Tormento

ITALIA - 1951
Anna deve sopportare le angherie della matrigna, che si serve di ogni pretesto per mortificarla. Una sera, mentre il padre e la matrigna sono fuori casa, Carlo, il fidanzato d'Anna, le telefona dalla stazione, dove si trova di passaggio. Dopo molte insistenze, Anna lo raggiunge. Quando rientra a casa, però, la matrigna la accoglie con rimproveri così ingiusti e cattivi che Carlo, presente alla scena, decide di portare Anna con sé a Milano. Quando tutti i preparativi per le nozze sono pronti, Carlo, accusato d'assassinio, viene arrestato. Benché sia innocente, ci sono gravi indizi contro di lui e durante il processo, viene condannato a vent'anni di prigione. Intanto Anna dà alla luce una bambina e, malgrado la condanna, Carlo le chiede di sposarlo e lei accetta. Anna si rivolge al padre per avere aiuto, ma la matrigna non gli fa arrivare le lettere disperate della figlia. Quando viene a sapere la verità dall'avvocato di Carlo, il padre muore di dolore. La matrigna promette d'aiutare Anna, ma le impone di lasciarle per sempre la bambina e scomparire. Anna dapprima rifiuta, ma alla fine è costretta ad accettare. Separata dalla figia, si ritira in una specie di casa di correzione, finché, riconosciuta dopo alcuni anni l'innocenza di Carlo, la famiglia potrà riunirsi

CAST

CRITICA

"Si tratta d'un film di tipo popolare, realizzato con intenti commerciali. Buona la fotografia." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 28, 1950)

"E' un dramma popolare che piacerà imensamente in periferia (...). E' interpretato da Nazzari e da Yvonne Sanson. La famosa attrice fa sforzi eroici (...) per mettere un po' di verosimiglianza in un polpettone che ci è apparso fantastico come un romanzo di Jules Verne (...)". (Pietro Bianchi, 'Il Tempo', 8 aprile 1951).
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