Tropic Thunder

USA - 2008
Tropic Thunder
L'eroe di film d'azione Tugg Speedman, il pluripremiato Kirk Lazarus, il comico Jeff Portnoy, il giovane talento Kevin Sandusky e la star hip-hop Alpa Chino vengono scelti per interpretare un film di guerra dal budget colossale, tratto dall'autobiografia del veterano John 'Quadrifoglio' Tayback, diretto da un emergente regista inglese e prodotto dallo spietato Les Grossman. Tuttavia, le riprese stentano a procedere, soprattutto a causa delle bizzose superstar. Così, dietro consiglio di Tayback, il regista decide di dare un taglio realistico al suo film ed insieme allo stesso veterano e al supervisore degli effetti speciali organizza un set nascosto nel mezzo della giungla, dove, a loro insaputa, i protagonisti dovranno affrontare una serie di trappole, attacchi e imboscate apparentemente reali. Quando arriva il momento delle riprese, però, i cinque attori si troveranno coinvolti nel mezzo di un reale conflitto con un cartello della droga che li scambia per veri militari.
  • Altri titoli:
    Tropic Thunder - Unisciti a loro
  • Durata: 107'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: BEN STILLER, STUART CORNFELD E ERIC MCLEOD PER DREAMWORKS SKG, RED HOUR FILMS
  • Distribuzione: UNIVERSAL
  • Data uscita 24 Ottobre 2008

TRAILER

RECENSIONE

di Valerio Sammarco
Torna dietro la macchina da presa sette anni dopo Zoolander, Ben Stiller. E lo fa con un film se possibile più divertente e al tempo stesso più "cattivo": non più la moda nel mirino del comico-regista, ma il suo stesso e impazzito mondo, sbeffeggiato in quello che forse ha di più "sacro", il war-movie. L'arma in più di un lavoro come Tropic Thunder – niente a che vedere con gli "spoof" tanto di moda oggi, dal "modello" Scary Movie al tremendo Disaster Movie – è proprio questa, la forzatura di un metacinema che sa trasformarsi poco a poco in qualcosa di altro, in grado di reggersi sulle proprie gambe e non solo su continui ed espliciti rimandi (comunque funzionali): ad essere messo in discussione è il dietro le quinte, le follie produttive, il contrasto tra reale (il veterano Nick Nolte, che alla fine getterà la maschera) e ricostruito, il vezzo di chi – calandosi troppo nella parte (come il Kirk Lazarus interpretato da Robert Downey Jr., star australiana devota al metodo tanto da sottoporsi ad un trattamento di pigmentazione per incarnare un sergente afroamericano…) – arriva a credere di aver combattuto, sofferto, ucciso veramente. Attenzione ai tre finti trailer in testa al film e alla performance di Tom Cruise: irresistibile.

NOTE

- TOM CRUISE E ROBERT DOWNEY JR. SONO CANDIDATI AL GOLDEN GLOBE 2009 COME MIGLIORI ATTORI NON PROTAGONISTI DI MUSICAL/COMMEDIA.

- ROBERT DOWNEY JR. E' STATO CANDIDATO ALL'OSCAR 2009 COME MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA.

CRITICA

"Dopo essersela presa con il milieu della moda in 'Zoolander', Stiller concentra l'artiglieria su Hollywood stessa, ma che l'attore-sceneggiatore-regista affronta con simpatica crudeltà e con l'intenzione dichiarata di fare il più politically uncorrect possibile. Associandosi in screenplay con Ethan Coeh, ha infarcito il film non soltanto di produttori squali e bastardi, agenti fatui e imbecilli, attori dai nervi fragili, ossessionati dal successo, e dalla sua perdita; ci ha messo dentro anche la parodia del war movie, oggi tra i generi leader e sempre più truculento, nonché una serie di riferimenti a classici come 'Apocalypse Now' o 'Il cacciatore', però senza cadere nelle esagerazioni dell'iper-citazionismo. Il suo, in fondo, è un oggetto cinematografico più insolito di quanto sembri a prima vista. Anche grazie alla larghezza dei mezzi produttivi messi a disposizione, Stiller alterna toni della farsa a quello dell'actioner, dimostrando anche un certo talento nel realizzare sequenze spettacolari come bombardamenti col napalm e similari." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 24 ottobre 2008)

"'Tropic Thunder' è pura parodia metacinematografica sul cinema di guerra americano. Un doppio binario gestito in bilico tra il set nel set rappresentato e la continua intrusione negli oggetti filmici che vengono parodiati. Ben Stiller, qui attore e regista, non scrive di sana pianta un qualsiasi peana antimilitarista ma rielabora brandelli di cinema accigliato che c'è già stato sul Vietnam. Trasformando il film in una zuppa comica e baluginante di legami visivi già immagazzinati sull'argomento in cui si fa prima a dire chi è stato citato con meno entusiasmo ('Il Cacciatore') e chi ricalcato con copia carbone ('Platoon'). Questa l'arma in più del film, ma anche il limite strutturale. Perché il racconto fatica ad inforcare una strada propria con relativo e peculiare andamento comico. Se non fosse per Robert Downey jr. trasformato in soldato di colore che in originale sciorina una parlata da nero americano e si muove come Cliff Robinson dall'omonimo telefilm, 'Tropic thunder' si ridurrebbe spesso all'assemblaggio di gag parodiche modello Scary movie. Rimane comunque possente il dispiego di mezzi e la fisicità profusa dagli attori, in particolare da Ben Stiller che nelle sue caratterizzazioni comiche non manca mai di sottolinearne l'importanza. Girato quasi del tutto alle Hawaii e negli studi Universal di Los Angeles." (Davide Turrini, 'Liberazione', 24 ottobre 2008)

"Piacerà ai fan di Ben Stiller che puntualmente indicano il vecchio 'Zoolander' come uno dei top
della commedia di tutti i tempi. Ce ne deve essere una bella fetta in America, dal momento che
'Tropic Thunder' buttato sul mercato estivo Usa senza eccessive ambizioni s'è rivelato un robusto blockbuster (170 milioni di dollari d'incasso contro un budget di 80). Ma siccome i 170 non li fai solo cori i patiti di Ben, è il caso di arguire, che anche parecchi spettatori ai di sopra di ogni sospetto abbiano trovato pane per i loro denti. Tra i bocconi più appetitosi, le presentazioni dei tre eroi colle rispettive carriere . Certo, Ben ha la mano grossa e pesante. E quindi incappa non di rado in brutte cadute di gusto. Come una satira sgraziata dell'handicap e immagini dei piccoli vietnamiti che vengono proiettati in alto come pupazzi." (Giorgio Carbone, 'Libero', 24 ottobre 2008)

"'Tropic Thunder' irride appunto la retorica reducistico-pacifista e le nevrosi connesse, facendole confluire in quelle dei divi, sempre pronti a ruoli impegnati quando, con quelli disimpegnati, non incassandoli. Si distingue nell'autoironia Robert Downey jr., specialista nell'appiopparsi le più incredibili malattie dermatologiche nei suoi film. Qui giunge a pigmentarsi artificialmente la pelle per avere il ruolo di un soldato nero. Nel mirino, in particolare, la disastrosa e dispendiosa lavorazione di 'Apocalypse Now' di Francis Ford Coppola e le scene madri de 'Il Padrino' di Michael Cimino e 'Platoon' di Oliver Stone. Con venti minuti di meno sarebbe un bel film." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 24 ottobre 2008)
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