Viaggio segreto

ITALIA, FRANCIA - 2006
Viaggio segreto
Leo Ferri, uno psicanalista quarantenne, nasconde dentro di sé un segreto inconfessabile e doloroso. Per questo 25 anni prima ha lasciato la sua bella casa nella campagna di Agrigento ed è fuggito insieme a sua sorella minore Ale. Da allora i due fratelli sono stati sempre inseparabili e tra loro si è instaurato un rapporto eccezionalmente intimo, fino al giorno in cui la bellissima Ale conosce Harold, un artista cinquantenne di origine serba che le chiede di sposarla. La ragazza accetta con slancio, lasciando suo fratello interdetto e impreparato. Un giorno, però, arriva qualcuno dal loro passato per rivelare a Leo che Harold ha deciso di regalare ad Ale, in occasione del matrimonio, la loro casa natale ed ha iniziato le trattative con Anna, la ragazza trentenne che abita lì da sola con la figlia. Leo, che non sa guidare e ha paura dell'aereo, deve compiere uno sforzo e tornare in quella casa, in Sicilia, per affrontare il passato e rivedere il luogo in cui la loro madre è stata uccisa...
  • Altri titoli:
    In cerca del mistero
    Ricostruzioni
    La memoria degli altri
  • Durata: 103'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Tratto da: liberamente tratto dal romanzo "Ricostruzioni" di Josephine Hart (ed. Feltrinelli)
  • Produzione: MARCO POCCIONI E MARCO VALSANIA PER RODEO DRIVE, MEDUSA FILM, MANIGOLDA FILM, SKY
  • Distribuzione: MEDUSA
  • Data uscita 3 Novembre 2006

RECENSIONE

di Luca Pellegrini
Non c'è molto di segreto nel Viaggio segreto di Leo Ferri, che chiude sottochiave le confessioni altrui - è uno psicanalista amante degli acquari e dei suoi pesciolini ha scoperto come coglierne gli umori - ma stenta a trattenere la sua, pur terribile perché si tratta di un omicidio in famiglia con il contorno poco edificante di un presunto morboso incesto con la sorella. Comunque, il viaggio del protagonista, che è Alessio Boni sempre con occhi sul limitare della lacrima, c'è e si dipana con mistero e suggestione da Roma alla natia Sicilia, ove il fattaccio ebbe luogo in una bella villa di campagna, ora in vendita. Cosa spinge Leo a riprendere questi contatti perduti, cosa spinge l'inafferrabile sorella di Leo, Ale (Valeria Solarino), a spingere appunto il fratello a scendere verso il luogo del delitto e della colpa, là dove tutto ebbe origine e tutto dovrà essere possibilmente spiegato? Sono pulsioni "segrete" messe in moto dal passato che riaffiora, da un pittore (Emir Kusturica) che vuole la villa purificata dal dolore per offrirla ad Ale come regalo di imminenti nozze, sono anche semplici interessi locali, quelli di Anna (Donatella Finocchiaro) che cura la mediazione della vendita e sarà lei ad acquistare il cuore di Leo. Il film di Roberto Andò, molto liberamente tratto dal romanzo dell'irlandese Josephine Hart Ricostruzioni (scrittrice di rango, originale e suggestiva intenditrice di torbidezze umane), che funge più da spunto narrativo che da copione, è un film di atmosfere letterarie, a principiare dalle battute della stessa sceneggiatura, sfumata molto sulle azioni per lasciar spazio alle emozioni, alle reazioni con le quali personaggi vivi e presenti fronteggiano quelli morti e passati. Al centro, lo sparo che taglia la vita di una madre peccatrice, possessiva e nevrotica (Claudia Gerini), condanna un innocente, traumatizza due ragazzini, getta un cupo alone su quella casa, divenuta un teatro della memoria per pochi spettatori. Lo stile di Andò è quello della riflessione, del ricordo affiorato, del non detto, del cenno estatico, dell'episodio illuminante, con qualche immagine efficace e qualcuna di troppo. Il tutto sotto il sole della sua Sicilia, che lui conosce benissimo nelle atmosfere, nelle luci, nei rumori, nei sussurri, nell'immobilità del meriggio: sono l'aspetto più rilevante di un film discontinuo e volubile.

NOTE

- REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DEL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA' CULTURALI.

- EVENTO SPECIALE ALLA I^ EDIZIONE DI 'CINEMA. FESTA INTERNAZIONALE DI ROMA' (2006).

- NASTRO D'ARGENTO 2007 PER LA MIGLIOR FOTOGRAFIA. CLAUDIA GERINI ERA CANDIDATA COME MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA.

CRITICA

"Ritenendo che l'opera terza di Andò non risulti all'altezza, possiamo subito dire che le cause non vanno ricercate nella mancanza d'ispirazione, nell'asprezza tormentosa dei temi evocati e men che mai in un difetto di personalità. Al contrario, nel districare gli intrecci mentali e fisici del plot congegnato dalla scrittrice irlandese, Andò ricorre paradossalmente a 'troppa' qualità, 'troppa' laboriosità, 'troppo' incantamento. (...) I toni alti, metaforici, declamatori risuonano sordi e quelli bassi, istintivi, terragni, stridenti; il dialogo s'inceppa in una cadenza sentenziosa; la voce off non riesce a fissare la tentennante aura poetica. In un film che gronda letteratura persino negli intensi flash erotici, gli attori finiscono per essere sovraesposti: un ruolo scomodo a cui poco o niente possono offrire Alessio Boni, Donatella Finocchiaro, Claudia Gerini e Marco Baliani e che la Solarino, Kusturica e Roberto Herlitzka riescono appena a salvaguardare. Si capisce la scelta di raffreddare una materia sin troppo incandescente; ma questa volta il raffinato Andò ha truccato persino il proprio talento." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 20 ottobre 2006)
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