Un viaggio chiamato amore

ITALIA - 2002
Un viaggio chiamato amore
La vicenda umana e sentimentale della poetessa e narratrice Sibilla Aleramo vista in un arco temporale che va dall'adolescenza alla maturità e, in particolare, nel periodo in cui conobbe e si innamorò del poeta Dino Campana (1916-1918). Sibilla (pseudonimo di Rina Faccio) è una donna colta, affascinante e indipendente che ha conquistato la propria condizione a prezzo di duri sacrifici. Nata e cresciuta in una famiglia particolare, Nora ha alle spalle un matrimonio fallito con un uomo gretto e violento. La donna che oggi vive a Firenze sembra, quasi, un'altra persona da quella che abbandonò il marito ed il figlio Walter. Nonostante le sue ambizioni siano altre, per le sue precarie condizioni economiche, è costretta a scrivere articoli leggeri, di 'colore'. La sua vita, oltre che dal lavoro e dalla frequentazione di intellettuali, è scandita da vari rapporti sentimentali tanto intensi quanto brevi. Tutto questo fino a quando nella sua vita non appare, prepotente, la figura del grande poeta Dino Campana.
  • Altri titoli:
    A Journey Called Love
    La più lunga estate
  • Durata: 96'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, ROMANTICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:1,85)
  • Tratto da: lettere di Sibilla Aleramo e Dino Campana
  • Produzione: RICCARDO TOZZI, GIOVANNI STABILINI, MARCO CHIMENZ PER CATTLEYA, RAI CINEMA, STREAM
  • Distribuzione: RAI CINEMAFICTION, 01 DISTRIBUTION
  • Data uscita 6 Settembre 2002

NOTE

- COPPA VOLPI A STEFANO ACCORSI PER LA MIGLIORE INTERPRETAZIONE MASCHILE ALLA 59MA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA (2002).

CRITICA

"Pur evitando possibili goffaggini, Placido non ci dice nulla di nuovo né sulla poesia, né sull'amore. E se Laura Morante è una Venere Callipigia costretta a piangere dalla prima all'ultima scena, quella di Accorsi appare una scelta perdente in partenza: bravo in tanti altri film, qui l'attore si limita a tenere gli occhi perennemente sgranati senza farvi balenare un guizzo di follia". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 5 settembre 2002)

"Placido rischia molto, qualcosa trova, qualcosa gli sfugge. Trova una musica che riesce a passare, anche nella stessa sequenza, da una comoda e piacevole serenità a un'inquietudine dubbiosa, slegata e ispida. Trova una luce (di Luca Bigazzi) che perde colori e aura, si fa livida e vuota, si scurisce fino al nero finale. Trova il posto giusto per le parole della Aleramo e i versi di Campana. Quello che ci sembra non sono due attori che sappiano reggere il peso di così poderosi compiti. Accorsi, l'attore più richiesto che abbiamo, dev'essere Campana, 'il più grande poeta che abbiamo', come lo definì Emilio Cecchi. Laura Morante, l'attrice più richiesta che abbiamo, dev'essere la misteriosa Sibilla. Lottano, non sempre ci riescono". (Bruno Fornaia, 'Film tv', 10 settembre 2002)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy