Viaggi di nozze

ITALIA - 1995
Viaggi di nozze
"Raniero e Fosca" - Il professore Raniero Cotti Borroni, illustre e maniacale clinico, convola a giuste nozze con l'introversa Fosca. Il dottore, maniaco del telefono cellulare e ossessionato dal ricordo della moglie defunta, Scilla, porta la nuova consorte a visitare la tomba di famiglia e la deprime talmente con le sue manie che la donna, in evidente crisi nervosa, inizia a sottoporsi a diversi esami specialistici. Poi Raniero si reca con Fosca a Venezia, dove all'Hotel Danieli trascorre la prima notte di nozze nella stanza dove è stato con la defunta Scilla. Qui, dopo l'allucinante prima notte di nozze, Fosca si toglie la vita.

"Ivano e Jessica" - Dopo essersi sposati, lo zotico Ivano e la goffa Jessica, non fanno che vagare con la lussuosa automobile di lui, fare all'amore nei modi più inconsueti e dire soltanto gergalmente sciocchezze. Lei mastica sempre gomma e la musica più demenziale è la perpetua colonna sonora del loro squallido vagabondare da una spiaggia ad un night all'insegna del vuoto.

"Giovannino e Valeriana" - Il remissivo Giovannino, dopo essere sfuggito il giorno del suo matrimonio con Valeriana al logorroico celebrante, uno zio frate, deve lasciare sola la moglie sulla nave e rinunciare alla crociera per sistemare l'anziano e sclerotico padre che l'infermiera albanese ha abbandonato. Rifiutandosi i fratelli di accogliere il genitore, lo affida alla madre, nonostante 25 anni di separazione. Raggiunta la moglie, deve però soccorrerne la sorella, Gloria, che, tradita dal marito Stefano, ha assunto barbiturici. Fattala vomitare e rimessa in sesto, sta per partire, quand'ecco apparire Stefano, che ammette la sua colpa, ma denuncia l'adulterio di lei col direttore della banca e svela che i barbiturici sono in realtà mentine. Di fronte alle rimostranze di tutti, Gloria con il piccolo figlio fugge con l'automobile, i biglietti e i bagagli degli sposi, che vengono recuperati dalla polizia. Al commissariato hanno la sorpresa di ritrovare il padre, fuggito dalla ex moglie.
  • Episodi: Raniero e Fosca - Ivano e Jessica - Giovannino e Valeriana
  • Durata: 112'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, FILM A EPISODI
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA A COLORI
  • Produzione: VITTORIO E RITA CECCHI GORI PER CECCHI GORI GROUP - TIGER CINEMATOGRAFICA
  • Distribuzione: WARNER BROS. ITALIA, CECCHI GORI HOME VIDEO, DVD CECCHI GORI (2002)

NOTE

- REVISIONE MINISTERO DICEMBRE 1995.

CRITICA

"A controprova dell'onestà professionale di Verdone e del gusto con cui sa trattare la stupidità e la volgarità, sono da registrare anche i contributi artistici di Carlo Desideri, che firma una bella fotografia, e di Maurizio Marchitelli, che ha progettato alcune delle scenografie più giuste e viste recentemente nel cinema italiano. E se Cinzia Mascolo e Claudia Gerini (bellissima) fanno eccellentemente la loro parte, chi poteva pensare che la scelta di Veronica Pivetti fosse stata una scelta furba dovrà ricredersi: la Pivetti bruna è molto brava, ha una faccia interessante, un'eleganza deliziosamente goffa, ottimi tempi comici. E un bel personaggio che le regala un gran finale. Se i film di Natale fossero tutti così..." (Irene Bignardi, "La Repubblica", 17 dicembre 1995).

"Come suggerisce il titolo, c'è un tema comune in questo trittico: il matrimonio e, più in profondità, la famiglia, la società italiana, il vuoto afasico di una certa gioventù che il perno di uno dei tre racconti, il più divertente e pimpante, ma anche in termini sociologici il più disperato e crudele, quello sulla coppia Ivano-Gessica (Claudia Gerini dal sessappiglio scattoso, una perfetta commediante verdoniana), ossessionata dal sesso. Il tormentone del 'Ivà, 'o famo strano?' non sarà presto dimenticato. [...] Anche il racconto dove, ben secondato dalla compagna, Verdone ha il piede pigiato sull'acceleratore del fregolismo mimico, e non sbaglia una curva. (Morando Morandini, "Il Giorno", 16 dicembre 1995).

"Giocando sull'accumulo il film potrebbe puntare al pronto incasso farsesco, ma, quando lo spettatore meno se lo aspetta, il tono prende eccentriche direzioni addirittura morbose o metafisiche. Col rischio, certo, di deludere a turno due aspettative (quella della "quantità" e quella della 'qualità'), ma anche con la sicurezza degli ormai rari titoli in grado di tramandare almeno un carattere o un'atmosfera memorabile nella babele della fiction." (Valerio Caprara, "Il Mattino", 22 dicembre 1995).

"Scritti da Verdone con i veterani eccellenti Leo Benvenuti e Piero De Bernardi, i viaggi di nozze sono tre piccole commedie di costume molto ben connotate nel linguaggio e nei caratteri, e fotografate con i dovuti scarti di atmosfere da Danilo Desideri. L'impressione che Verdone, pur ispirandosi a scene da un matrimonio fra la vita e la finzione (nella vicenda di Fosca c'è il modello di 'La prima moglie'), abbia tirato fuori corde inesplorate attingendo a un se stesso più consapevole e incrudito." (Alessandra Levantesi, "La Stampa", 17 dicembre 1995).
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