Todo modo

ITALIA - 1976
Mentre nel paese infuria un'epidemia, un centinaio di "notabili" del partito che da trent'anni governa l'Italia si riuniscono in un albergo-convento, costruito nel sottosuolo di una pineta, per eseguirvi un corso di esercizi spirituali condotto da un severo gesuita, don Gaetano. In realtà, indifferenti alle tonanti prediche del sacerdote, che non ha dubbi sulla loro corruzione, ai convenuti preme soltanto concordare una nuova spartizione del potere. Ben presto, mentre un furto sacrilego induce un indignato cardinale ad abbandonare il convento, la riunione si trasforma in rissa, volano parole grosse, si viene alle mani: c'è anche un morto, cui seguono altri nei giorni successivi, gettando il terrore tra i "notabili". Chi è il misterioso assassino? Se lo chiedono il magistrato, venuto per le indagini, e l'uomo che tutti chiamano "presidente". Rifugiatosi nella cripta del convento, il "presidente" (sul quale, peraltro, gravano i sospetti dei compagni) si convince d'aver trovato la pista per risalire all'assassino...

CAST

NOTE

- CONSULENTE PER LA SCENEGGIATURA: MARCO FERRONATO.

- PRIMA PROIEZIONE: 30 APRILE 1976.

- NASTRO D'ARGENTO1976 PER IL MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA A CICCIO INGRASSIA.

- IL RESTAURO, REALIZZATO DAL MUSEO NAZIONALE DEL CINEMA E DELLA CINETECA DI BOLOGNA IN COLLABORAZIONE CON SURF FILM E WARNER BROS., SI INSERISCE IN UN PROGRAMMA DI VALORIZZAZIONE DEL 'FONDO ELIO PETRI', DONATO NEL 2007 AL MUSEO NAZIONALE DEL CINEMA DA PAOLA PEGORARO PETRI. E' STATO PRESENTATO ALLA 71. MOSTRA INTERNZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2014) NELLA SEZIONE 'VENEZIA CLASSICI-FILM RESTAURATI'.

- NEL 2015 TORNA IN SALA LA VERSIONE RESTAURATA DALLA CINETECA DI BOLOGNA PRESSO IL LABORATORIO L'IMMAGINE RITROVATA, IN ASSOCIAZIONE CON THE FILM FOUNDATION E CON IL CONTRIBUTO DI HOLLYWOOD FOREIGN PRESS ASSOCIATION E THE FILM FOUNDATION.

CRITICA

"Costruito come una commedia grottesca che sconfina nel simbolico e nel fantastico, il film rimane però vittima del suo stesso virulento pessimismo lasciando alla fine l'impressione di un'opera inutilmente apocalittica e narrativamente squinternata". (Giovanni Grazzini, "Cinema '76")

"(...) Petri, spesso in anticipo sui tempi massmediologici, guardava l'estinzione di una classe dirigente: all'orizzonte non ancora Tangentopoli, ma i grandi registi sono spesso profetici. Il suo film è un'esercitazione di grottesco senza un filo di speranza. Nonostante la colonna sonora di Morricone e il cast popolare (...), 'Todo modo' è stato ritrovato attraverso un lungo giro dell'oca degli «aventi diritto»." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 9 marzo 2015)
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