Troppo amore

ITALIA - 2011
Troppo amore
Tra Livia e Alberto nasce una grande storia d'amore. Tutto sembra andare per il verso giusto fino a quando i sentimenti dell'uomo diventano un pò troppo eccessivi e soffocanti e la donna viene rinchiusa in un circolo vizioso fatto di violenza psicologica e oppressione.
  • Altri titoli:
    Mai per amore: Troppo amore
  • Durata: 98'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, FILM TV
  • Produzione: TONINO NIEDDU, CLAUDIA MORI PER RAI FICTION, CIAO RAGAZZI!

NOTE

- LA COLLANA "MAI PER AMORE" (IN ONDA SU RAI UNO TRA APRILE E MARZO 2012) PRENDE IL TITOLO DAL BRANO OMONIMO, SCRITTO E CANTATO DA GIANNA NANNINI, CHE È ANCHE LA COLONNA SONORA AI QUATTRO FILM TV DELLA COLLANA. GLI ALTRI SONO: "RAGAZZE IN WEB" (REGIA DI MARCO PONTECORVO, CON CAROLINA CRESCENTINI E FRANCESCA INAUDI); "LA FUGA DI TERESA" (REGIA DI MARGARETHE VON TROTTA, CON STEFANIA ROCCA E ALESSIO BONI); "HELENA E GLORY" (REGIA DI MARCO PONTECORVO, CON BARBORA BOBULOVA E THOMAS TRABACCHI).

CRITICA

Dalle note di regia: "Le notizie di cronaca parlano tanto spesso di donne perseguitate, picchiate e persino uccise da fidanzati mariti o compagni, che insieme alla 'Ciao Ragazzi' si è pensato che fosse urgente e giusto parlarne. E per questo ho realizzato una storia dal titolo 'Troppo amore' per aprire uno squarcio indagativo su un caso esemplare. La parola 'amore' ha fatto sempre sognare perché risveglia in noi il sentimento più bello e ritenuto fondamentale. Siamo convinti che basta seguire l'istinto dal momento che tutti siamo disponibili all'amore (...). Ma la cronaca quotidiana ci mostra troppo spesso storie d'amore sbagliate, tragiche. E solo quando accadono ci si accorge che l'amore è un sentimento che richiede cura e maturità. Lo stalking (che è il tema di 'Troppo amore') è l'amore del persecutore cioè del partner che una volta conquistata una donna la considera propria, un oggetto suo come se l'avesse comprata. Ne controlla la mente e i movimenti. Non riesce più ad accettare che la 'sua donna' abbia una personalità autonoma. La considera sua come può accadere col cane ma peggio perché gli viene naturale picchiarla se non gli ubbidisce (...). La donna pensa che il compagno sia geloso ma che la ami. Pensa di poterlo cambiare. Confonde l'amore con l'annullamento di se stessa. Tutto ciò anche a causa di una cultura tuttora patriarcale al punto che picchiare una donna è reato soltanto dal 1991. Fino ad allora era considerato 'soltanto' un delitto contro la morale."
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