UN PRETE TRA NOI 2

ITALIA - 1999
UN PRETE TRA NOI 2
Don Marco torna alla sua vecchia parrocchia nella periferia romana. Nulla è cambiato, tranne il sacrestano che è nuovo e si chiama Oreste, e il carcere in cui presterà il suo ministero pastorale: Rebibbia. Come nella serie precedente, Don Marco sarà chiamato a consolare e a ridare la speranza ai detenuti. Per ognuno di essi, don Marco riesce a trovare una soluzione. Altri drammatici avvenimenti segnano la vita del prete, a partire dalla morte del fratello, lo scapestrato Gianni, che muore nel corso di una difficile operazione al cuore, lasciando Maria disperata e in attesa di un figlio. Don Marco si prende cura di lei - i sentimenti del prete si sono depurati di ogni risvolto passionale - assistendola nel corso di una gravidanza difficile, e anche quando la ragazza si caccia nei guai, finendo in prigione, incriminata ingiustamente per omicidio, interviene in suo aiuto. Qualche problema gli causa anche la madre Elisabetta, che si sposa con un suo romantico coetaneo, Giorgio, volando con lui negli Stati Uniti, e che ci metterà un po' di tempo ad accettare Maria e il nipotino. Mattia Silvestri, l'avvocato, risolve i suoi problemi con l'alcol quando si innamora di Maria, suscitando qualche punta di gelosia nell'amico Don Marco. La serie si chiude con il battesimo del bambino di Maria, al quale viene dato il nome del padre scomparso: Gianni.
  • Altri titoli:
    LA VENDETTA
    IL DELTAPLANO
    LE DUE MADRI
    IL RITORNO
    PER TROPPO AMORE
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Tratto da: UN'IDEA DI ACHILLE MANZOTTI E MASSIMO DE RITA
  • Produzione: ACHILLE MANZOTTI PER FASO FILM IN COLLABORAZIONE CON RAI FICTION

NOTE

FILM PER LA TELEVISIONE
SERIE DI 5 PUNTATE DA 90 MINUTI - RAIDUE
- ARREDAMENTO: NELLO GIORGETTI

CRITICA

Il prete di Dapporto è un prete credibile, anche se non completo. Anzi, è un prete che riesce ad essere segno del Trascendente, pur essendo immerso nelle esperienze quotidiane di tutti gli uomini. Un uomo che sta in contatto continuo col suo Dio, ma senza mai interrompere la piena esperienza della condizione umana. Al punto che nemmeno le proprie tragedie familiari riescono a renderlo indisponibile ai problemi, ai dolori o alle gioie degli altri, di coloro che costituiscono un'altra famiglia. Ma allora perché ho scritto che non è un prete completo? Perchè lo è dal punto di vista della vocazione sostanziale del prete, ma non forse da quello pastorale. E' un ottimo amico, fratello, padre e figlio; è quasi prodigioso come cappellano delle carceri, ma trascura in modo evidente la cura della Parrocchia. Il sospetto è che sia molto più difficile rappresentare l'eperienza quotidiana di una normale comunità cristiana che quella di situazioni estreme, significative, ma non generalizzabili. (Claudio Sorgi, "Avvenire", 25.03.1999)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy