semplicità. La sua Wonder Woman non sta lì a porsi problemi esistenziali. Per lei il quadro è chiaro: la pace è giusta, la guerra è sbagliata; quindi il suo compito è neutralizzare Ares, il bellicoso dio della guerra figlio di Giove. (...) Come la sua eroina la Jenkins procede impavida, mescolando con hollywoodiana spensieratezza formale un Eden ellenico a un devastato scenario europeo 1917. Tuttavia il copione non manca di spunti divertenti, l'ingenuità di recitazione della Gadot è in linea con il personaggio, Pine è al solito brillante. Insomma, pop corn e bibita, le due ore scorrono piacevoli." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 1 giugno 2017)

"Sapiente coacervo di epica e di ironia, l'avventura trascina malgrado qualche finale in eccesso." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 1 giugno 2017)

"(...) il film è anche piacevole, si lascia vedere senza colpo ferire, è grazioso, flessuoso e rassicurante come l'israeliana Gal Gadot, e che volete, che vogliamo di più? Nulla, tocca accontentarsi in quota rosa dell'assenza di sguardi (leggi: inquadrature) voyeuristici, erotizzanti persino lascivi sulla Gadot, e per questo colpo alla botte 'femminista' ecco arrivare un colpo al cerchio 'maschilista': le bionde, statuarie e indomite Connie Nielsen e Robin Wright (...)." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 1 giugno 2017)

"Da Monster a Wonder. C'è sempre una donna dietro tutto ciò. La 'woman' in questione si chiama Patty Jenkins, geniale in passato per aver imbruttito una magnifica Charlize Theron da Oscar ('Monster') e forse ancora più brava, oggi, ad aver diretto come prima regista nella storia del cinema un blockbuster cinecomic da 120 milioni di dollari impegnato a imporre nell'immaginario collettivo una supereroina con film tutto suo: 'Wonder Woman'. Molti ricordano la serie tv leggermente pacchiana dei 70 (...) con la florida Lynda Carter. Adesso tocca all'ex modella israeliana Gal Gadot (...). Questo è il film sulle origini della nuova rilettura del personaggio nato nei fumetti Dc del 1941 dalla mente di due maschi al secolo William Moulton Marston e Harry G. Peter. (...) Il cuore della pellicola è una commedia ben scritta: la cocciuta ma adorabile Diana Prince insegue Ares attorniata da maschietti a metà tra l'atterrito e l'esaltato, costantemente indecisi circa la sanità mentale di questa ragazzona mozzafiato. Dolce ed efficace anche la storia d'amore con l'agente segreto yankee di un ispirato e umanissimo Chris Pine (...). Gal Gadot? Non eccezionale nelle scene d'azione (il comparto spettacolare è quello più zoppicante) ma vivace e spiritosa. (...) L'opera della Jenkins è (...) frizzante e a tratti gioiosa. Ci voleva una donna al comando per ingentilire il tetro universo della casa editrice di Batman. Critica nordamericana non spaventata affatto, anzi talmente eccitata da gridare quasi al capolavoro. Non è vero. Ma non vediamo l'ora di ammirare ancora Diana in azione." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 1 giugno 2017)

"Piacerà certamente alla crescente schiera dei fan di Gal Gadot (ex miss Israele, ex ufficiale dell'esercito, il che spiega la sua estrema credibilità quando stende degli omaccioni a mani nude). Gadot a parte, gli artefici del film (il produttore Snyder e la regista Patty Jenkins) hanno fatto di tutto perché il prodotto non fosse inferiore agli altri film tratti dai fumetti della DC comics. Oddio, qualcuno dei fan dei DC obbietterà che in fatto di scontri apocalittici il film non dà moltissimo. E qualcun altro che in genere non va matto per le trasposizioni dalle nuvolette, storcerà il naso davanti a 'vilains' che sono appunto da fumetto (caricaturali, a una sola dimensione). Però è il caso di avvertire che 'Wonder Woman' molte cartucce del suo repertorio le spara bene. L'ambientazione è azzeccata (bell'idea quella di averla trasportata dall'originale del 1941 al 1918). Ed è molto molto gradevole la scelta di aver pigiato sul pedale dell'ironia." (Giorgio Carbone, 'Libero', 1 giugno 2017)

"Ci hanno messo 76 anni per fare un film sull'eroina DC Comics; tempo sprecato. Una pellicola a tratti ridicola (lo scontro finale), scritta male, con pessimi effetti speciali, che sciupa la bravura della bella Gal Gadot." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 1 giugno 2017)

"Se si batte un po' la fiacca tra scudo e spada dell'amazzone e le trincee tedesche, è più divertente il gioco di costume&società nella Belle Epoque dove i super poteri sono super parole. Fattura digitale ok, produce lo Snyder di 'Batman v Superman'. Per la Gadot nuovo tentativo di voltare da modella ad attrice." ('Nazione-Carlino-Giorno', 1 giugno 2017)
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