Un eroe dei nostri tempi

ITALIA - 1955
Un eroe dei nostri tempi
Alberto vive con una vecchia zia e una vecchia domestica, che a forza di precauzioni e di paure, ne hanno fatto un giovane timido e senza iniziativa. La sua più grande paura è di rimanere, come si dice, "incastrato" in qualche brutta avventura. Per non correre il pericolo d'essere incolpato di qualche delitto, Alberto annota giornalmente tutto quello che fa per poter sempre presentare un alibi valido. Impiegato in un cappellificio, ha per capoufficio una vedova che fa il possibile per farsi notare e poi sposare da lui che, invece, cerca di ottenere un incarico che lo allontani da lei. Alla fine, per placarne il risentimento, finisce per compromettersi subendone l'abbraccio. Questo non gli impedisce di recarsi la domenica in riva al Tevere con una giovane parrucchiera, Marcella, fidanzata con Fernando. Essendosi vantato dell'avventura coi suoi amici. Alberto teme la rappresaglia dell'erculeo Fernando e perciò è costretto a passare una notte fuori di casa. Il destino vuole che proprio quella notte venga tirata una bomba che ferisce alcune persone. La polizia ha dei sospetti su Alberto, il quale per salvarsi deve accettare l'offerta della sua ex capo ufficio, che ha dovuto dimettersi in seguito al famoso abbraccio. Questa è pronta a testimoniare che Alberto ha passato la notte con lei. Per fortuna, proprio in quel momento viene scoperto il vero autore dell'attentato, così Alberto scampa al pericolo di dover sposare l'intraprendente vedova. Consigliato ad essere meno pauroso, ad affrontare risolutamente ogni situazione, Alberto decide d'arruolarsi nella Polizia Celere.
  • Durata: 90'
  • Colore: B/N
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: FRANCO CRISTALDI PER VIDES, TITANUS
  • Distribuzione: TITANUS

NOTE

- ASSISTENTE ALLA REGIA: MARCO LETO

- SEGRETARIO DI EDIZIONE: ANSANO GIANNARELLI

CRITICA

"La commediola scritta (...) ad uso e consumo dell'imperversante anche se simpatico comico, è troppo confusa e abborracciata per raggiungere sempre l'effetto satirico. Ma le invenzioni spiritose non mancano, molto spesso per merito dell'attore, inesauribile nelle sue trovate". (Ugo Casiraghi, "L'Unità", 8 ottobre 1955).
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