Uccellacci e uccellini

ITALIA - 1966
Uccellacci e uccellini
Totò e suo figlio Ninetto si mettono in cammino per raggiungere un casolare nei dintorni di Roma e minacciare di sfratto della povera gente che non paga l'affitto e si ciba di nidi di rondine. Durante il cammino, i due discorrono di vita e di morte con un corvo parlante, un petulante e saccente ospite autoinvitato, sedicente intellettuale marxista vecchia maniera. Il racconto del corvo spinge padre e figlio a indossare un saio francescano, divenendo rispettivamente Frate Ciccillo e Frate Ninetto, per ripetere agli uccelli la predica di San Francesco. Con una certa fatica e una lunghissima preparazione spirituale, Fra' Ciccillo riesce a farsi ascoltare dai falchi e dai passerotti, facendo loro accettare il messaggio di Dio, senza però far desistere i rapaci dalle loro abitudini sanguinose. Ripreso il cammino in abiti borghesi, i due s'imbattono nei funerali di Togliatti, in manifestazioni popolari e in una prostituta. Continuano a camminare e a parlare finché, presi dai morsi della fame, uccidono il corvo per il loro pasto.
  • Altri titoli:
    Des oiseaux, petits et gros
    Oiseaux petits et gros
    Hawks and Sparrows
    The Hawks and the Sparrows
  • Durata: 88'
  • Colore: B/N
  • Genere: GROTTESCO
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA
  • Tratto da: un testo di Pier Paolo Pasolini
  • Produzione: ALFREDO BINI PER ARCO FILM
  • Distribuzione: CIDIF - CD VIDEOSUONO, AB VIDEO, RICORDI VIDEO, BMG VIDEO, L'UNITA' VIDEO (PARADE)

NOTE

- PRESENTATO AL XX FESTIVAL DI CANNES 1966 DOVE TOTO' OTTIENE IL PREMIO COME MIGLIORE ATTORE.

- NASTRO D'ARGENTO 1967 A TOTO' COME MIGLIORE ATTORE.

CRITICA

"Il film imposta una favola filosofica, dibattendo problemi spirituali e sociali di attualità. Nonostante qualche cedimento di ritmo e d'invenzione, la difficile impresa può considerarsi in parte riuscita, soprattutto in alcuni momenti ricchi di poesia." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 60, 1966)

"(...) Proprio per appartenere a quel 'cinema di poesia' (...) è un film da vedere (...) e non da descrivere: la sua realtà di messaggio etico-politico è tutta sostanziata dalle spezzettature, dai ritmi (...) dalle sottolineature sonore che costituiscono in ultima analisi la vera chiave contenutistica del film (...). Cosicché l'ardita complessità di metafore (...) (ha) il potere di trasformarsi in umanissima tensione lirica". (Lino Micciché, 'Avanti!', 12 maggio 1966)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy